Questo intervento molto particolare occupa il lato meridionale di una piazza di notevoli dimensioni collocata nel centro storico di Leon, una città castigliana a nord della penisola iberica. Si tratta di un edificio caratterizzato da una facciata con diverse bucature nelle quali sono state ricavate diverse aperture dalle dimensioni varie. Nei pressi dell’edificio possiamo trovare il cinquecentesco monastero di San Marcos.
L’edificio ospita un museo e un auditorium che nel corso di poco tempo hanno restituito vigore culturale alla città spagnola. La facciata bianca è caratterizzata dunque da cinque livelli orizzontali che evocano le fattezze di uno spartito musicale e le aperture vetrate incassatela cui posizione evoca invece le note musicali.
Il posizionamento delle aperture e le loro diverse dimensioni proiettano fasci di luce all’interno degli ambienti in maniera molto affascinante. Il complesso è composto da due parti distinte: un volume cubico contiene tre piani di sale dedicate all’esposizione e un’ala angolare ad est, che invece ospita l’auditorium.
L’accesso per il pubblico segna la divisione tra i due blocchi e un accesso a rampa porta il visitatore agli spazi espositivi. Si tratta di un sistema molto flessibile: l’auditorium può infatti adattarsi, a seconda del tipo di evento che sta ospitando, a diverse configurazioni spaziali mediante sedili e pannelli acustici mobili.
L’auditorium è caratterizzato da un rivestimento ligneo wengè e illuminato a soffitto da lampade cilindriche. I posti a sedere sono stati predisposti per 1.200 persone e lo spazio può ospitare una varietà di eventi, dalla musica da camera all’opera per conferenze.
I toni scuri dell’auditorium contrastano in maniera decisa con la luminosità sprigionata dal bianco degli esterni e dell’ingresso interno. Gli uffici sono collocati lungo la zona meridionale dell’auditorium mentre gli impianti sono collocati negli spazi sotterranei.
L’edificio è stato progettato dagli architetti Emilio Tuñón e Luis Mansilla. Nel 1992, Emilio Tuñón Álvarez ( 1959 ) e Luis Moreno Mansilla ( 1959 ) hanno fondato l’ufficio Mansilla + Tuñón e ottenuto il Premio Nazionale di Architettura di Spagna nel 2003.
Nel corso degli anni hanno svolto l’incarico come professori del dipartimento di progetti architettonici della Facoltà di Architettura di Madrid. Sono stati i professori in molte università, tra le quali possiamo evidenziare la Graduate School of Design di Harvard, Ecole Polytechnique Fédérale di Losanna, San Pablo CEU architettura, la Nuova Scuola di Architettura di Porto Rico e la Städelschule di Francoforte.
Nel corso della loro carriera hanno vinto concorsi per i seguenti progetti: Automotive Museum di Madrid ( 2008 ),International Convention Centre di Madrid ( 2007 ),Fondazione Art Center Helga de Alvear a Cáceres ( 2005 ),Lalin Town Hall ( 2004 ),Piano di zona Valbuena a Logroño ( 2003 ),Biblioteca Artisti di strada a Madrid ( 2003 ),Museo della Cantabria ( 2002 ),Reale collezioni museali di Madrid ( 2002 ),Museo di San Fermin ( 2001 ),Centro di Cultura Contemporanea di Brescia ( 2000 ),Museo de Bellas Artes de Castellón ( 1998 ),Auditorio Ciudad de León ( 1996 ) e il Centro Cultural de la Comunidad de Madrid nella vecchia fabbrica di El Aguila ( 1995 ).
Emilio Tuñón e Luis Mansilla hanno vinto numerosi premi per il progetto dell’Auditorium Leon, tra cui il Premio Nazionale di Architettura e il Premio Architettura spagnola. Nel 2003 sono stati tra i finalisti per il Premio Mies van der Rohe.