La certificazione energetica degli edifici: caratteristiche e applicazioni

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Spesso si sente parlare a proposito delle costruzioni di certificazione energetica, ma in realtà non si conosce bene il suo scopo e le sue caratteristiche.

La certificazione energetica degli edifici si esprime mediante un attestato che evidenzia attraverso degli indicatori stabiliti le prestazioni energetiche di un edificio. Quindi questo certificato, o targa, è in grado di fare comprendere in maniera definita le condizioni in cui l’edificio si trova in termini prestazionali. Questo può essere utile per migliorare le prestazioni (diminuire dunque costi, sprechi e impatto ambientale), orientare eventualmente scelte progettuali e valorizzare il patrimonio edilizio. Nel nostro paese già nel 1991 era stata prevista la certificazione energetica che però non fu subito applicata per mancanza dei decreti attuativi.

La legge sulla certificazione energetica

A livello nazionale il riferimento legislativo è dettato nel D.Lgs. n 311 2006 che prevede che dal 1 luglio del 2009 tutte le singole unità immobiliari in caso di vendita debbano essere dotate di certificazione energetica. Quindi questo significa che è obbligatorio in caso di trasferimento a titolo oneroso (e in Lombardia anche in caso di affitto) allegare il certificato. La certificazione energetica riguarda, se si tratta di un edificio condominiale, tutto l’intero edificio se possiede un impianto termico comune.

La certificazione energetica è uno strumento importante di valutazione delle condizioni di un edificio.

La certificazione energetica è uno strumento importante di valutazione delle condizioni di un edificio.

La direttiva europea 2002/91/CE prevede che la certificazione energetica sia relativa ai seguenti usi: illuminazione, ventilazione, produzione acqua calda sanitaria, climatizzazione estiva e invernale.

I parametri relativi alla realtà in analisi sono espressi attraverso indicatori prestazionali che indicano il fabbisogno energetico di un edificio e il fabbisogno di energia primaria con riferimento alla unità di superficie utile e si esprimono rispettivamente in kWh/m2 annui o in kWh/m3.

Questi fabbisogni energetici sono calcolati in condizioni definite standard, ovvero mantenendo costanti alcuni parametri di utilizzo degli impianti (temperatura, consumi di acqua calda fissi…). Per il calcolo generale del fabbisogno energetico di un edificio si individua: il fabbisogno di energia dell’edificio utile per soddisfare i diversi usi (quindi in sostanza riscaldamento, il raffrescamento, la illuminazione ecc.) in relazione alle procedure di calcolo che si sono previste, guadagni che possono essere definiti “naturali” di energia (come il riscaldamento passivo, raffrescamento passivo, ventilazione naturale), energia fornita complessivamente dagli impianti all’edificio per i diversi usi, energia da fonti rinnovabili generata e ceduta, energia primaria utilizzata ed emissioni di anidride carbonica.

La classe energetica

La qualità energetica di un edificio normalmente per evitare una eccessiva complessità nella restituzione dei dati viene sintetizzata associandola ad una classe energetica. Sono previste sette classi che partono dalla A e finiscono alla classe G.

Esistono diversi tipi di criteri per individuare schemi di certificazione. Si tratta sostanzialmente di tre tipi: a scala fissa, a scala variabile in funzione delle condizioni climatiche, a scala variabile in funzione delle condizioni climatiche e del rapporto tra la superficie che disperde e il proprio volume.

CasaClima

Uno dei criteri di classificazione più noto è quello adottato dalla procedura di certificazione energetica CasaClima di Bolzano, che è stato recepito anche dalla procedura BESTClass: Classe A consumi inferiori o uguali a 30 kWh/m2 annuo, classe B consumi inferiori o uguali a 50 kWh/m2 annuo, Classe C consumi inferiori o uguali a 70 kWh/m2 annuo, Classe D consumi inferiori o uguali a 90 kWh/m2 annuo, Classe E consumi inferiori o uguali a 120 kWh/m2 annuo, Classe F consumi inferiori o uguali a 160 kWh/m2 annuo, Classe G consumi superiori a 160 kWh/m2 annuo. Recentemente è stata introdotta la classe oro per edifici che consumano meno di 10 kWh/m2 annuo.

Scala di certificazione di CasaClima.

Scala di certificazione di CasaClima.

Questo schema di classificazione energetica è indipendente dalla zona climatica in cui è ubicato l’edificio di riferimento e non dipende neppure dal suo coefficiente di forme (rapporto superficie e volume). Per esempio dunque se un edificio è caratterizzato da un fabbisogno energetico di classe C (quindi con consumi inferiori o uguali a 70 kWh/m2) questo vale per un edificio compatto o in un edificio meno compatto (condominio o villa isolata), a prescindere dalla zona e dal clima (può essere a Bolzano o Agrigento).

Dividendo il consumo energetico espresso in kWh/m2 per 10 è possibile ottenere con buona approssimazione il consumo specifico di combustibile in m3 o Kg. Questa parificazione penalizza decisamente gli edifici di piccole dimensioni o gli edifici isolati in cui il rapporto superficie volume è piuttosto elevato e quindi tendono a disperdere maggiormente e più difficilmente rientreranno nelle categorie energetiche previste dalla scala.

E anche importante sottolineare che questo tipo di indicatore a scala fissa che non tiene in considerazione le variabili climatiche fa una operazione piuttosto delicata perchè nel nostro Paese sopratutto queste variabili incidono in maniera decisiva sulle condizioni energetiche e i sui parametri ottimali. Se il consumo per la climatizzazione invernale è decisamente basso in zone con climi miti è molto semplice raggiungere valori di efficienza energetica elevata senza dovere fare investimenti particolari sulla coibentazione dell’involucro.

Però questi edifici durante la stagione estiva dovranno per garantire situazioni di comfort sufficienti garantire una certamente più elevata climatizzazione estiva rispetto ad un edificio posto a climi meno torridi e questo innescherà un processo compensativo che riporterebbe i valori a condizioni più veritiere. Per quanto riguarda le modalità di valutazione energetica dettagliate è necessario consultare gli enti preposti, i professionisti e verificare le condizioni legislative di riferimento territoriale (quindi regionali) che sono in costante aggiornamento e variano in relazione al luogo di appartenenza. Quindi gli schemi di classificazione sono diversificati per regione e questo potrebbe portare a non agevolare l’utente e il mercato immobiliare visto che un edificio con pari caratteristiche può essere valutato diversamente.

L’ attestato di certificazione energetica e la targa energetica

La certificazione energetica degli edifici produce due documenti: l’attestato di certificazione energetica che è un documento che contiene le informazioni per l’utente e la targa energetica che viene affissa all’esterno per comunicare la qualità energetica dell’edificio.

Per concludere questo breve excursus sull’argomento possiamo definire dunque la certificazione energetica una procedura necessaria di valutazione dell’efficienza del nostro edificio in un’ottica di sostenibilità ambientale.

Questo procedimento però, come già anticipato, è molto importante per consentire una analisi approfondita di quelle che sono le cause di eventuali inefficienze che possono inficiare le condizioni di vivibilità degli ambienti e provocare perdite economiche rilevanti. E’ importante dunque rivolgersi a del personale qualificato per la valutazione del sistema edificio al fine di esprimere un parere in merito e individuare congiuntamente le procedure di intervento.

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