La casa bioclimatica ed il rapporto tra abitazione e clima.

Nel corso del secolo scorso la diffusione massiccia dell’ International Style ha provocato una dissociazione tra il concetto di architettura e sistema locale. In pratica si è cominciato a realizzare abitazioni che non fossero più regolate da principi che si riferissero direttamente al contesto in cui si interveniva ma in nome di uno stile internazionale si prevaricavano spesso le particolarità di un ambiente, le caratteristiche climatiche, i segni che il luogo definiva.

Interno casa sulla cascata, F.L. Wright

Interno Casa sulla cascata, F.L. Wright(1935).

Architetti come Frank Loyd Wright e coloro che seguivano i dettami dell’architettura cosiddetta organica invece sostenevano un approccio diverso, a sostegno del genius loci e dell’integrazione architettura ambiente, sebbene spesso con segni e modalità vicine al razionalismo e al movimento moderno. In realtà una sensibilizzazione importante si ebbe soltanto negli anni ’70, quando le gravi crisi petrolifere portarono i prezzi di gas e carburanti a livelli molto alti e alcuni professionisti iniziarono a prendere coscienza della limitatezza delle risorse e agli impatti che l’energie di derivazione fossile provocassero all’ambiente.

Furono quindi sviluppati diversi studi a riguardo e furono definiti dei principi bioclimatici per ridurre il fabbisogno energetico e garantire comfort sfruttando il sistema natura, prestando attenzione al sito, all’orientamento, alla forma degli edifici, ai materiali e all’uso della vegetazione. In realtà tutte queste cose esistevano da millenni, solo che forse l’uomo alle prese con il boom economico, demografico e industriale le aveva dimenticate.

L’arte degli antichi.

Basti pensare ad esempio all’architettura africana che prevedeva cortili “di scambio d’aria” ovvero soluzioni molto semplici ma estremamente efficaci in cui si avevano due corti interne, una decisamente piccola e stretta in cui il sole difficilmente penetrava e che costituiva un serbatoio di aria fresca in continuo scambio, sfruttando gli spostamenti d’aria, con un cortile più grande che forniva aria calda.

Spesso si ricorreva alle costruzioni a cupola per favorire la accumulazione del calore verso le parti più alte dell’abitazione. Celeberrime sono le torri del vento iraniane che sfruttano anche qui spostamenti d’aria per favorire il raffrescamento degli ambienti recuperando aria fresca in quota. Per rimanere nel nostro paese basti ricordare i còvoli di Costozza, edifici che sfruttano cunicoli sotterranei sempre per favorire il raffrescamento, o i sassi di Matera, che costituivano un ottimo riparo dai rigori del clima invernale.

Torri del vento.

Torri del vento.

Nel corso della sua storia, dagli albori con le caverne, passando dalle prime abitazioni, l’uomo ha sempre cercato di convivere in maniera più efficace possibile con il clima e la natura. Questo significava studiare dei sistemi che sfruttassero o inducessero condizioni naturali al fine di rendere più confortevole l’abitare. L’uomo, con l’aiuto della ricerca, si sta riappropriando di questi principi in nome di uno sviluppo sostenibile.  Ciò significa non solo cercare di cambiare le nostre abitudini, ma rivoluzionare il nostro modo di agire e pensare.

Il pensiero moderno.

All’inizio degli anni 90 furono introdotti i primi software in grado di fornire una valutazione energetica e di impatto ambientale degli edifici. Uno di questi è il Green Building Tool, un foglio di lavoro composto da una serie di parametri da compilare in grado di fornire, attraverso una serie di procedimenti, il grado di sostenibilità dell’oggetto considerato.

Esistono diverse tipologie di strumenti di verifica dei carichi ambientali e di valutazione energetica. Sostenibilità è un concetto importante, talvolta abusato, ma che consente una progettazione consapevole e indirizzata alle generazioni future, in grado di salvaguardare le risorse esistenti per tramandarle anche a chi verrà.Ma come si può progettare in maniera sostenibile? Esistono diversi modi, ad esempio utilizzando sistemi complessi di gestione e utilizzando materiali particolari che possano agire sinergicamente con l’ambiente e sviluppando comfort e ottimizzando risorse.

Un esempio possono essere le case passive, ovvero edifici che mirano a consumare pochissime energie, sfruttando proprio l’apporto climatico grazie all’associazione di impianti tecnici specifici e misure ad esempio sull’involucro dell’edificio. Ma una soluzione valida può essere totalmente l’opposto, ovvero utilizzando materiali “economici” e valorizzando tradizioni e “know-how” radicati. Probabilmente la soluzione sta nel mezzo, perche nel primo caso potreste trovarvi a non poter aprire le finestre poichè il progettista, per evitare dispersioni termiche e bucare un involucro compattissimo, vi ha sigillato i serramenti.Nel secondo caso esistono soluzioni sicuramente efficaci che si utilizzano da anni e non fanno parte magari di un filone di ricerca innovativo, ma che potrebbero essere decisamente potenziate.

Bioclimatica ed ecologica.

Una abitazione ben progettata sicuramente risponde ai desideri e alle esigenze di chi la abita. Bioclimatica aggiunge un interesse particolare verso l’ambiente inteso come sfruttamento delle risorse rinnovabili in maniera massima per evitare l’utilizzo di fonti non rinnovabili (sostenibilità), consentendo di avere minori consumi, limitare l’impatto ambientale e ottimizzare i costi. In sostanza in inverno bisogna sfruttare al massimo il calore del sole, ad esempio inserendo ampie vetrate a sud, che prontamente in estate dovranno essere protette dall’incidenza solare garantendo però una corretta illuminazione. Una buona soluzione è la progettazione di pergole, sporti o sistemi di oscuramento che possano modulare la luce del sole.

Introduciamo il concetto di casa ecologica.

Cosa aggiunge? E’ più vicino ad uno stile di vita, infatti vengono studiati sistemi di integrazione ulteriori come ad esempio attenzione maggiore alla gestione del ciclo dell’acqua. Scegliendo quindi sanitari a risparmio d’acqua, recuperando l’acqua piovana attraverso predisposizioni specifiche, vegetalizzando i tetti.

L'importante binomio edificio-ambiente.

L'importante binomio edificio-ambiente.

Anche la scelta dei materiali è importante, sfruttando materiali di riciclo, scegliendo prodotti cosiddetti ” a chilometro 0″ per limitare gli impatti del trasporto, evitando materiali insalubri. Abbiamo parlato prima di controllo dei fabbisogni energetici. Significa dunque individuare misure relative a una corretta esposizione, dimensionare accuratamente e posizionare le aperture, sviluppare sistemi di isolamento efficaci. Ma anche in fase di progettazione e realizzazione dell’opera cercare di ridurre al minimo gli impatti del cantiere, riducendo rifiuti, preferendo tecnologie a secco, evitando eccessivo inquinamento acustico.

Un altro aspetto da considerare è la scelta di integrazione con il contesto. Si tratta dunque di una questione non prettamente estetica ma probabilmente a mio parere più funzionale. Nella sua accezione più vera è la capacità del progettista di realizzare un’opera che reagisca armoniosamente con quello che c’è intorno, non per fattori estetici ma fisiologici, organici. Una sorta di oggetto mimetico che però conservi la sua attitudine di essere edificio.

Progettare secondo i caratteri climatici, tenendo conto dei venti, della vegetazione, seguire la struttura del terreno, prediligere risorse locali, studiare le specifiche geografiche, geologiche e culturali. Questi sono solo alcuni dei caratteri che individuano una progettazione bioclimatica ed ecologica.

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