Il controllo ambientale in architettura. Parte seconda.

In una seconda fase dell’evoluzione dei sistemi di controllo ambientale riscontriamo prima di tutto una profonda e radicale mutazione negli assetti politici, sociali ed economici che hanno investito il nostro continente a partire dal medioevo. I riflessi più interessanti riguardano proprio quei paesi in cui gli aspetti climatici e ambientali sono fondamentali al fine di predisporre soluzioni in grado di rendere gli ambienti domestici più confortevoli: i paesi dell’Europa del Nord.

Tipicamente caratterizzati da climi particolarmente aggressivi, le problematiche più frequenti riguardavano dunque la protezione dal freddo e la produzione di calore. Tutto ciò ovviamente era presente anche in epoche precedenti e a latitudini decisamente più miti ma diventa un aspetto particolarmente rilevante in questo periodo storico e ovviamente in quelle zone che richiedono una particolare attenzione a ciò.

Parallelamente alle questioni legate all’isolamento termico, si trattava anche di fare i conti con una scarsa illuminazione naturale, dettata principalmente dal fatto che gli inverni nelle zone a Nord sono caratterizzati da un esiguo apporto solare e una durata dei periodi di luce molto breve. Non a caso l’architettura gotica è caratterizzata da un alleggerimento delle strutture per un maggiore slancio in altezza, alla ricerca di luce.

Queste caratterizzazioni non avvengono solo nelle architetture di stile (nell’articolo precedente abbiamo definito di che si tratta), ma anche in forme meno evidenti anche nelle abitazioni (architettura popolare) e negli edifici della classe borghese.

L’architettura popolare dunque si eleva, con l’affermazione di questa nuova classe sociale, dandosi una dignità formale che rimanda maggiormente alla architettura di stile. Questo è naturalmente un aspetto molto significativo in relazione alle espressioni architettoniche in relazione al mandato sociale che esse assumono.

Esempio di architettura gotica.

Esempio di architettura gotica.

Le architetture medievali

Normalmente le architetture riferibili a questo periodo storico sono suddivisibili materialmente in due grandi tipi: le case in legno e le case in pietra.

Il primo tipo è esplicitamente un riferimento alla architettura popolare tradizionale dei paesi del nord mentre il secondo tipo affonda le sue radici nelle architetture “mediterranee” soprattutto sviluppatesi a nord dell’arco alpino e normalmente inadatte ai climi più rigidi.

Solitamente i materiali da costruzione erano uno specchio delle condizioni sociali ed economiche degli occupanti: la chiesa e i ricchi prediligevano costruzioni lapidee mentre il popolo costruiva con materiali lignei(più economici e maggiormente efficaci nel contrasto degli agenti atmosferici tipici delle regioni fredde).

Difatti le costruzioni in pietra consentono una elevata inerzia termica delle pareti dovuti ai grandi spessori che funzionano molto bene in presenza di climi caldi o comunque nei periodi estivi ma al contrario sono scarsamente efficaci in caso di freddo e molta umidità.

Nelle evoluzioni successive però questo sistema di costruzione totalmente affidato al legno entra in crisi per lo scarso approvvigionamento e iniziano a concretizzarsi soluzioni di tipo misto che caratterizzeranno gli edifici nei secoli seguenti.

Per quanto riguarda gli spazi interni erano caratterizzati da una certa promiscuità: la maggior parte degli arredi erano concepiti per spostamenti frequenti (da qui la definizione di mobili) e gli ambienti erano suddivisi spessissimo da tramezzi provvisori.

Il calore era somministrato da il focolare domestico che era posizionato al centro della stanza più grande, non esistevano quasi mai sistemi di evacuazione dei fumi che ristagnavano per diverso tempo all’interno degli ambienti. Il fuoco dunque era un elemento fondamentale per la sopravvivenza degli abitanti e nel corso degli anni sono state sviluppate appunto soluzioni in grado di renderlo “trasportabile” come scaldaletti, bracieri e scaldamani.

Ci si rese conto poi che i fumi nocivi derivanti dalla combustione potevano essere espulsi dall’ambiente interno mediante strutture a camino poste sulle sommità, come ad esempio nelle abitazioni focolare tipiche della Catalogna in Spagna.

Parallelamente cresceva lo sviluppo tecnico costruttivo in relazione a sistemi maggiormente performanti per la captazione di luce naturale. Fino al 1400 le aperture di un edificio raramente concepivano la presenza di serramenti o vetri in grado di fornire protezione agli ambienti interni se non con soluzioni improvvisate e poco funzionali. La diffusione del vetro consentì un radicale cambiamento degli spazi interni sia in termini di prestazioni termiche ma anche in relazione alla illuminazione naturale, che consente l’utilizzo di ambienti prima considerati impraticabili per svolgere qualsiasi tipo di attività.

Il vetro permette la penetrazione dei raggi luminosi senza il passaggio dell’aria e quindi impedisce la fuga di calore e elimina la presenza di correnti d’aria; la sua diffusione,sebbene lenta per gli elevati costi iniziali, anche nelle architetture popolari consentirà un notevole innalzamento del comfort degli spazi confinati.

Le abitazioni caratterizzate dalla predisposizione di elementi vetrati però presenterà alla lunga problemi relativi alla scarsa ventilazione di ambienti concepiti e sviluppati intorno al passaggio di correnti d’aria costanti che vengono bruscamente interrotte. Sia per ragioni di salubrità ma anche in relazione alla pericolosità dovuta alla presenza di focolari in ambienti poco ossigenati.

abitazione nord europa

Esempio di soluzione mista.

L’evoluzione del controllo termico porterà a due tipi di soluzioni progettuali base: il braciere-camino e la stanza stufa. Nel primo caso l’apporto calorico avviene principalmente per irraggiamento e quindi si perde moltissima energia con il fumo che viene disperso all’esterno mediante la canna fumaria. Nel caso della stanza stufa, caratteristica delle abitazioni teutoniche, si predispone una stanza chiusa ermeticamente in cui la stufa è perennemente in funzione diffondendo lentamente il calore con risultati di rendimento decisamente più alti rispetto all’inefficiente braciere-camino.

Il fatto che fossero ambienti ermetici provocava però un ristagno di odori, fumi e umidità che rendevano la stanza stufa un ambiente certamente poco salubre.

Le epoche pre-industriali

Nelle fasi storiche dell’architettura e dell’arte che normalmente vengono classificate come barocche si costituiscono particolari situazioni politiche e sociali che caratterizzeranno lo sviluppo di sistemi specifici in relazione al rapporto tra edificio e ambiente.

Le città crescono a vista d’occhio e fuoriescono dalle mura medievali e iniziano a svilupparsi i centri storici, caratterizzati da densità abitative piuttosto elevate. Tipicamente l’abitazione di questo periodo è dunque quella urbana, caratterizzata da una cortina ordinata con finestre di grandi dimensioni e strutture multipiano addossate tra loro. Questo periodo però dal punto di vista dello sviluppo di sistemi veri e propri di controllo del comfort interno e l’applicazione di linguaggi architettonici caratteristici in relazione alle componenti climatiche è decisamente povero. Basti pensare allo strabordante barocco architettonico e alla sua concezione formale.

Per individuare ulteriori passi in avanti nella predisposizione di sistemi innovativi per le abitazioni bisogna attendere il 1800 con l’avvento di soluzioni tecnologicamente più avanzate.

Potrebbero interessarti anche:

    None Found

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Moderazione dei commenti attiva. Il tuo commento non apparirà immediatamente.



Altri articoli di giardinaggio che potrebbero incuriosirti:

Progettare l'illuminazione: il benessere luminoso.
L'illuminazione è un aspetto fondamentale nella progettazione architettonica: cerchiamo di capire quali siano gli elementi da considerare al fine di s...
Edilizia bio-ecologica: in arrivo le prime certificazioni di garanzia
E’ arrivata la prima certificazione totalmente italiana nel campo dell’edilizia bio-ecologica; essa ha già fornito garanzie e certificato dieci aziend...
La scelta dei materiali da costruzione e la qualità di uno spazio
I materiali da costruzione spesso sono composti da elementi che se rilasciati in ambienti confinati possono produrre danni per la salute. Ma in che mo...
Ufficio portatile ed ecosostenibile
Innovativa ed interessante, arriva direttamente dagli Stati Uniti l’idea di un ufficio disegnato e costruito secondo criteri di sostenibilità ambienta...
L'eolico mini: tutti gli elementi per valutarne l'installazione nelle vostre case
l'energia eolica per i privati:impianti,stime e costi.
Il FOTOVOLTAICO del futuro si spalma e si ricicla
Siamo in un momento decisivo per il nostro paese (e forse anche oltre). Il pannello sul tetto che scotta desta l’attenzione di tecnici e ricercato...
London City Hall di Norman Foster
La city hall di Londra è un esempio interessante di edificio sostenibile applicato alla progettazione di un edificio per uffici.
Residenze per anziani WoZoCo apartments: una soluzione estrema ad un problema di spazio
Il trattamento della facciata e le scelte spaziali rendono l'edificio di Amsterdam, dello studio MVRDV, un progetto molto interessante.