Edificio Ing Bank a Budapest di Erick van Egeraat

Situato nel cuore della città ungherese, l’edificio della Ing Bank è stato ricavato all’interno di un palazzo esistente di pregevole fattura, una facciata che combina classico, barocco e Art Noveau; si è occupato della progettazione l’architetto Erick van Egeraat.

Edificio Ing Bank a Budapest di Erick van Egeraat

Edificio Ing Bank a Budapest di Erick van Egeraat

Nacque ad Amsterdam nel 1956 e conseguì la laurea alla Technical University di Delft nel 1985. Quando era ancora uno studente sviluppò un interesse nella nuova architettura e al movimento Moderno. Prima di completare gli studi fondò inoltre il gruppo Mecanoo con Francine Houben, Henk Doll e Chris de Werjer. Lavorarono insieme per i successivi 12 anni e sviluppando una serie di lavori molto interessanti come il Museo di Scienze Naturali a Rotterdam e una parte dell’università di Leiden. Nel corso della sua carriera ha realizzato i seguenti progetti di architettura: Federation Island a Sochi (Russia), torri a Yakimanka District a Mosca, il nuovo stadio della Dynamo a Mosca, la Sberbank University a Mosca, il piano per Milanofiori a Milano, un progetto residenziale a Lione (Francia), l’ambasciata olandese e le residenze per gli ambasciatori a Varsavia (Polonia), il museo Drents ad Assen.

La filosofia di Van Egeraat è sempre stata quella che l’architettura dovesse si essere una espressione funzionale ma anche essere un forte elemento di comunicazione.

Vista interna della board room, chiamata la "balena" per la forma simile al mammifero marino.

Vista interna della board room, chiamata la "balena" per la forma simile al mammifero marino.

Proprio il progetto per la Ing Bank fu una occasione molto importante per lui perché fu il primo lavoro nel mondo del restauro architettonico e del recupero di edifici esistenti.

Il progetto consisteva nel convertire un edificio residenziale costruito nel 1880 nel nuovi uffici della Ing Bank e del Nationale Nederlanden Hungary. L’idea fu subito quella di creare qualcosa di nuovo, in contrasto con il sistema esistente, di inserire qualcosa di esterno, un elemento fortemente riconoscibile.

La hall è un elemento indipendente, una unità spaziale costituita per guidare il visitatore attraverso il tempo, dalla fine del diciannovesimo secolo fino ai giorni nostri. Dalla copertura emerge una cupola che però non è visibile direttamente dalla strada. All’interno di questa cupola sono ospitate la board room e un bar. La struttura consiste in 26 travetti in legno laminato che appoggiano su una trave in acciaio centrale e sorreggono la copertura.

I dettagli che costituiscono la copertura vetrata e quelli della cupola sono molto interessanti. Le travi in vetro laminato supportano un curtain vetrato in prossimità della cupola.

Il progettista Erik van Egeraat non intendeva provocare un conflitto tra il sistema esistente (quindi l’edificio del diciannovesimo secolo) e il nuovo inserimento della cupola (chiamata balena per la sua forma simile al mammifero marino) ma voleva creare un ambiente in grado di sostenere il tradizionale e l’innovativo, in una perfetta armonia. Non era questione di creare un sistema unico, in cui non fosse possibile distinguere quale fosse la parte nuova da quella invece più antica ma creare un contrasto, appunto, in cui lo spazio potesse legare una realtà passata con una presente.

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