Bioarchitettura, l’architettura consapevole

La bioarchitettura è una disciplina che si occupa di individuare il giusto equilibrio tra il benessere di chi vive in una casa e la salute dell’ambiente circostante, due aspetti fortemente correlati e che dovrebbero sempre essere valutati quando si effettuano le scelte costruttive.

La consapevolezza ecologica si sta finalmente diffondendo in tutto il mondo

La consapevolezza ecologica si sta finalmente diffondendo in tutto il mondo

La cultura moderna vede l’uomo sempre più consapevole in ambito di salute e benessere e si sta diffondendo, finalmente, un’attenzione nei confronti delle azioni in armonia con l’ambiente e attente al risparmio energetico.

Da questa nuova tendenza, da qualche decennio si è diffuso una rinnovata visione della vita, più attenta, rispettosa e ecologica.

Tra i vari aspetti che entrano in gioco in questa nuova visione, non possono mancare quelli che riguardano direttamente i modi di vivere e gli spazi in cui si trascorrono la maggior parte delle ore della giornata: luoghi di lavoro e abitazioni.

Così facendo, l’attenzione si è presto indirizzata anche al mondo dell’architettura e a quello dell’arredamento.

Le origini della bioarchitettura

Si può affermare che il germoglio di questa disciplina nasca alla fine degli anni ’70, soprattutto a partire dalla Germania, in risposta ai principi ecologici e alle esigenze di risparmio energetico, a seguito della forte crisi energetica che coinvolse il mondo intero, proprio in quegli anni.

La Bioarchitettura (chiamata anche Bioclimatica) si occupò fin dal principio di studiare fonti energetiche alternative da poter sostituire a quella tradizionale del petrolio, per provvedere all’approvvigionamento energetico delle abitazioni e degli ambienti di lavoro.

Ben presto i maggiori esperti del settore innovativo ebbero la felice intuizione di concentrarsi sull’enorme potenzialità che avrebbe potuto portare ad ottenere energia pulita in grandi quantità, sfruttando sapientemente l’energia solare.

Esperimenti di Bioarchitettura

Forse uno dei primi esempi di architettura sostenibile risale a tempi non sospetti, quando ancora si era ben lontani dalla diffusione di concetti tanto in voga a partire dagli ultimi anni dello scorso secolo.

F.L. Wright, famoso architetto che pose particolarmente attenzione ai temi tanto attuali, in un'epoca nella quale la cultura dell'ecologicamente corretto non era nemmeno agli esordi!

F.L. Wright, famoso architetto che pose particolarmente attenzione ai temi tanto attuali, in un'epoca nella quale la cultura dell'ecologicamente corretto non era nemmeno agli esordi!

Principi di architettura climatizzata sono infatti rintracciabili già nelle opere del rinomato architetto F. L. Wright, come dimostrato nelle scelte costruttive adoperate per la realizzazione famosa Casa sulla cascata!

Gli esempi più recenti, realizzati in Europa e Stati Uniti, sembrano architetture parlanti: è chiaro l’intento di sottolineare la necessità di progettare edifici capaci di autosostenersi ecologicamente e l’utilizzo di materiali biocompatibili è sempre più diffuso ed apprezzato, da progettisti e da committenti.

I materiali utilizzati in bioarchitettura

Le ricerche dei bioarchitetti sui materiali e sulle tecniche di costruzione vive una fase di continuo perfezionamento. Gli edifici tendono a divenire sempre più risultato di ricerche approfondite che sappiano creare soluzioni specifiche, rispettando parametri di risparmio energetico e fornendo ambienti vicini alle esigenze dell’uomo nel pieno rispetto dell’ambiente; il sapiente impiego delle risorse naturali,quali luce, acqua, elementi naturali nel campo della vegetazione e prestando particolare attenzione alle caratteristiche acustiche dell’ambiente che ci circonda, ha generato soluzioni abitative che possono essere definite “reattive”, cioè in grado di adattarsi all’ambiente esterno e ai cambiamenti climatici naturali, dovuti allo scorrere delle stagioni.

Nelle costruzioni di nuova generazione è fortemente presente la componente della sperimentazione dei materiali utilizzati: essi vengono scelti in base a caratteristiche di elevato rendimento, per i loro costi contenuti e perché possano garantire un basso impatto ambientale.

Perciò si stanno diffondendo scelte progettuali che rivalutano nobili materiali tanto presenti in passato, quali la pietra, il legno, il gesso e la calce.

Soluzioni progettuali innovative applicate alle nuove realizzazioni permettono di ridurre le emissioni nocive per l'ambiente e, contemporaneamente, di aumentare l'efficienza energetica degli edifici.

Soluzioni progettuali innovative applicate alle nuove realizzazioni permettono di ridurre le emissioni nocive per l'ambiente e, contemporaneamente, di aumentare l'efficienza energetica degli edifici.

Questa nuova cultura ha portato anche alla sostituzione di elementi obsoleti, presenti in edifici di realizzazioni meno recenti, risultanti dannosi per la salute!

Vernici, colle, pitture, solventi, coperture e pavimentazioni contenenti fibre di amianto vengono sostituiti con sostante non nocive e, preferibilmente, di origine naturale anziché chimica.

Ambiente e bioarchitettura

Gli esperti del settore bioarchitettonico pongono particolare attenzione alle caratteristiche geologiche del sito in cui si realizzeranno i progetti di edificazione; le indagini ambientali da effettuare sono numerosissime, compresa l’analisi degli eventuali corsi d’acqua che potrebbero attraversare l’area (sotterranei) e la loro composizione chimica, che potrebbe influenzare negativamente, se contenenti sostanze dannose per la salute, il benessere di coloro che occuperanno gli edifici di nuova costruzione!

Agire con lo scopo che gli edifici possano assicurare una buona qualità di vita dovrebbe essere considerato un dovere di tutti, la bioarchitettura si preoccupa sostanzialmente di garantire soluzioni costruttive consapevoli, fornendo risposte concrete.

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