Architettura bioclimatica nel mediterraneo: le torri del vento, il patio, la corte, la cupola

Le case a patio e a corte

La tipologia a corte è certamente un archetipo diffusissimo sia nelle architetture dell’area mediterranea ma anche in altri ambiti territoriali: ad esempio nella pianura padana l’organizzazione delle strutture come le cascine in molti casi ricalcano una disposizione degli edifici che individua al centro una grande area aperta che funge da cortile interno.

Le due configurazioni, sebbene molto simili dal punto di vista formale nascono da esigenze diverse: le cascine per evidenti motivi di organizzazione del lavoro e gestione degli spazi mentre le tipologie a patio ( o a corte) tipiche dei paesi più caldi assumono queste fattezze proprio per motivi legati alle condizioni climatiche dell’ambiente in cui sono inserite.

Le tipologie a patio dell’area mediterranea infatti indicano una strategia di adattamento degli edifici proprio a climi caldo secchi mediante una organizzazione interna degli spazi intorno ad una corte coperta con aperture molto piccole che fungono da elemento di regolazione termica riducendo al minimo il guadagno solare. Spesso si sottovaluta l’apporto di questo spazio centrale rispetto al problema del raffrescamento e del mantenimento di condizioni minime di comfort per gli ambienti di servizio della corte coperta.

Uno degli aspetti certamente più interessanti di questa tipologia è il rapporto tra forma e dimensioni rispetto alle configurazioni in pianta e alle sezioni; questo rapporto è circa del 50 % nei climi caldi. Questo significa che l’estensione dell’edificio è strettamente legato al suo sviluppo in altezza.

E’ possibile individuare diversi modelli di tipologia a patio nelle configurazioni urbane: possono essere assimilate ad esse infatti delle strade coperte che permettono il mantenimento di temperature dell’aria inferiori rispetto all’esterno, i patii interni che anche essi consentono un buon raffrescamento sia naturale, per la presenza di vegetazione o specchi d’acqua, che di tipo convettivo sfruttando l’effetto camino (di notte) tra la zona più fresca e la struttura del muro più alta che è invece più calda.

Una configurazione a corte.

Una configurazione a corte.

Per essere più chiari la tipologia a patio si differenzia appunto dalla corte proprio per la presenza di una copertura.

Difatti la corte prevede una esposizione decisamente maggiore alle radiazioni solari (più utilizzata dunque in climi temperati) e non sfrutta le correnti convettive generate dall’effetto camino.

Normalmente le caratteristiche di un edificio a corte tipico dell’area mediterranea sono legate all’assenza di aperture verso i lati esterni (muri ciechi) e quindi una concentrazione delle finestre verso la parte interna, una massimizzazione del rapporto tra volume e superficie esterna esposta al passaggio pubblico e una attenzione al controllo microclimatico interno.

Per esempio in Egitto esistono tipologia riconducibili a quelle citate; ad esempio la  corte con il takhtabush è caratterizzata dalla presenza di uno spazio esterno, coperto e rialzato posto tra il cortile (aperto) e il giardino con il quale confina tramite una mashrabiya, che è sostanzialmente un tipo di schermatura. Questa contiguità tra gli ambienti consente un ricircolo dell’aria che confluisce nella zona coperta e dedicata al riposo mediante la schermatura. Esistono moltissime varianti e derivazioni di questo tipo di sistema.

La tipologia cupolare

Cupole Arabe.

Cupole arabe.

Certamente quando noi pensiamo ai territori d’oriente associamo i caratteri architettonici alle forme sinuose delle cupole. Infatti la cupola è una delle tipologie architettoniche più antiche e diffuse sopratutto in territori interessati da climi molto caldi e secchi (ma anche, per esempio gli igloo, in climi decisamente freddi).

I caratteri ambientali che caratterizzano questo tipo di soluzione sono sostanzialmente legate allo sviluppo di processi di ventilazione naturali legati alla forma della copertura. Infatti grazie a piccole aperture presenti in sommità, il vento che fluisce sulla superficie curva (la curvatura appunto consente l’aumento della velocità dell’aria) diminuisce di pressione e consente il richiamo dell’aria calda interna che fuoriesce.

Inoltre la cupola grazie al suo andamento rastremato consente di accumulare proprio nelle parti più alte l’aria più calda proveniente dagli ambienti interni. Questa fuoriuscita a sua volta richiama aria fredda dalle zone interrate.

Le torri del vento

Un altra tipologia classica delle zone mediorientali è proprio la torre del vento, ovvero una struttura che è in grado di incanalare aria fresca (solitamente notturna) che possa interessare dunquegli ambienti interni abbassando la temperatura.

Questa tipologia è meno diffusa a ridosso del mare mediterraneo ma si trova con maggiore frequenza in corrispondenza di zone particolarmente calde.

Uno dei sistemi di captazione del vento è il malqaf che è una torre posta ovviamente sulla sommità dei locali che possiede aperture orientate verso i venti dominanti ad una altezza sufficiente per riuscire a captare i venti più forti e freschi.

Anche in assenza di vento è in grado di funzionare grazie alla sua azione notturna e diurna.

Durante la notte la massa che lo costituisce si raffresca e riesce ad asportare calore dall’aria presente all’interno (per irraggiamento e convezione) che, aumentando di densità, scende verso i locali dell’edificio.

Durante il giorno la massa che costituisce la torre mantiene una temperatura minore all’interno degli ambienti dell’edificio.

Questo tipo di soluzione consente inoltre di evitare l’ingresso di polvere, sabbia che invece si depositano sul fondo della torre raccolti in appositi contenitori; questo avviene maggiormente individuando sezioni della torre più ampie in quanto il vento, che entra con minore velocità, consente un maggiore deposito di particelle solide. L

a distribuzione dell’aria avviene mediante bocchette presenti in ogni stanza che consentono l’accesso dell’aria fresca negli ambienti. Queste torri del vento sono diffuse sopratutto in Egitto, Iraq, Pakistan e Iran. Ad esempio i malqaf iraniani sono normalmente di pianta rettangolare, hanno delle altezze considerevoli (fino ai 15 metri) e le aperture (mediante piccoli colonnati) sono solitamente orientate verso nord.

La tradizione delle torri del vento egiziane è antichissima: addirittura sono stati rinvenuti dipinti, risalenti a circa 1000 anni prima di Cristo, che testimoniano l’esistenza già allora di strutture riconducibili ai moderni malqaf. Qui in Egitto le coperture delle torri del vento sono realizzate normalmente in legno e hanno forma inclinata proprio per agevolare l’ingresso dell’aria.

Per quanto riguarda i materiali, nelle costruzioni tradizionali relative ai climi caldo-secchi è assolutamente diffusa la pratica di realizzare murature molto spesse in grado di stabilizzare la temperatura interna grazie all’elevata inerzia termica delle murature. Normalmente queste murature vengono realizzate mediante l’uso di blocchi di roccia, mattoni cotti e crudi.

Spesso viene utilizzato anche il marmo (normalmente per le pavimentazioni) perchè grazie alla sua lentezza nella trasmissione del calore, la sua superficie rimane a lungo fresca. Proprio per questospesso le famiglie mediorientali mangiano sedute a terra (al contrario di quanto avviene in presenza di climi più freddi).

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