Architettura Industriale: Aree Produttive Ecologicamente Attrezzate

Dagli anni Settanta, con l’avvento dei primi rapporti mondiali sull’ambiente il concetto di sviluppo sostenibile ha cominciato ad influenzare le concezioni tradizionali dello sviluppo economico.

Diventò necessario lo studio per una revisione dei metodi produttivi.

Architettura industriale inquinante

Inquinamento industriale

L’uso improprio delle risorse ambientali, la produzione dei rifiuti, ha generato in molti casi l’impossibilità di rimediare ad alcuni impatti ambientali che hanno provocato crisi energetiche e disastri ambientali in ogni parte del mondo.

Lo stravolgimento ambientale è causato per lo più dall'uomo e alla sua rivoluzione tecnologica

Le problematiche ambientali sono quindi entrate a far parte della realtà industriale; non si ha più solo la necessità di avere un ritorno economico ma l’industria deve confrontarsi con l’ambiente, l’efficienza energetica, il risparmio energetico e la capacità di non inquinare il pianeta.

Da qui la nascita di un nuovo concetto l’ECOLOGIA INDUSTRIALE.

NASCITA DELL’ECOLOGIA INDUSTRIALE

Le industrie devono generare benessere a chi lavora al loro interno, generare profitti e trovare delle eco-innovazioni che le rendano totalmente efficienti.

La nuova realtà prevede l’uso dei principi di eco – efficienza tali da equilibrare l’uso con il recupero.

Ogni produzione che genera scarto deve far si che quello scarto si possa totalmente reimpiegare in altre attività o presso altre aziende. Nessun rifiuto deve diventare un possibile inquinante dannoso per l’ambiente.

Altra cosa importante è la gestione comune delle imprese che, attraverso un approccio integrato, cercano di migliorare le loro performance ambientali, grazie all’impiego e al riuso delle risorse.

Questo fa si che si riescano a raggiungere con la cooperazione degli obiettivi comuni che portano ad una crescita economica e ad un miglioramento nel rendimento ecologico.

In Italia un esempio molto significativo di Ecologia industriale è l’APEA definita come area produttiva ecologicamente attrezzata, che vede l’unione dell’architettura sostenibile con il management industriale.

L'industria deve avere un nuovo concetto di ecoproduzione

Diventa la coniugazione tra la sperimentazione di nuove tecnologie architettoniche e strutturali ecocompatibili con l’esigenza di fornire un adeguato ambiente di lavoro produttivo.

UN ESEMPIO CONCRETO IN ITALIA ID ARCHITETTURA ECOLOGICA PER L’INDUSTRIA

Esempio di un'APEA in Ozzano dell'Emilia

Un esempio di Area Produttiva Ecologicamente Attrezzata lo possiamo trovare a Ozzano dell’Emilia, località Ponte Rizzoli dove,un terreno agricolo è diventato luogo di un ampliamento di un polo industriale esistente.

In questo progetto i criteri adottati sono stati quelli di considerare fondamentale l’orientamento degli edifici in modo da sfruttare l’energia passiva, considerando prioritaria la ventilazione naturale.

Adottare un impianto di cogenerazione e teleriscaldamento alimentato a biomassa e metano.

Sono state successivamente create delle isole ecologiche di raccolta e smaltimento rifiuti, vasche di raccolta dell’acqua piovana, la predisposizione di un acquedotto compatibile ed ecologicamente rispettoso dell’ambiente in cui si trova.

Inoltre gli edifici hanno grande efficienza energetica superiore a quella richiesta nella normativa vigente. Un risultato eccezionale a livello funzionale ed energetico.

ANALISI E SVILUPPO DI UN’AREA PRODUTTIVA ECOLOGICAMENTE ATTREZZATA

La struttura dell’area produttiva ecologicamente attrezzata si basa sulla fusione di alcuni passaggi fondamentali da prevedere in fase di progettazione.

Intanto è necessario studiare in modo molto accurato il contesto in cui andranno a collocarsi i nuovi edifici produttivi o, nel caso di riuso e conservazione il luogo in cui sono collocati.

Lo studio del contesto consente di valutare i benefici che l’area stessa può fornire a livello energetico ed estetico.

Dopodiché bisognerà pensare a degli edifici non totalmente slegati con l’intorno, ma che possano diventare parte integrante dell’ambiente stesso.

Non bisogna più ragionare secondo la mera progettualità industriale funzionale, rischiando di generare “mostri” che ingrigiscono il paesaggio e l’aria in cui si trovano.

L’altra cosa da considerare è la valutazione economica dello sviluppo nella direzione ambientale, trasformando una serie fabbriche dislocate nel territorio in un unico grande complesso collaborativo.

Infine per una giusta progettazione bisognerà studiare attentamente l’inquinamento atmosferico che l’area produttiva produce perché per diventare un’area produttiva ecologicamente attrezzata dovrà contenere tali inquinanti con soluzione tecnologicamente ed ecologicamente avanzate.

Dovranno poi essere sfruttati, ad esempio, gli elementi arborei, che potranno essere utili per il contenimento dell’inquinamento acustico ed ambientale.

Concludendo, l’Area Produttiva Ecologicamente Attrezzata, vuole essere la soluzione ad una realtà che negli anni ha invaso le metropoli e le campagne distruggendo una il paesaggio naturale che, se non conservato, rischia di scomparire generando vuoto.

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