Aldo Leopold Legacy Center: un sistema integrato

Il progetto selezionato riguarda un intervento realizzato negli Stati Uniti di un centro ricerche dedicato ad Aldo Leopold, il quale si occupava di ecologia e rispetto per l’ambiente.

Si tratta di un intervento molto interessante in relazione al tema della sostenibilità ambientale e del contenimento energetico. Aldo Leopold fu un personaggio molto importante per lo sviluppo della materia e il suo apporto per quanto riguarda lo sviluppo e l’evoluzione dell’etica ambientale durante il secolo scorso fu decisivo.

Il Legacy Center sorge su un terreno acquistato dallo stesso Leopold per la sperimentazione delle teorie sulla conservazione e la gestione dell’ambiente.  In queste aree furono piantate diverse migliaia di piante e portati avanti una serie di interventi per la tutela del bioma locale dominato da querce, boschi, praterie e comunità ecologiche fluviali.

Aldo Leopold e la conservazione ambientale

In merito ai temi della conservazione ambientale Leopold riferiva così: “ Maltrattiamo il territorio perché lo consideriamo un bene che ci appartiene. Se lo considerassimo una comunità della quale siamo parte, potremmo finalmente utilizzarlo con amore e con rispetto […]. Che il territorio sia una comunità è il fondamento dell’ecologia ma il fatto che debba essere amato e rispettato è una articolazione etica.  Sappiamo bene, ma spesso purtroppo lo dimentichiamo, che il territorio produce anche cultura”(Aldo Leopold, A Sand County Almanac, Oxford University Press, Londra 1949).

Nelle parole di Leopold c’è una grande consapevolezza nel stabilire che il territorio, costituito dalle risorse naturali ma anche antropiche, è una straordinaria risorsa per l’uomo, la quale va tute lata e rispettata quotidianamente, in ogni azione che compiamo.

Avendo fatto tesoro degli insegnamenti di Leopold, lo studio Kubala Washatko Architects ha provato a renderli concreti attraverso lo sviluppo del progetto per il centro ricerche a lui dedicato.

Spiega Kubala: “ Il linguaggio dei pattern è lo strumento di sviluppo diretto del progetto dalla scala più grande a quella più piccola. I pattern servono a risolvere le questioni su grande scala e a formulare le soluzioni delle questioni da queste derivate.  Il Legacy Center cerca di rispondere ad una domanda essenziale: come possiamo garantire la prosperità nel lungo periodo sia degli esseri umani che del territorio? Per Leopold la conservazione è uno stile di vita nel quale il territorio sostiene i suoi abitanti, questi trattano bene il territorio ed entrambi si arricchiscono da tale collaborazione. […].Oltre a soddisfare gli standard più elevati del Green Building Council americano, il centro promuove la prosperità, le forme di vita e la produttività del territorio su scala locale e globale. E’ un luogo che fa capire la relazione intima che ha legato Leopold per la vita al paesaggio americano e mostra la realizzazione delle sue idee”(Aldo Leopold Legacy Center, www.aldoleopold.org/legacycenter).

Caratteri climatici del sito

Il luogo dell’intervento è situato nella campagna di Baraboo, una località del Wisconsin. Il centro ricerche subisce le numerose variazioni termiche stagionali estreme di un clima temperato freddo.

Durante il periodo invernale le temperature minime scendono anche sotto i 15 gradi sotto lo zero e durante le estati arrivano a sfiorare i 30 gradi centigradi. Il progetto del Legacy Center esalta queste caratteristiche di variabilità stagionale attraverso il rapporto con il contesto e l’utilizzo di strategie termiche passive.

Il progetto è stato concepito per assicurare un corretto inserimento paesaggistico al fine di promuovere il benessere della comunità in relazione ai principi di etica ambientale definiti dallo stesso Leopold.

Leopold Legacy Center

Vista esterna verso il lato sud del Leopold Legacy Center.

Aldo Leopold Legacy Center: caratteristiche di progetto

Il centro ricerche offre l’accesso ad una serie di servizi che comprendono strutture educative e aree verdi. Il complesso comprende quattro edifici e tre giardini concepiti come grandi aule all’aperto. Per favorire, durante i periodi più freddi, l’ingresso della radiazione solare gli edifici si sviluppano da est verso ovest e si aprono sul fronte sud.

L’edificio centrale ospita l’ingresso, le aree informazioni i servizi igienici, gli spazi per il personale e le aree espositive. Sul lato ovest è posto l’edificio per le conferenze, mentre i laboratori sono posti a sud-est della struttura principale.

Il centro utilizza una buona varietà di strategie di progetto volte a conseguire l’obiettivo della zero energia: innanzitutto selezionando gli spazi da climatizzare e riscaldare in relazione all’utilizzo. La disposizione planimetrica e le scelte tecnologiche favoriscono l’accumulo dell’energia prodotta dal sole attraverso una zona di flusso termico che si sviluppa lungo la facciata sud e mette in relazione tutto il sistema degli ambienti interni. Durante i periodi più caldi questa parte è naturalmente ombreggiata per evitare il surriscaldamento.

Caratteristiche impiantistiche e tecnologiche

La produzione energetica in loco è stata garantita mediante tre grandi strategie di intervento: il solare passivo, un impianto attivo per la produzione di acqua calda e un generatore fotovoltaico. Inoltre è stato previsto l’inserimento di pompe di calore geotermiche che riscaldano (o raffrescano) la soletta contro terra.

I sistemi solari garantiscono l’acqua calda attraverso i collettori mentre un generatore fotovoltaico consente la produzione di energia elettrica (circa 60.000 kWh all’anno).

Il calore per riscaldare gli ambienti viene anche prodotto da stufe con combustibile ligneo prelevato in loco in modo selettivo e sostenibile. Un sistema di ventilazione a dislocamento porta l’aria esterna all’interno attraverso dei pozzi canadesi per riscaldare o raffrescare gli ambienti.

Per ridurre le infiltrazioni di aria fredda durante l’inverno sono stati utilizzati dei vetri, serramenti e dettagli ad alte prestazioni.

pozzi canadesi

Vista del cantiere con i pozzi canadesi per il pretrattamento dell'aria per la ventilazione.

I benefici di interventi di questo tipo sono bene sintetizzati sul sito web del Legacy Center: “ La conservazione dell’energia dimostra evidenti risparmi di costo e rientri finanziari nel breve e nel lungo periodo. Meno evidenti e documentati sono invece i benefici alla comunità, anche se usare meno energia significa alleggerire la pressione sulle poche aree incontaminate che sono rimaste e sulle molte comunità e sulle aree rurali e ridurre il rischio di inquinamento delle risorse idriche e atmosferiche. Per la società e per le future generazioni questo si tradurrà in territori più salubri e capaci di ospitare non solo specie animali e vegetali ma anche comunità prospere e sostenibili”.

Questo intervento interpreta in maniera corretta i dettami di Aldo Leopold e li traduce in maniera significativa attraverso modeste ma molto efficaci strategie progettuali. Gli architetti e i progettisti dovrebbero seguire e rendere proprie le lezioni di Leopold e metterle a sistema con la pratica della disciplina.

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