La boutique Chanel a Milano: gli stilemi dell’eleganza francese

E’ Peter Marino che si occupa da più di dieci anni dell’immagine delle boutique Chanel nel mondo. L’archistar afferma che le fonte di ispirazione per ogni progetto sono: “l’appartamento di Mademoiselle Coco insieme con i simboli estetici della Maison”.

Chanel a Milano

Chanel a Milano

Già vincitore di due premi AIA (American Institutr of Architects) per la progettazione dello storico store parigino situato in Rue Cambon e per quello di Osaka in Giappone, Marino sfida il linguaggio contemporaneo, tramandando e rinnovando continuamente l’immagine della Maison Chanel in giro per il mondo. La nuova sfida è stata, dopo mesi di restyling, il totale rinnovamento della boutique Chanel di Milano situata in Via Sant’Andrea, in pieno quadrilatero della moda.

La boutique, in puro stile Coco, si sviluppa su due livelli e ha una superficie di circa 500 metri quadrati

Il progetto di Peter Marino per la boutique Chanel di Milano

Marino ci illustra il suo progetto: “Alla struttura esistente, sviluppata in lunghezza e mantenuta del tutto inalterata, abbiamo aggiunto verticalità. E il nuovo secondo livello, interamente dedicato agli accessori, alle calzature e alla custom jewellery, è stato concepito come il piano nobile di un palazzo. L’idea, infatti, era di far assaporare ad una clientela fedelissima un esempio di architettura meneghina elegante e grandiosa, esaltando le caratteristiche di una residenza patrizia: lo scalone in marmo rivestito da moquette nera non è altro che una rivisitazione moderna di un elemento quintessenziale”.

E infatti in tutta la boutique si ritrovano texture e materiali tipici del brand. Anche i colori sono quelli tipici: per l’ingresso la soluzione è quella riconoscibile ogni boutique, la scelta ricade su della pietra cabuca dalle sfumature beige;  per le pareti si ricorre all’utilizzo di un marmo di colore bianco altamente raffinato. Per il reparto lusso, anzi ultralusso, e orologeria i toni sono quelli dell’oro, richiamati nello splendido pavimento di travertino. Le tonalità oro verranno riprese, oltre che nei display bronzei, anche nella carta da parati – mai utilizzata prima – illuminata da pigmenti d’oro.

boutique Chanel a Milano

La boutique Chanel a Milano

Marino ci racconta questa scelta: “L’oro è onnipresente nell’universo Chanel, ma non l’ho mai utilizzato in precedenza. E’ una new entry, che è sicuramente destinata a svilupparsi nei prossimi progetti”.

L’ambiente è interpretato quindi come uno scrigno, ma è anche un luogo di passaggio che porta ad un livello superiore.

Il tunnel verso il Prêt-à-porter

L’ingresso al livello superiore è caratterizzato da un lungo corridoio, dotato di schermi al plasma che proiettano l’intera collezione, che Marino chiama “il Tunnel”. Da qui si accede alla zona dedicata all’abbigliamento.

L’ambiente aristocratico, aperto su un ampio salone che si affaccia su un giardino segreto, si racconta con lacche, poltrone di tweed, specchi, paraventi traforati ed elementi dal gusto raffinatissimo.

Questo luogo magico viene così descritta in un comunicato stampa trasmesso dalla maison poco prima dell’apertura ufficiale: “Nella parte dedicata al Prêt-à-porter, in fondo al corridoio della Boutique, tutto è lussuoso. Una calda luce naturale proveniente dal giardino illumina lo spazio, valorizzando le nuance del Prêt-à-porter. Delle piccole poltrone in tweed riscaldano l’ambiente. Tutto è in perfetta armonia. Al centro dell’elegante salone Prêt-à-porter, le clienti possono ammirare il tavolo creato dall’artista belga Ado Chale, un’opera in resina laccata nera sulla quale è intarsiato un mosaico di camelie astratte in marcassite. I salottini riservati alla prova degli abiti, sono dei veri e propri scrigni dedicati al confort e alla discrezione.”.

L’arte contemporanea reinterpreta il mondo Chanel

Prêt-à-porter

Chanel a Milano

Ed è proprio all’interno di quest’area lussuosissima che le opere d’arte contemporanea incontrano la maison. Queste sono infatti tutte collocate in posizioni strategiche, soprattutto nei camerini prova, e seguono un preciso e ricorrente schema strategico.

A tal proposito conclude Marino: “Coco Chanel era un’indomita patrona di svariate espressioni creative e vogliamo ricordare questo suo aspetto commissionando di volta in volta lavori specifici che si ispirano al suo mondo.”

Per l’atelier milanese di Via Sant’Andrea sono stati scelti Roberto Greene, Valeria Nascimento e Olaf Holzapfel: si sono occupati di reinterpretare il tweed Chanel e il famoso orologio J12.

Invece Eugene e Anne Timerman hanno realizzato due photocollage di altre due icone del mondo Chanel come la camelia e l’intramontabile bottiglietta del profumo Chanel N°5.

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