Il benessere acustico.

La qualità del comfort ambientale si misura anche in relazione a parametri di benessere acustico, soprattutto alla luce delle condizioni delle nostre città, sempre più spesso caratterizzate da livelli di rumore crescenti.

Molte volte il progettista si occupa di realizzare un edificio con particolare attenzione al risparmio energetico che in alcuni casi può proprio sfavorire il benessere acustico, per le proprietà scarsamente isolanti in termini acustici dei materiali utilizzati. E questo significa un disagio psicofisico per l’utente;  e’ importante dunque che in fase di progetto si curi anche questo aspetto attraverso soluzioni tecnologiche, ma anche scelte tipologiche e di contesto.

A riguardo la legislazione italiana ha sviluppato la Legge Quadro sull’inquinamento acustico ( L. 26 dell’ottobre 1994 n. 447) che recepisce le direttive Europee e pone come obiettivo la limitazione delle emissioni sonore attraverso procedure amministrative, tecniche e costruttive, gestionali. Il decreto del consiglio dei ministri 14/11/1997 fissa i limiti per le sorgenti sonore e impone l’obbligo della zonizzazione acustica dei comuni, individuando vari livelli di disturbo per ogni zona.


Cos’è il rumore?

Quando pensiamo al rumore ci riferiamo ad una sorgente particolarmente fastidiosa che in alcuni casi può portare a disturbi più o meno temporanei. Un suono viene generato nel momento in cui un corpo viene sottoposto ad un urto e messo in condizioni di vibrare; il suo movimento oscillatorio comprime e deprime l’aria circostante dando luogo a onde sonore che si propagano fino ad arrivare al timpano di colui che ascolta, dove vengono trasformati in impulsi nervosi.

Il suono è caratterizzato da intensità e frequenza. L’intensità rappresenta la quantità di energia che arriva al timpano e dipende dalla forza con cui i corpi vengono scossi per provocare rumore e dalla distanza tra la sorgente e il timpano. L’orecchio umano è in grado di percepire una scala vasta di suoni che vanno dai 20 ai 20.000 hertz.

L’unità di misura hertz rappresenta la frequenza, ovvero il numero di oscillazioni complete nell’unità di tempo.
Il suono si propaga attraverso un mezzo, ad esempio l’aria, ad una velocità di circa 330 metri al secondo.
Il passaggio in altri materiali può aumentare decisamente questa velocità arrivando a oltre i 5 chilometri al secondo nel vetro e nell’acciaio.
Il rumore può provocare nell’uomo diversi tipi di effetti che vanno da danni di tipo specifico, che riguardano direttamente il sistema uditivo, a danni di tipo nervoso e a effetti psico-sociali.

La percezione del rumore è strettamente correlata all’ambiente in cui viene percepito: si avranno soglie di fastidio più basse se il rumore viene percepito di notte; dipende inoltre dalla continuità del rumore stesso in quanto è più tollerato un rumore abituale che un rumore saltuario. Infine la frequenza del rumore molto alta o molto bassa genera più disturbi di rumori in frequenze medie.

Nel caso di ambienti confinati è importante anche tenere in considerazione i fenomeni di riverberazione, cioè di riflessione delle onde sonore su pavimenti, pareti, arredi, ecc.., che possono provocare emissioni fastidiose.

Il riverbero dipende dalla geometria dei locali e dai materiali con cui sono stati realizzati, che consentono o meno di assorbire le onde sonore. Esiste un parametro per il controllo del riverbero in cui viene misurato il tempo impiegato a un suono di diminuire di 60 decibel la sua intensità rispetto alla sua emissione iniziale.

benessere acustico

Il rumore eccessivo genera disturbi.

I rumori interni

Il rumore,abbiamo visto, può essere generato da qualsiasi oggetto. I rumori di grossa intensità, cioè che danno fastidio all’orecchio umano, di solito provengono dall’ambiente urbano, dal traffico.

Nel progetto architettonico non si può agire direttamente sulla sorgente ma si possono sviluppare una serie di sistemi tecnologici, costruttivi e progettuali in grado di calmierare il più possibile gli effetti negativi del rumore. Il disturbo principale in ambienti domestici è causato in grande parte da rumori generati all’interno in particolare:

  • disturbi da impatto e calpestio, quando le onde sonore sono generate da passi e oggetti che mettono in vibrazione le strutture orizzontali. Per evitare la propagazione si può intervenire con pavimenti galleggianti in grado di frapporre elementi antivibranti tra lo strato portante e la superficie a contatto in modo da creare discontinuità e rompere lo sviluppo dei suoni.
  • trasmissione laterale: si tratta di trasmissione tramite pareti, solai ed elementi verticali contrastabile attraverso il posizionamento di giunti eleastici e la costituzione di elementi scatolari in grado di contrastare la propagazione dei suoni.
  • trasmissione per via aerea: gli elementi verticali possono, attraverso materiali fonoassorbenti, garantire un buon livello di contenimento dei rumori.
  • trasmissione attraverso gli impianti: le reti impiantistiche che si sviluppano capillarmente nell’edificio possono diffondere rumori dovuti al loro utilizzo e non solo. Occorre dunque realizzare discontinuità elastiche sia all’interno della rete stessa che negli elementi in cui sono contenuti.

Spesso il funzionamento stesso degli impianti genera rumori ed è quindi importante in fase progettuale prevedere soluzioni che limitino la diffusione e la produzione di onde sonore fastidiose.

E’ comunque possibile intervenire a posteriori attraverso l’uso di materiali fonoassorbenti che posizionati correttamente possano attenuare la propagazione dei rumori. I materiali porosi consentono una adeguata protezione alle medie e alte frequenze mentre risultano poco efficaci all’esposizione di basse frequenze.

I pannelli fonoassorbenti invece assorbono le onde e le trasformano in energia termica attraverso sistemi flessibili. Questo sistema è efficace per quanto riguarda le basse frequenze.
Una soluzione ottimale ad esempio è combinare l’efficacia dei vari materiali per garantire una copertura maggiore ai vari tipi di onde sonore.

Pannelli fonoassorbenti

Materiali fonoassorbenti.

I rumori esterni.

Agire in maniera consapevole sull’involucro edilizio, che è l’elemento a diretto contatto con le emissioni esterne, è sicuramente una soluzione efficace a patto che vengano rispettate alcune regole fondamentali.

Ad esempio è importante prestare attenzione alla continuità degli elementi fonoassorbenti in quanto le aperture vetrate possono generare punti deboli nel contrasto dei rumori esterni soprattutto in condizioni di apertura delle stesse. Un secondo aspetto da valutare riguarda l’ordine compositivo dell’edificio che consente una maggiore protezione ai rumori attraverso ad esempio la diminuzione delle aperture, la predisposizione di barriere esterne.

Fondamentale è anche la progettazione corretta dei giunti tra i vari elementi, degli elementi rigidi che spesso fungono da ponti acustici, cercando di limitare le emissioni unicamente a frequenze e intensità non udibili dall’orecchio umano.

La soluzione scatolare consente di contenere in maniera importante la trasmissione dei rumori esterni attraverso le strutture portanti, tramite l’interposizione di camere d’aria, pavimenti galleggianti e soffitti sospesi.

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