Base di gara: il ritorno temporaneo delle tariffe dopo il decreto Liberalizzazioni

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Come è noto a tutti i professionisti il decreto sulle liberalizzazioni ha da poco abrogato ogni tipo di tariffa professionale.

Forse si è trattato di una mossa un po’ troppo frettolosa che non ha tenuto conto di alcuni “vuoti legislativi” che si sarebbero inevitabilmente creati.

Ecco perchè le tariffe ritornano in via transitoria per quanto riguarda la regolamentazione dell’affidamento dei servizi di ingegneria ed architettura.

Come abbiamo anticipato si tratta di un ritorno transitorio che sopperisce solo alla mancanza di un decreto ad hoc in via di emanazione.

Dopo il decreto Liberalizzazioni un vuoto legislativo da colmare

Pare siano davvero molte le novità contenute tra le misure urgenti proposte nei giorni scorsi dal Ministero delle Infrastrutture, ad oggi si attente una rapida risposta da parte del Governo.

Base di gara

Affidamento Lavori

In attesa per determinare il corrispettivo da porre a base di gara negli affidamenti per tutti quei servizi inerenti ai lavori di ingegneria ed architettura pare si debba continuare ad utilizzare le tariffe professionali normalmente in vigore prima dell’emanazione del tanto discusso decreto Liberalizzazioni.

Il dover ricorrere nuovamente alle “vecchie” tariffe professionali è la soluzione più semplice per cercare di mettere una pezza ad una gravissima dimenticanza, anche perché in alternativa si può prevedere solo il caos, anzi in alcuni casi si è già visto.

Questo provvedimento si inserisce all’interno di una serie di misure varate per cercare di limitare le ricadute negative causate dall’assenza completa di riferimenti per quanto riguarda i compensi dei professionisti impegnati nei lavori.

Tra le conseguenze negative prospettate sicuramente si rischia un abbassamento di qualità per quanto riguarda la prestazione, senza considerare il notevole problema legato alla concorrenza di mercato tra professionisti.

Ecco perché la necessità assoluta di ricorrere ad una soluzione transitoria in attesa di un decreto sui compensi professionali più specifico e risolutivo.

Alternative provvisorie

decreto Liberalizzazioni

Caos tariffe dopo il decreto Liberalizzazioni

L’Autorità di Vigilanza sui contratti pubblici, con la delibera 49/2012, ha cercato di colmare il vuoto normativo creato dal Dl Liberalizzazioni per quanto riguarda il problema relativo ai bandi di gara. Nella proposta, anch’essa transitoria, si definiva l’importo a seconda della complessità dell’incarico da svolgere. Un criterio di definizione, per esempio, era fissato nella quantità degli elaborati e nei costi per redigere gli stessi.

Un altro parametro scelto dall’Autorità per valutare l’importo era quello di prendere come modello i costi sostenuti dall’amministrazione negli anni precedenti, a tali costi ci si poteva riferire per definire i compensi dei professionisti, tenendo comunque conto dell’importo dei lavori in progetto.

Nonostante la dichiarata transitorietà di questa soluzione ponte il Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori ha deciso di non approvarla come soluzione da utilizzare: i servizi di architettura e ingegneria devono essere affidati seguendo le tabelle parametriche che speriamo siano previste nel Decreto in via di emanazione dal Ministero della Giustizia.

In attesa di questo Decreto il Consiglio Nazionale degli architetti ha indicato come strada da seguire quella di riferirsi alla media dei costi sostenuti negli ultimi anni per erogare servizi tecnici simili a quelli definiti nel nuovo affidamento, il calcolo deve essere realizzato al netto del ribasso.

Nel mentre restiamo in attesa di una decisione, speriamo rapida e soprattutto completa, del Governo per quanto riguarda questo importante vuoto legislativo.

 

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