La casa di riposo di Vantaa, Finlandia

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Il progetto per l’ospizio di Vantaa, una piccola località finlandese, è un nuovo esempio di stile architettonico che nel corso degli ultimi anni ha attratto l’attenzione della critica internazionale. Prima con la figura di Alvar Aalto con la sua grande abilità di combinare una tecnica architettonica sopraffina con la ricerca di ordine, pulizia e una forma di pragmatismo nella sua concezione progettuale.

Il tutto in relazione alle tematiche del paesaggio, della luce tenue caratteristica dei territori del nord, del rispetto e della valorizzazione del patrimonio naturale. Poi con una serie di grandi progettisti che il Politecnico di Helsinki ha contribuito a formare. Come appunto gli architetti Mikko Heikkinen e Markku Komonen che divennero partner dopo la laurea conseguita nell’ateneo della capitale finlandese; essi hanno collaborato come progettisti in maniera individuale anche con altre firme dell’architettura (Heikkinen con Kristian Gullischen, Soderlund-Valovirta e A-Konsultit e Marckuu Komonen con Aarno Ruusuvuori e Juhani Pallasmaa).

La casa di riposo di Vantaa fa parte di una serie di progetti promossi verso la fine degli anni ‘80 e realizzato agli inizi degli anni ‘90 del secolo scorso come il Museo Heureka di scienze (1986-88), il terminal passeggeri dell’aeroporto Rovaniemi (1988-92) e la Emergency Services School in Kuopio (1988-92) che rappresentano progetti di grande complessità risolti con un approccio di integrazione rispetto al sistema topografico esistenti.

L’architettura come un testo, un libro aperto dal carattere eterogeneo, il risultato di una articolazione di elementi semplici.

La casa di riposo di Vantaa, Finlandia

La casa di riposo di Vantaa, Finlandia: vista del complesso che ospita la casa di riposo. Sulla destra è possibile individuare la serie di portali lignei che formano il porticato di ingresso.

Questo edificio si trova in prossimità dell’ospedale Peijas-Rekola all’interno del medesimo complesso.

L’idea dei progettisti era quella di limitare la visibilità dell’ospedale dall’interno del complesso della casa di riposo per evitare agli ospiti di avere la percezione di essere in degli spazi ospedalieri.

Il disegno dell’edificio è basato proprio sul concetto di spazio privato: gli architetti hanno dunque diviso i singoli appartamenti privati in blocchi propri e concentrato le aree comuni in ulteriori edifici.

L’edificio centrale ospita un ristorante, una biblioteca dove gli ospiti possono effettuare attività di diverso tipo, una palestra, una piscina, una sauna e altri servizi incluso un parrucchiere, chiropratico e un fisioterapista.  Ogni elemento della casa ha un colore specifico, una sua configurazione volumetrica e materica.

Gli edifici non sono perfettamente allineati ma mostrano una disposizione casuale, come le case tipiche dei villaggi dei pescatori nei territori del nord. La luce entra attraverso delle aperture tra i volumi e sotto la copertura ad arco che copre parte della strada principale. Le aperture attraverso l’involucro permettono inoltre ai residenti di godere della vista della foresta e del giardino che circondano il complesso.

Vista degli spazi comuni della casa di riposo.

Vista degli spazi comuni all'interno della casa di riposo.

L’ingresso è individuato da una serie di portici in legno che introduce, attraverso il sentiero principale, all’interno della pertinenza della casa di riposo. La casa possiede 51 appartamenti (36 privati e 16 finanziati dallo stato) in due torri collegate tra loro mediante una passerella.

All’interno di queste torri sono presenti alcuni spazi comuni. La peculiarità di questi edifici è certamente la presenza di grandi terrazze ancorate con strutture metalliche alle pareti esterne dotate di gelosie in legno per permettere di controllare meglio la radiazione solare che sembrano sospese a mezz’aria.

La particolarità di questo progetto, a parte l’interessante linguaggio architettonico, sta proprio nella scelta di rendere privata una destinazione d’uso legata invece a funzioni comuni nel rispetto della privacy di ciascun ospite ma nello stesso tempo valorizzando la presenza di spazi comuni indispensabili per incontrarsi e passare del tempo in compagnia.

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