Energie rinnovabili: l’ENERGIA MARINA

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Tra le svariate tipologie di produzione energetica di natura rinnovabile possiamo trovare anche l‘energia prodotta dal mare.

Questa energia presente nei mari e negli oceani può essere estratta mediante diversi tipi di tecnologie: possiamo ricavare energia dalle correnti marine, energia dal sale, energia dalle maree e dalle onde e l’energia talassotermica (data dalle differenze di temperature tra la superficie del mare e le zone in profondità).

Energia dalle correnti marine

Nel caso della energia prodotta dalle correnti marine è una delle tipiche forme di produzione energetica rinnovabile e pulita. In questo momento però ha ancora certamente dei limiti dal punto di vista produttivo e di carattere localizzativo.

Ma come funziona questo procedimento di produzione di energia? Le correnti d’acqua posseggono un elevata energia cinetica determinata dal loro flusso e quindi mediante generatori, attraverso una tecnologia molto simile a quella degli aeromotori eolici, è possibile ricavare energia. In alcuni casi non solo è possibile sfruttare la corrente con sistemi verticali ma anche gli spostamenti orizzontali dei vari flussi d’acqua.

Ovviamente questa tecnologia può essere sviluppata solo in zone caratterizzate da un flusso di corrente piuttosto forte e costante.

Uno dei siti più adatti a questa tecnologia è lo stretto di Messina, dove le correnti marine hanno delle velocità tali da permettere l’adeguato funzionamento delle turbine.

Questo tipo di impianto è caratterizzato dalla presenza di pale con diametro di circa 5 metri poste a profondità ridotte (Circa 3 metri) e ancorate al fondale.

L’energia prodotta da questi apparecchi in condizioni di corrente medie (quindi circa 3metri/secondo) produce più di 100 kW arrivando a punte anche superiori ai 500 kW.

Questa forma di produzione energetica è certamente quella più comprensibile e diretta dal punto di vista del principio di funzionamento ma ne esistono altre, molto efficaci, che si basano su altre interazioni.

Energia a gradiente salino

ENERGIA MARINA

Dalle onde è possibile ricavare grossi quantitativi di energia.

Ad esempio l’energia a gradiente salino è ottenuta dalla differenza della concentrazione appunto di sale nell’acqua di mare e nelle acque dolci.

Questa tecnologia può essere benissimo applicata sopratutto nelle foci di fiumi in cui le acque si incontrano e si mischiano.

Esistono essenzialmente due metodi per ottenere energia dal gradiente salino differente: la dialisi elettroinversa e la Pressured Ritarded Osmosis.

Energia dalle maree o energia mareomotrice

Un’altra forma di sfruttamento dell’energia marina è l’energia prodotta dalle maree o energia mareomotrice.

Essa si ricava dagli spostamenti d’acqua causati dalle maree (un processo che è noto a tutti dovuto alla combinazione dell’attrazione gravitazionale esercitata sul nostro pianeta dai corpi celesti presenti nel sistema solare, in particolare la Luna e la forza centrifuga dovuta alla rotazione della Terra e della Luna intorno al proprio centro di massa) che in alcuni punti del Globo possono arrivare anche a svariati metri di ampiezza verticale.

Seguendo un principio già sfruttato in tempi antichi esistono diversi sistemi in grado di ricavare energia da questi movimenti. Il più utilizzato è il riempimento di bacini con il successivo svuotamento che mette in rotazione le turbine. Questo sistema però non consente un apporto continuo durante l’arco della giornata ed è quindi una tecnologia ancora in fase di sviluppo.

Energia dalle onde

Un’altra forma di energia molto interessante legata al mare e ai suoi movimenti è quella ricavata dalle onde.

Si tratta di una forma piuttosto recente di sfruttamento di energia cinetica che si configura con diversi sistemi: esistono delle turbine denominate Pelamis (che sono state sperimentate nelle acque dell’oceano in Portogallo) che sono costituite da strutture a forma tubolare che galleggiano ancorate al fondo marino.

All’interno di questi apparecchi ci sono delle turbine che sono mosse dall’acqua in entrata e in uscita  (movimento provocato dalle onde). Trattasi di un sistema molto efficace in quanto mediamente le onde sono quasi sempre presenti ma è caratterizzato da un notevole ingombro.

Un altro sistema utilizzato sono le colonne d’acqua oscillanti che funzionano in maniera simile a quello precedente.

Energia talassotermica

Infine un altra forma di energia in fase di sviluppo è quella talassotermica che come detto in precedenza sfrutta le differenze di temperatura tra superficie e profondità. Questo tipo di tecnologia per funzionare correttamente necessita di acque profonde e caratterizzate da livelli di temperatura mediamente alti.

I principali impianti di sperimentazione si trovano alle isole Hawaii e a Bali.

Turbine Pelamis per la produzione energetica.

Turbine Pelamis per la produzione energetica.

Dopo questa breve introduzione di carattere esplicativo è necessario fare una riflessione su quelle che sono le potenzialità di questi sistemi e le loro possibilità di sviluppo nel nostro paese.

Se andiamo a vedere le caratteristiche del nostro territorio italiano scopriamo che l’Italia possiede un grande patrimonio naturale avendo a disposizione circa 8.000 km di coste che bagnano svariate regioni.

Alcuni scienziati (durante il workshop organizzato da Enea) hanno calcolato che attraverso le attuali disponibilità sarebbe possibile produrre moltissima energia da questa tecnologia (addirittura come sei centrali nucleari) senza particolari investimenti di tipo infrastrutturale: basterebbe infatti sfruttare l’esistente (ponti, porti, dighe ecc…) per realizzare questo tipo di investimento energetico.

Dal punto di vista della fattibilità dunque esistono delle possibilità reali di mettere in opera questo indirizzo di sviluppo energetico ma è necessario prevedere un piano di investimento serio e lungimirante che purtroppo nel nostro paese non vede luce da diversi anni.

Le tecnologie inoltre hanno bisogno di ulteriori investimenti in ricerca per garantire una qualità nel funzionamento, basso impatto ambientale e una convenienza economica in relazione alla quantità di energia che questa tecnologia è in grado di produrre.

A scala mondiale la tecnologia di sfruttamento energetico del mare avrebbe delle potenzialità enormi perchè se pensiamo che il nostro pianeta è ricoperto per circa il 75% da acqua riusciamo ad avere un’idea di quello che potrebbe essere l’impatto dello sfruttamento dell’energia marina sul nostro approvvigionamento energetico.

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