“L’architettura può essere poesia?”. Scopriamolo al MAXXI

Hanno fatto una domanda nel piccolo invito che ho ricevuto: se l’architettura può essere poesia. Se può, punto di domanda, essere poesia. Certo, già l’aveva proclamato F.L.Wright, l’architettura, signori, è poesia, in una conferenza a Londra. Allora la risposta è si, qualche volta l’architettura è poesia, non sempre è poesia, la società non chiede sempre poesia, quindi la poesia non è cosa di tutti i giorni. Non bisogna pensare e dire: farò un’architettura poetica, la poesia nasce dalla cosa in s, se colui che la fa ha questa natura.”  Carlo Scarpa dalla Conferenza a Vienna, 16.11.1976

La Tomba Brion Progettata da Carlo Scarpa

Il MAXXI ospiterà, a partire dal 16 giugno 2012 e fino al 13 gennaio 2013, un’importante mostra dedicata alla Tomba Brion progettata da Carlo Scarpa.

Nel 1969 muore Giuseppe Brion, fondatore della Brion Vega, ed è proprio quell’anno che la moglie Onorina decide di commissionare a Carlo Scarpa la progettazione di una Tomba. Il luogo scelto per il progetto è San Vito d’Altivole, vicino ad Asolo, si tratta di un’area di circa 2200 metri quadri proprio accanto al cimitero comunale.

La realizzazione del progetto iniziò 9 anni dopo – nel 1978 – alla morte di Carlo Scarpa, che chiese – tra le sue ultime volontà – di essere seppellito in un ansa tra la tomba Biron e il cimitero monumentale.

Un lavoro magistrale finalmente visionabile

Il progetto in questione è stato acquisito dalla Direzione generale per l’arte e l’architettura contemporanea nel 2001, grazie alla sistematica pubblicazione di parte dell’immenso archivio di Carlo Scarpa finalmente anche questo patrimonio potrà essere ammirato e conosciuto sia dagli studiosi del settore che da un pubblico più vasto. Si tratta di un’importante occasione per dare la possibilità di approfondire, o conoscere, una delle figure più emblematiche del ‘900.

Il progetto per la tomba Biron inizia nel 1970 ed è costituito da 2.212 elaborati grafici, 3 quaderni ed alcuni documenti, un enorme patrimonio in grado di raccontarci in maniera completa Carlo Scarpa.

Carlo Scarpa

Olivetti secondo Carlo Scarpa

Olivetti secondo Carlo Scarpa

Carlo Scarpa nasce a Venezia nel 1906 e studia a Vicenza presso l’Accademia di Belle Arti. Il racconto della vita di questo importante artista italiano non sarà mai completo ed esaustivo, però possiamo ripercorrerne le tappe principali.

Già durante gli anni di studio iniziò la collaborazione con importanti vetrai di Murano, negli anni ’20 realizzo i suoi primi arredamenti ed entrò in contatto con grandi personalità del secolo come Giuseppe Ungaretti, Carlo Carrà e Felice Casorati.

Dal 1933 fino al 1947 iniziò una delle sue più importanti collaborazioni con la vetreria di Paolo Vennini.

Nel 1932 espose alla Biennale di Venezia e nel 1934 alla Triennale di Milano. La sua prima opera impegnativa arrivò a 30 anni, quando a partire dal 1935 iniziò la sistemazione della Ca’ Foscari di Venezia, attuale sede dell’Università omonima.

La Seconda Guerra Mondiale non fermò l’attività di Scarpa, che riprese sempre più viva a partire dal 1945. Nel 1956 ottenne il Premio Nazionale Olivetti per l’architettura e la stessa Olivetti gli chiese di progettate uno spazio espositivo in Piazza San Marco a Venezia. Nel 1978 ricevette finalmente una laurea honoris causa in architettura, ma non riuscì purtroppo a partecipare alla consegna: il 28 novembre dello stesso anno morì in Giappone in un incidente.

L’uso della materia

Carlo Scarpa viene ricordato anche per l’uso particolare e assolutamente personale dei materiali. Inoltre i materiali utilizzati erano tra i più vari: dalla carta da spolvero strappata in maniera irregolare, alla carta da spolvero di colore giallino regalata da Louis Kahn. Non mancava la carta bianca translucida satinata, o i cartoncini ad alta grammatura, i fogli da dattilografia extrastrong e alle volte anche alcuni pacchetti di sigaretta.

Tomba Brion - Carlo Scarpa

Tomba Brion - Carlo Scarpa

Il tratto inconfondibile di Scarpa era tracciato con matite a mano libera, matite colorate per riempire campiture su carta da spolvero e per le copie eliografiche. Nel progetto per la Tomba Brion ci sono anche tavole inchiostrate a china, oppure fogli utilizzati in entrambi i versi.

Osservando i disegni del progetto Brion si può ricostruire interamente la tecnica tipica di Scarpa: un disegno su cartoncino e vari approfondimenti di dettaglio da sovrapporre con carta più leggera, una sorta di puzzle costruttivo.

Si tratta di una mostra davvero da non perdere, non capita molto spesso di poter osservare così da vicino il lavoro di un artista del nostro tempo come Carlo Scarpa. In sintesi possiamo proprio affermare che l’architettura può sicuramente essere poesia.

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