Aeroporto Internazionale di Kansai, Osaka.

L’aeroporto internazionale di Kansai nei pressi di Osaka in Giappone è stato realizzato, per la prima volta al mondo, in mare aperto, creando un’isola artificiale proprio nella baia di Osaka, individuando così un’area sufficientemente libera per predisporre il progetto e sviluppare l’aeroporto, limitando così anche i danni ambientali provocati sulla popolazione umana e sugli abitati limitrofi per la realizzazione di un intervento di questa portata.

L’ isola artificiale

L’ isola artificiale è stata prevista con queste dimensioni: 4 km di lunghezza e 2,5 km di larghezza. Per realizzare quest’isola è stato necessario un progetto molto accurato anche in relazione alle caratteristiche del sito, in cui sono abbastanza usuali terremoti e tifoni, con conseguenti mareggiate anche di notevoli entità.

La scelta operata presupponeva quindi un grande lavoro di consolidamento dei fondali marini che, in quel luogo, si presentavano instabili e piuttosto profondi. Furono previste dunque numerosi interventi per aumentare la resistenza del basamento che avrebbe supportato poi l’isola artificiale.

Dopo cinque anni di lavoro l’isola artificiale fu terminata e pronta per ospitare il nuovo aeroporto. Successivamente in seguito a dei cedimenti del terrapieno fu intrapresa un’ulteriore azione di consolidamento attraverso l’inserimento di uno strato di cemento che potesse essere in grado di assorbire i movimenti del sottosuolo e incrementare la stabilità del complesso artificiale.

areoporto di Osaka

Vista dall'alto della piattaforma artificiale che ospita l'areoporto di Osaka. E' possibile notare la sottile lingua di terra di collegamento con la terraferma.

Nel 1991, dopo avere terminato di realizzare l’isola artificiale, fu iniziata la costruzione del terminale. Per evitare ulteriori problemi di stabilità e scongiurare un pericoloso affondamento dell’isola, furono inserite numerose colonne in cemento armato con base metallica per sostenere la costruzione del terminale. L’aeroporto fu aperto al pubblico nel 1994.

Il terremoto in Giappone del 1995

Il 17 gennaio 1995, il Giappone è stato colpito da un tremendo terremoto, il cui epicentro era a circa 20 km di distanza dall’isola in cui è situato l’aeroporto che, nella sua furia, ha ucciso 6.434 persone quasi tutte sull’ isola giapponese di Honshu. Grazie ad un accurato progetto di ingegneria sismica, l’aeroporto non ha subito danni, principalmente grazie all’inserimento di giunti strutturali scorrevoli.

Nel 1998 inoltre l’aeroporto non ha subito danni ingenti neanche sotto l’azione di un violentissimo tifone, con venti fino a 200 chilometri l’ora.

Il terminal passeggeri dell’aeroporto di  Kansai-Osaka

Il terminal passeggeri è stato progettato dal Renzo Piano Building Workshop (Renzo Piano e Noriaki Okabe) e si compone di un unico edificio di quattro piani.

E’ uno dei terminali d’aeroporto più lunghi del mondo con una lunghezza totale di 1,7 km da un’estremità all’altra.

Una delle particolarità del progetto è la copertura del terminale, curvilinea, che ricorda un profilo di ali. Questa forma non è solo un mero gioco stilistico ma è funzionale ad una migliore circolazione d’aria attraverso l’edificio: infatti grandi condotti che portano aria condizionata la convogliano verso l’alto su un lato del terminale, l’aria circola sul soffitto e viene raccolta attraverso diverse prese d’aria collocate sull’altro lato.

I collegamenti con la terraferma sono assicurati mediante una linea dedicata della ferrovia.

Renzo Piano, il progettista

Renzo Piano è un architetto italiano nato a Genova nel 1937 ed è uno dei progettisti nostrani attualmente più conosciuti nel mondo. Ha realizzato opere in tantissimi paesi del mondo e nel 1998 ha ricevuto il premio Pritzker, il massimo riconoscimento in campo architettonico. La sua ispirazione progettuale è, a detta sua, figlia del razionalismo italiano, dal quale però Piano sviluppa un atteggiamento certamente personale attraverso un’architettura tecnologicamente avanzata e indirizzata verso nuove forme di sperimentazione stilistiche e dei materiali.

Tra i suoi progetti più conosciuti è possibile ricordare: il Centre Georges Pompidou a Parigi con la collaborazione di Richard Rogers, la riqualificazione del centro di Otranto, gli Uffici della Olivetti a Napoli, il restauro degli antichi arsenali a La Canea (Creta), il padiglione dell’esposizione itinerante di IBM, lo stadio San Nicola di Bari, la ristrutturazione del porto antico di Genova per le celebrazioni colombiane, il museo delle Scienze e Tecnologie ad Amsterdam, la Torre Debis, sede della Daimler-Benz in Potsdamer Platz a Berlino, il Centro Culturale Jean-Marie Tjibaou inNuova Caledonia, l’Auditorium Parco della Musica a Roma, la Nuova sede de Il Sole 24 Ore a Milano, la California Academy of Sciencesdi San Francisco negli Stati Uniti e molti altri. Attualmente lo studio di Renzo Piano sta lavorando a diversi progetti tra cui: lo Shard London Bridge a Londra in Gran Bretagna, La Biblioteca Nazionale e il Teatro Nazionale dell’Opera ad Atene, il Grattacielo Intesa San Paolo a Torino e l’Auditorium Temporaneo a l’Aquila, in Abruzzo.

 

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One Response to Aeroporto Internazionale di Kansai, Osaka.

  1. interesting project

    Adi
    30/01/2013 at 17:52
    Rispondi

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