Architettura dell’area mediterranea e clima

Il clima mediterraneo

Il clima che caratterizza prevalentemente il territorio italiano nel centro Italia (nelle zone costiere) e nel meridione è sostanzialmente determinato da stagioni estive asciutte e stagioni invernali miti con forti escursioni termiche giornaliere. Abbiamo già fatto considerazioni sul rapporto tra architettura e clima e quanto sia stata fondamentale questa simbiosi per la caratterizzazione estetico-funzionale e di linguaggio architettonico per i nostri territori, nel passato e in maniera più attenuata nel presente.

clima mediterraneo

Il clima mediterraneo presenta in genere stagioni estive asciutte e stagioni invernali miti con forti escursioni termiche giornaliere.

Il modello dell’insediamento urbano che caratterizza la città inserita in queste condizioni climatiche è costituita da un sistema di spazi pubblici (quindi strade e piazze) che si sviluppano all’interno del tessuto compatto e continuo di piccola e media altezza.

In questi contesti è essenziale individuare un modello di comportamento bioclimatico per questi edifici che si caratterizzi per una particolare attenzione alla domanda di raffrescamento degli spazi chiusi e aperti. In relazione a ciò possono essere molteplici gli ambiti di approfondimento e di studio: dalle variabili topografiche, alla morfologia urbana e al sistema degli spazi aperti.

La topografia nell’architettura del mediterraneo

Per quanto riguarda la posizione rispetto al territorio, un insediamento può avere situazioni più o meno favorevoli in relazione proprio al suo orientamento per sfruttare in maniera ottimale il clima locale.

Generalmente un orientamento favorevole (in queste condizioni climatiche) è verso sud, sud-est o sud-ovest.

Infatti questa pendenza consente una maggiore esposizione al sole durante le stagioni invernali e una buona permeabilità ai venti per conferire un adeguato raffrescamento anche in condizioni di densità edilizia considerevoli.

Se queste considerazioni valevano per gli antichi insediamenti, nell’era moderna e contemporanea invece per venire incontro a interessi economici e logistici si è preferito sfruttare le aree pianeggianti contrastando così una tradizione millenaria di sviluppo degli insediamenti secondo un sistema profondamente legato al territorio e alla sua storia.

La morfologia

Dopo la scelta del sito per la realizzazione dell’insediamento urbano era di fondamentale importanza definire i tratti dello sviluppo dei tracciati mediante l’individuazione di direzioni, della densità del sistema del costruito e della forma degli spazi aperti.

Le direzioni insediative sono normalmente individuate dal reticolo stradale, dalle condizioni topografiche del sito, dalla presenza di elementi attrattivi nei pressi dell’insediamento. Storicamente dunque l’orientamento del tessuto urbano è determinato da una serie di fattori complessi che si riferiscono alla cultura, alla religione e a ragioni semplicemente di carattere funzionale; tutto ciò in relazione anche a fattori climatici.

E’ piuttosto facile individuare infatti una stretta relazione,ad esempio,  tra la direzione della trama e la direzione prevalente delle brezze provenienti dal mare o tra lo sviluppo dei fronti edilizi rispetto alla radiazione solare.

Pensiamo ad esempio, per citare casi eccellenti, alla trama regolare che caratterizza gli insediamenti classici delle città greche (allineamento Est-Ovest per ottimizzare guadagno solare invernale) o le città di fondazione romana con la direzione della trama insediativa ruotata di 45 gradi rispetto agli assi cardinali.

Configurazione tipica di un centro storico.

Configurazione tipica di un centro storico.

Per quanto riguarda gli aspetti relativi alla densità edilizia, che caratterizza diversi tipi di struttura urbana, possiamo individuare all’interno di uno stesso insediamento diverse condizioni di sviluppo: normalmente i centri storici si caratterizzano per un tessuto fortemente compatto, caratterizzato da un sistema insediativo fitto e non pianificato.

Un ulteriore modello è fornito ad esempio da sistemi di insediamento a corte, in linea o a padiglione. E poi infine possiamo ritrovare sistemi diffusi di colonizzazione del territorio legati alla parcellizzazione del mosaico agricolo e all’individuazione di interventi isolati o raggruppati in piccoli quartieri.

In relazione a questi sistemi i comportamenti energetici sono assolutamente variabili: ad esempio in caso di densità molto elevata sono decisamente più bassi gli apporti solari e di ventilazione naturale rispetto ad interventi isolati.

Per quanto riguarda gli apporti solari sono certamente più avvantaggiati (durante il periodo estivo) gli edifici del centro storico perchè sono più protetti dalle radiazioni del sole ma proprio in funzione della vicinanza degli edifici e della ridotta dimensione delle strade sono scarsamente esposti all’azione del vento. Queste sono le condizioni storiche diciamo più frequentemente riscontrabili nei centri storici di area mediterranea ma esistono anche delle eccezioni: alcuni insediamenti come le nuove città seicentesche siciliane o l’espansione di Aix en Provence (Francia) sono caratterizzate da una pianificazione dei centri storici o di nuove aree edificate in relazione a precisi criteri di qualità ambientale.

Gli spazi aperti

Lo spazio aperto pubblico è costituito sostanzialmente dai tracciati viari, dalle piazze, dagli spazi verdi e dalle corti.

Il comportamento bioclimatico di questi elementi è strettamente correlato al sistema insediativo che appoggia su questi sistemi e alla natura dei sistemi stessi. Ad esempio per quanto riguarda gli spazi aperti come strade, piazze e corti è molto importante il rapporto tra fronte edificato e larghezza dello spazio pubblico: minore è questo ratio, generalmente minore è la temperatura presente in questi ambienti.

Infatti le sezioni stradali sono studiate in funzione sia all’altezza degli edifici sia alle condizioni climatiche generiche del sito. In condizioni climatiche caratterizzate da temperature molto alte le strade saranno decisamente più strette e in alcuni casi risulteranno coperte. E’ molto frequente ad esempio incontrare sistemi di ombreggiamento stradale in Andalusia o in Marocco.

Non solo sono utilizzati strumenti di ombreggiamento ma è possibile sviluppare sistemi di raffrescamento e di stabilizzazione delle temperature mediante l’interazione tra ambiente e masse d’acqua. Elementi come pozze d’acqua, fontane possono contribuire in maniera decisiva a modificare e a rendere più confortevoli condizioni climatiche piuttosto critiche: è abbastanza frequente ad esempio trovare specchi d’acqua o fontane nelle corti interne di palazzi o residenze in climi aridi proprio in relazione alla capacità dell’acqua di aumentare l’umidità,di raffrescare l’aria e quindi di abbassare la temperatura interna.

Per continuare a citare episodi andalusi è celeberrimo il caso dell’Alhambra oppure degli interventi per l’expo di Siviglia (uso dell’acqua come elemento di mitigazione climatica).

Alhambra di Granada.

Alhambra di Granada.

La vegetazione stessa è in grado così come l’acqua di interagire in maniera positiva con il microclima urbano esistente: consente infatti una stabilizzazione della temperatura estiva, fornisce protezione dai venti invernali, abbassa la temperatura del suolo, fornisce depurazione e ricambio dell’aria e consente il mantenimento di condizioni ambientali generali favorevoli.

Infine esiste una gamma di spazi che potremmo definire di transizione che si caratterizzano per condizioni di comfort intermedie rispetto agli spazi chiusi e agli spazi aperti: ad esempio questi sono i portici per quanto riguarda gli spazi di derivazione pubblica e le logge per quanto riguarda gli spazi di derivazione privata. Molto spesso si sottovalutano gli effetti apportati da queste soluzioni che sono i grado di aumentare l’adattabilità delle percezioni umane rispetto a condizioni climatiche differenti. Ad esempio il portico mi consente di raggiungere spazi coperti e ombreggiati mediante passaggi aperti su spazi assolati.

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