CERTIFICAZIONE ENERGETICA degli edifici: strumenti e procedure

In un’ottica di strategia e di valutazione delle prestazioni energetiche di un edificio è molto importante conoscere le condizioni in cui si trova l’immobile.

La diagnosi e la certificazione energetica consentono dunque di valutare questa situazione. Lo scopo principale della certificazione è quello di individuare la qualità energetica dell’edificio mediante uno strumento indicativo che esprime un rapporto tra energia primaria consumata e superficie utile o volume (kWh/m2 o kWh/m3).

Sulla base di questa rilevazione viene associata poi una lettera secondo una scala (normalmente da G per condizioni di scarsa qualità energetica ad A che invece esprime una grande qualità). Questa scala di classificazione consente di definire direttamente e semplicemente da parte dell’utente un metro di valutazione efficace.

Diagnosi energetica

Anche la diagnosi si pone come uno strumento importante in grado di entrare nello specifico dei problemi in modo preciso e puntale per fornire soluzioni più complesse per l’intervento e il miglioramento delle condizioni energetiche globali.

La diagnosi avviene normalmente attraverso un percorso che possiamo definire mutuato da una logica applicata in campo medico: si effettua preliminarmente uno screening e successivamente si applica una diagnosi più mirata.

Diagnosi ispettiva o di primo livello

Inizialmente da quella che viene denominata diagnosi ispettiva o di primo livello emergono già dati indicativamente rilevanti sullo stato prestazionale dell’edificio e sulle modalità di gestione; se queste risultano accettabili è possibile già costruire una certificazione energetica.

certificazione energetica edifici

La scala di certificazione energetica normalmente utilizzata per gli edifici

Diagnosi energetica di secondo e di terzo livello

In caso contrario è necessaria una procedura più specifica denominata diagnosi energetica di secondo livello ed eventualmente una diagnosi di terzo livello.
Solamente a valutazioni terminate sarà possibile individuare le informazioni necessarie per stabilire eventualmente possibili interventi di riqualificazione.

Come si articola la diagnosi?

Ma in sostanza la diagnosi come può articolarsi?

Si tratta dunque di un sistema di rilievo, raccolta e analisi di alcuni parametri relativi ai consumi, in relazione alle condizioni di esercizio dell’edificio e dei suoi apparati impiantistici, attraverso una valutazione tecnico-economica.

Lo scopo finale di questa procedura analitica-valutativa è quella di definire possibili soluzioni tecniche in grado di migliorare l’efficienza energetica del comparto di riferimento.

Un miglioramento delle prestazioni energetiche dell’edificio consente di conseguenza di diminuire drasticamente i consumi di energia e garantire migliori condizioni di comfort ambientale.

Questa parte è molto chiara e semplice dal punto di vista esplicativo ma presenta diversi problemi dal punto di vista operativo poichè l’edificio è un sistema molto complesso spesso soggetto a variabili non sempre prevedibili.

Difatti l’approccio normalmente utilizzato in fase di progetto (quindi di definizione dei sistemi costruttivi adatti) è parametrato in base a condizioni climatiche standard mentre poi le condizioni di esercizio fanno riferimento a situazioni mutevoli e che possono talvolta discostarsi parecchio dalle modalità preventivate. La fase conoscitiva dunque consente all’operatore di valutare le condizioni di utilizzo dell’energia e il livello di sviluppo del sistema.

Queste informazioni di base sono relative sostanzialmente alle caratteristiche dell’edificio, in particolare con riferimento alle caratteristiche termofisiche dell’involucro, le caratteristiche tecniche degli impianti e le modalità di gestione degli stessi. Quindi si tratta di valutare le proprietà di pareti, serramenti, coperture, basamento, sistemi di climatizzazione e di riscaldamento, produzione di acqua calda sanitaria, illuminazione, impianti elettrici.

In relazione alla parte impiantistica (modalità gestione) è molto importante conoscerne le condizioni d’uso: numero di ore in cui gli impianti sono accesi, giorni di attivazione, modalità di funzionamento, ecc…

Queste informazioni sono generalmente fornite da documenti di progetto e certamente da rilevazioni in campo. Sopratutto le rilevazioni in materia gestionale sono essenziali per valutare a pieno le caratteristiche di gestione del sistema. Altri rilievi importanti in campo sono quelli che possono fornire informazioni specifiche non prettamente deducibili da documenti di progetto; possono essere difatti effettuate campagne di rilevazione per misurare la temperatura dell’aria interna, l’umidità, i consumi di energia.

Puo capitare che uno dei problemi essenziali di un sistema che consuma moltissima energia sia dovuto infatti ad una poco virtuosa gestione delle condizioni operative; contratti energetici sovrastimati, impianti sovrautilizzati che possono favorire scompensazioni anche dal punto di vista economico.

Le procedure di diagnosi non seguono uno schema codificato ma in realtà fanno riferimento a prassi consolidate, in relazione al raggiungimento di uno specifico obiettivo e ad una valutazione economica specifica e dettagliata.

In precedenza è stata accennata una prima fase di intervento (diagnosi ispettiva) che in termini pratici si attua mediante una serie di sopralluoghi in cui l’operatore sia in grado di individuare particolari situazioni di inefficienza dell’edificio nel suo insieme e successivamente predisporre interventi di riqualificazione. Già in questa fase sono utili interventi di rilevazione dei parametri ambientali di riferimento e la predisposizione delle modalità di analisi, se necessarie, successive.

Bilancio energetico dell’edificio

In condizioni di complessità più elevate è necessario predisporre una fase diagnostica ulteriore; la diagnosi standard dunque si pone come obiettivo quello di elaborare una sorta di bilancio energetico del sistema in cui sono definiti i flussi di energia in ingresso e in uscita. Attraverso l’analisi di questi dati e le misurazioni sulle componenti impiantistiche è possibile rilevare le inefficienze energetiche e individuare sistemi di compensazione.

Diagnosi di dettaglio tramite analisi dinamica

strumenti di rilevazione

Alcuni strumenti di rilevazione ambientale.

Una diagnosi di dettaglio invece consiste in una modellizzazione mediante software dedicati dell’edificio che consente una analisi dinamica e certamente complessa delle caratteristiche di esercizio del sistema costruttivo; si predispone dunque una vera e propria simulazione energetica in grado di valutare anche in tempo reale gli effetti delle azioni proposte per il miglioramento delle condizioni energetiche generali.

Questo strumento dunque è molto significativo ai fini di stabilire interventi particolarmente calibrati che consentano una migliore gestione del funzionamento dell’edificio stesso in termini di prestazioni energetiche.

In funzione dunque del livello di valutazione energetica stabilito in base alle condizioni di complessità del sistema e al tipo di intervento commisurato alle possibilità è necessario dotarsi di strumentazioni adatte e di materiale di rilevo corrispondente: per una valutazione ispettiva sono sostanzialmente importanti le caratteristiche dimensionali di massima, è consigliabile avere i dati sui consumi energetici, stabilire mediante misurazioni alcuni parametri ambientali importanti e utilizzare strumenti di calcolo semplici.

In caso invece di interventi diagnostici complessi i dati dimensionali devono necessariamente essere più dettagliati, cosi come le misure in loco devono abbracciare un ventaglio di parametri decisamente più ampio e gli strumenti di calcolo devono essere più complessi. Ovviamente questi tre tipi di rilevazione hanno tempi medi previsti diversi (si passa da alcuni giorni a diverse settimane) e costi variabili sulla base della complessità dell’intervento.

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