L’acqua e l’architettura: il recupero ed i sistemi di depurazione

L’acqua è uno degli elementi fondamentali su cui si basa il funzionamento organico degli esseri viventi e costituisce il tramite dei grandi processi naturali e antropici. La presenza dell’acqua connota, ad esempio, in maniera determinante i caratteri di un territorio nel suo sviluppo morfologico. Il paesaggio stesso ne è fortemente influenzato poichè è stato trasformato da processi naturali guidati, accelerati, fermati da eventi climatici regolati anche dal flusso delle precipitazioni e dell’azione delle acque sul territorio. Gli interventi antropici hanno modificato a loro volta il sistema delle acque attraverso bonifiche, deviazioni di fiumi ecc.

Storicamente l’acqua ha rappresentato un elemento essenziale anche nelle scelte insediative nelle antiche civiltà: spesso difatti le grandi città si sviluppavano (e tuttora sono fortemente connotate) dalla presenza di fiumi o specchi d’acqua. Basti pensare ad esempio alla grande civiltà egiziana o quella mesopotamica legate indissolubilmente alla presenza del Nilo e del Tigri-Eufrate. Le costruzioni da sempre hanno in questi casi avuto dei riferimenti costanti con questa risorsa e spesso i progettisti hanno ricercato soluzioni in grado di fornire un’ampia integrazione tra costruito e le risorse idriche presenti.

Le RISORSE IDRICHE mondiali

risorse idriche

Mantova sorge sulle rive del Mincio.

La superficie del nostro pianeta è coperta per il 71% di acqua che è costituita a sua volta dal 97% da acqua salata di mari e oceani e il restante 3% da acque dolci. In realtà poi l’acqua disponibile è una percentuale ancora più ridotta (circa l’0,010 %) perchè il 68% di essa è imprigionata in ghiacciai e nevi perenni, il 29% nel sottosuolo e solo lo 0,3 % dunque è potenzialmente disponibile. Questi dati sono assolutamente significativi per comprendere la portata delle nostre risorse idriche in funzione dell’enorme utilizzo.

Infatti l’uomo utilizza ben 5000 km cubi di acqua all’anno (pari allo 0,0004% dell’acqua del pianeta) ma si tratta di acqua pregiata, dolce e pulita. Nel corso dei decenni il consumo di acqua è decisamente aumentato e proprio per questo l’attenzione da porre nei confronti del problema, che riguarda molte zone del pianeta, deve necessariamente crescere. In italia mediamente si consumano oltre 200 litri al giorno per persona (valori molto elevati) che vengono mediamente distribuiti in: 23 % per l’igiene personale, 14% per il lavaggio di indumenti e stoviglie, il 13% per usi domestici in cucina, il 28% per gli sciacquoni del wc, il 14% per innaffiare prati e giardini e l’8% sprecato in perdite di impianti.

Questo significa che circa la metà dei nostri consumi quotidiani può essere assolutamente soddisfatta mediante l’utilizzo di acqua non potabile ( sciacquone del water, stoviglie e innaffiatura prati) che può essere recuperata dalle precipitazioni atmosferiche. I consumi per gli usi civili inoltre comprendono anche usi non domestici come gli impianti pubblici di erogazione dell’acqua, l’estinzione di incendi, la pulizia delle strade e l’innaffiatura di aree verdi. Inoltre nella stragrande maggioranza dei casi l’acqua di prima qualità viene indifferentemente utilizzata per l’alimentazione, l’innaffiatura dei prati e il lavaggio delle automobili.

Il recupero delle acque

Il problema degli eccessivi consumi e degli sprechi dell’acqua può essere affrontato attraversi una particolare attenzione nella manutenzione degli impianti, attraverso un controllo in termini di quantità e durata dei flussi erogati, mediante il recupero delle acque e gli usi differenziati. Per quanto riguarda il controllo degli impianti innanzitutto fare leva su una più accurata e attenta manutenzione (la quantità sprecata per le perdite è molto rilevante). La regolazione dei flussi può essere agevolmente controllata attraverso l’adozione di rubinetti a chiusura automatica, sciacquoni a getto programmato e l’utilizzo di elettrodomestici (come lavatrici o lavastoviglie) che consentono un notevole risparmio idrico.

Serbatoio di accumulo interrato.

Serbatoio di accumulo interrato.

Il recupero delle acque può essere realizzato mediante l’installazione di contenitori di acque piovane come pozzi e serbatoi di accumulo che mediante sistemi di deflusso e di recupero (pluviali, tetti, griglie) consentono di immagazzinare acqua che viene filtrata e reimmessa nella rete per usi domestici specifici.  La raccolta dell’acqua piovana è documentata da centinaia di anni, basti pensare ai pozzi di recupero di epoca romana e i piccoli interventi nell’area mediterranea del nostro paese come piccole cisterne nei pressi delle abitazioni (molto conosciute quelle di Pantelleria).

I sistemi di depurazione dell’acqua

Quando viene recuperata l’acqua di provenienza meteorica deve essere obbligatoriamente trattata per essere utilizzata. I trattamenti più in uso delle acque inquinate sono basate su principi fisici (come grigliatura, sedimentazione e flottazione) mediante principi chimico-fisici (come disinfezione) e trattamenti biologici attraverso la fermentazione microbica (aerobici, anaerobici e fitodepurazione).

Particolarmente interessante è proprio quest’ultima che sfrutta gli organismi vegetali  (alghe unicellulari) che sono in grado di funzionare da filtri biologici per metabolizzare alcune sostanze contenute nelle acque.

Depurazione naturale dell’acqua tramite sistemi biologici

Numerosi sono i vantaggi di questo sistema di depurazione naturale controllata: la manutenzione è decisamente ridotta rispetto ad impianti tradizionali, l’impatto ambientale è inferiore poichè l’intervento è maggiormente integrato rispetto ai sistemi naturali esistenti e vengono rispettati gli equilibri ecologici. Inoltre gli impianti di fitodepurazione consentono spesso una riqualificazione del paesaggio, l’arricchimento di biodiversità e scarti contenuti ed ecocompatibili. Le principali caratteristiche delle piante utilizzabili sono l’adattamento di queste agli ambienti umidi, la differenziazione delle specie, un apparato radicale ben sviluppato e l’assenza di elementi nocivi per gli utenti.

Oltre agli elementi vegetali in un impianto di fitodepurazione sono presenti delle griglie che consentono il pretrattamento di tipo meccanico per catturare il liquame grezzo, un degrassatore costituito da una vasca in cemento divisa in tre parti (vasca di calma, di separazione e stoccaggio e di deflusso dell’acqua). Infine la vasca Imhoff permette la sedimentazione e la digestione dei fanghi. I sistemi maggiormente utilizzati sono quelli a macrofite galleggianti (la pianta maggiormente utilizzata e la lemna) a macrofite radicate sommerse (come l’Elodea) e sistemi a macrofite radicate emergenti (come la Pragmites).

Impianto di fitodepurazione.

Impianto di fitodepurazione.

Esistono tra le molteplici soluzioni adottate per la fitodepurazione anche bacini artificiali di grande portata che vengono adottati specialmente negli Stati Uniti per affrontare il problemi dell’inquinamento urbano.

In Italia si stanno sviluppando nel corso degli anni alcuni progetti che prevedono il trattamento delle acque come ad esempio il grande progetto che investe la valle del Mincio.Un altro progetto molto rilevante è l’impianto a Villanova di Borca di Cadore in provincia di Belluno che serve il piccolo paese.

In Europa attualmente il paese che adotta maggiormente le tecniche fitodepurative è la Germania che annovera diverse centinaia di impianti.

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