CONTAINER: unità modulari da abitare

Esempio di container utilizzato per gli ospedali da campo

La costante ricerca nel campo dell’architettura, di fissare,creare canoni e modelli architettonici, attraverso elementi modulari, universali e replicabili è sempre stata ed è fonte di continua evoluzione.

Nel corso dei secoli si è passati dallo studio delle proporzioni, alla sezione aurea, all’utilizzo di modelli strutturali ed armonici per continuare ad avvicinarsi al linguaggio universale dell’architettura.

Trovare un modo, forse utopico, di lettura e soprattutto di progettazione architettonica modulare ed universale, ha accompagnato, da sempre, il pensiero dei grandi maestri

Questa costante ricerca nel mondo dell’architettura, non ha potuto concretizzare in pieno la complessità degli studi sulla modularità.

Ma la necessità del mondo mercantile di dover affrontare soluzioni quali quelle legate alla minimizzazione dello spazio, della facilità di montaggio e smontaggio di contenitori, ha dato una risposta positiva.

Il container e la modularità

Il container è la risposta.

 container abitativi

green frame house: esempio di abitazione realizzata con container

Con la sua misura standard (2,438 x 12,192) questo contenitore è universalmente disponibile, versatile, facilmente trasportabile, e può essere aggregato in base ai diversi contesti e richieste: centri culturali, bar-caffetterie, luoghi commerciali, residenze, scuole, uffici ecc…non è più solo un contenitore fine all’utilizzo commerciale, ma diventa un modulo costruttivo.

Nella maggior parte dei progetti il container risulta essere la soluzione di riutilizzo della circostanza stessa, (ad esempio dei cantieri o delle aree mercantili tipo quelle portuali).

In altre invece è il luogo stesso ad intervenire in modo preponderante sul progetto e nel caso dell’utilizzo dei container lo skyline ed il landmark urbano sono i contesti ideali.

Riutilizzo e sostenibilità ambientale

In tutti i progetti realizzati con container, l’aspetto della sostenibilità ambientale risulta essere preponderante.

Infatti l’utilizzo di una materia industriale e soprattutto di un tipo di sistema costruttivo a “secco”(edifici realizzati senza l’utilizzo di leganti) presenta i vantaggi e le prerogative di sostenibilità ambientale, in quanto non vi sono sprechi di risorse e i consumi energetici vengono calcolati e controllati fin dall’assemblaggio del container.

Cambia così l’approccio al modo di pensare l’abitabilità dell’edificio.

Si pongono subito i problemi di sostenibilità e di risparmio energetico, cercando fin da subito di ottimizzare gli spazi che si ricavano dai container al fine di migliorare i consumi energetici e di produrre energia da fonti rinnovabili.

Esempi di container abitativi

La città Universitaria A’Docks a Le Havre (Francia), progettata dall’ Atelier Cattani Architectes (Parigi), con una superficie di 3.880 mq è un esempio eclatante di riqualificazione di un’area portuale, realizzato interamente con l’utilizzo di container, per creare le abitazioni universitarie.

città universitaria A' Docks a Le Havre

L’edificio comprende 100 alloggi per studenti, suddivisi in quattro livelli di container, ripartiti in due colonne impilate e separati da spazi vuoti destinati sia ai collegamenti verticali che per i terrazzi, assicurando così non solo aree verdi ma anche buone prestazioni energetiche.

Sui lati corti i container sono aperti da vetrate, garantendo così scorci gradevoli sul porto e nella parte interna, sul verde.

“Le unità modulari sono minimizzate ed ottimizzate come spazi vitali ma garantiscono l’abitabilità da parte degli studenti.

Fra i tanti tipi usati di container non dimentichiamoci dell’importante utilizzo che se ne fa nel campo sanitario e di soccorso umanitario, come ad esempio per gli ospedali da campo.

Sono sicuramente i primi accampamenti che vengono posizionati in guerra, per calamità naturali, per soccorsi di qualsiasi genere.

Un esempio di struttura di questo tipo è il Salam Center di Emergency in Sudan. Progetto di Tamassociati (Venezia) insieme ad Emergency, con una superficie di 2.310 mq, la costruzione è nata dalla riutilizzazione dei container usati in cantiere che sono stati adibiti ad alloggi per il personale medico.

Salam Center di Emergency in Sudan

Ogni alloggio è di 20 mq, con veranda che si affaccia sul giardino centrale.

In questa particolare circostanza climatica è stato affrontato il tema dell’isolamento termico con un doppio sistema a “pelle”.

Inoltre per far fronte al problema dell’inquinamento dato dal trasporto dei container, i progettisti, hanno stimato la piantumazione di almeno 162 alberi, nell’area di Khartum a compensazione dello smog provocato.

In Italia un ultimo esempio di utilizzo di container è L’econtainer a Ravenna.

Progetto di Burroni e Dapporto Architetti (Ravenna), per una superficie di 24 mq. E’ la realizzazione di un elemento costruttivo interamente “riciclato” finalizzato alla ristorazione.

Questo progetto rientra in un ampio progetto urbano per dehors (piano padiglioni) e rispecchia tutti i requisiti richiesti.

Econtainer adibito a ristorazione

E’ una struttura reversibile, ovvero smontabile in base alle autorizzazioni comunali e facilmente reperibile in quanto vicino all’area portuale, dove è possibile trovare i container.

In linea di massima questo nuovo modo di approcciarsi ad un’ architettura sostenibile e modulare può al giorno d’oggi far fronte alle forti problematiche di spazio, di riutilizzo e di risparmio energetico in cui stiamo andando incontro.

Un maggior occhio di riguardo da parte dei progettisti a questo tipo di sistema costruttivo, può essere sia una soluzione che un nuovo modo di concepire l’architettura sostenibile.

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