Detrazioni 55%: bocciata nella finanziaria 2011 ma forse inserita con il mille proroghe

Finanziaria 2011

Finanziaria 2011

E’ da oltre un anno che si discute sulla possibilità e necessità di proseguire con la detrazione del 55% per gli interventi di riqualificazione energetica introdotti dalla finanziaria del 2007. Molte associazioni di settore hanno più volte fatto presente l’assoluta necessità di una proroga ma purtroppo attualmente la situazione sembra del tutto chiarita e con esito negativo. Infatti nella Legge di stabilità del 2011 presentato alla camera non trova spazio nessuna proroga.

Il vice ministro dell’economia Giuseppe Vegas conferma ciò che è stato appena affermato:  Aggiungendo però che la detrazione fiscale del 55% per il risparmio energetico ”troverà spazio nel decreto cosiddetto milleproroghe”.

Come già ribadito più volte questa detrazione fiscale oltre chiaramente a favorire il risparmio energetico era stata utile per creare un’economia rivolta all’ecologia utilissima per dare un maggiore slancio economico al nostro Paese. Maggiore delusione per questo esito negativo si riscontra anche perché durante tutto quest’anno era stata spesso quasi ufficiosamente confermata continuità di tale bonus per l’anno 2011.

Amarezza per il Consiglio nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori

Ovviamente non si è dovuto aspettare toppo per i commenti degli operatori del settore su questo mancato inserimento della detrazione all’interno della nuova legge finanziaria.

Il primo organo che si è fatto sentire è stato il Consiglio nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori, rilasciando una nota dopo essere stati informati: “solo tanta amarezza; amarezza e perplessità: sono questi i sentimenti che ci sentiamo di esprimere nell’apprendere che il Governo riterrebbe di escludere dal “pacchetto sviluppo”, contenuto nel maxi emendamento alla legge di stabilità, il rifinanziamento del bonus energia del 55% per le ristrutturazioni edilizie eco-compatibili”.

“Si tratta di una decisione totalmente non condivisibile sia sotto il profilo economico che ambientale. Il Paese è quotidianamente alle prese con le drammatiche conseguenze che derivano dall’ assenza di una politica coerente con la tutela del patrimonio edilizio, con la manutenzione territoriale e con la pianificazione delle infrastrutture indispensabili ad una nazione moderna”.

incentivi 55%

incentivi 55%

Per il Consiglio Nazionale degli Architetti “il taglio del bonus del 55% e il drastico ridimensionamento dei fondi destinati al Ministero dell’Ambiente confermano l’incapacità della politica italiana di guardare lontano: i due provvedimenti, se confermati, risponderebbero ad una mera logica di risparmio nel brevissimo periodo”.

“Questi provvedimenti contribuiranno, se possibile, a peggiorare ulteriormente le condizioni del settore edilizio – professionisti ed imprese – che già versa in condizioni di grandissima difficoltà con un consistente calo dei volumi di attività, dei fatturati e – soprattutto – delle future prospettive lavorative. Dimostrano soprattutto l’incapacità della politica di investire concretamente per il futuro del Paese, dando concretezza a delle ineludibili necessità di tutela del patrimonio edilizio e del territorio, di aggiornamento, tecnologico e strutturale, dell’intero comparto edilizio”.

Delusione per l’Unione Nazionale Costruttori Serramenti Alluminio Acciaio e Leghe e per Associazione Nazionale Comuni Italiani

Anche il commento dell’Unione Nazionale Costruttori Serramenti Alluminio Acciaio e Leghe (UNCSAAL) non ha smorzato i toni: “non rinnovare le misure relative agli sgravi fiscali del 55% per la riqualificazione energetica degli edifici è una scelta incomprensibile che avrà ricadute devastanti sul tessuto industriale della Piccola e Media impresa italiana, sull’occupazione non tutelata dagli ammortizzatori sociali, sul bilancio energetico e ambientale del nostro Paese e sulle casse dello Stato.”

“Senza lo stimolo del 55% infatti è già stata stimata una diminuzione degli investimenti in innovazione (che in questi anni grazie al provvedimento era aumentata di circa il 70%) di oltre 300 milioni di euro solo per i serramenti metallici.

Nei prossimi giorni Uncsaal e Federlegno Arredo produrranno una mozione ufficiale che sarà veicolata a tutti i rappresentanti delle istituzioni coinvolte e condivisa attraverso internet con le migliaia di operatori e consumatori che già hanno aderito in massa alle precedenti battaglie per salvare il 55%, con l’auspicio che il Governo sappia e voglia trovare al più presto il modo di modificare questa decisione”.

La nuova finanziaria è stata sottoposta anche all’attenzione dell’ANCI (Associazione Nazionale comuni Italiani) che ha bocciato il testo presentato alla Camera perché contenente norme non condivise in sede tecnica dagli organi dell’Associazione.

Non ci resta che aspettare in attesa di nuovi sviluppi.

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