Un etica della sostenibilità ambientale.

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“Amare i nostri limiti per ridefinire la nostra vita. Prendere atto che abbiamo un solo pianeta – limitato quanto a capacità di ospitare la vita – ci metterà in contatto con tali limiti, rendendoci pronti, con il cuore e con la mente, a frenare l’ingordigia. Vivere a scala globale non significa imporre limiti agli altri […]. Può stimolare la nostra creatività, la nostra capacità di vedere le infinite modalità di vita sostenibile compatibili con una porzione di natura determinata ma equa. Vivere a scala globale ci dà gli strumenti per essere architetti.”

Con queste parole Jim Merkel (tratte da Radical Simplicity: Small Footprints on a Finite Earth, New Society Publishers, Gabriola Island) porta a discutere di un concetto molto importante per quanto riguarda il progetto di architettura e la definizione di nuove modalità dell’abitare. La sostenibilità è un elemento fondamentale per determinare i sistemi di sviluppo.  E’ necessario dunque cogliere le opportunità offerte dall’energia e dai limiti di risorse di un pianeta non inesauribile.

Riprendendo le parole di Schumacher in Small is Beautiful è necessario individuare nuovi modi di vivere più intelligenti se vogliamo ottenere un benessere universale. “La domanda dalla quale ho iniziato la mia indagine è la seguente: Ce n’è abbastanza per tutti? Ma da subito incontriamo una prima difficoltà: cos’è ‘abbastanza’? Chi può dirci questo? Certamente non un economista che insegue la crescita economica come valore supremo e quindi non sa cosa sia abbastanza. Esistono società povere che possiedono troppo poco; ma quale è la società ricca che dice: ‘ Alt! Abbiamo abbastanza’? Non esiste…”.

Sappiamo benissimo che i ritmi attuali di sfruttamento delle risorse terrestri sono francamente insostenibili; è stato calcolato che per equilibrare la disparità di utilizzo delle risorse tra i paesi più ricchi e quelli più poveri sarebbe necessario un aumento di oltre dieci volte della produzione mondiale. In relazione a ciò dovremmo imparare a concepire sistemi di sviluppo che consentano un utilizzo minore di risorse, dei consumi dunque più intelligenti e ponderati.

Eco-efficienza ed eco-efficacia

sostenibilità ambientale

Il problema della gestione delle risorse energetiche è in relazione alle nostre cattive abitudini di vita e alla mancata consapevolezza di utilizzare un sistema finito.

Questo vale anche per gli aspetti della progettazione architettonica. Progettare in maniera ecologica evidenzia una rivoluzione nel pensiero di sistemi di sviluppo.  E’ molto importante ad esempio, attraverso il pensiero dell’architetto William McDonough e il chimico Michael Braungart, per i progettisti passare da un principio legato alla eco-efficienza verso un pensiero di eco-efficacia. Ma quale può essere la differenza?

L’eco-efficienza è un concetto apparentemente corretto che però è limitato nel breve tempo perché non ha un impatto così profondo e radicale da avere risonanza nel lungo periodo.  E inoltre è legato ad una concezione tecnica con finalità estremamente pratiche che rendono il funzionamento di un sistema frutto esclusivamente di tecnicismi, lasciando indietro creatività e fantasia.

L’eco-efficacia invece è una modalità che si sviluppa attraverso un concetto diverso, attraverso l’elaborazione di una visione complessiva e una gestione più mirata che può rendere anche sul lungo periodo.

L’architettura e la progettazione possono tracciare strade importantissime verso il progresso e la sostenibilità: partendo dall’uso di materiali ma soprattutto individuando nuovi stili di vita e raffinando la sensibilità ambientale attraverso gestioni virtuose.

L’obiettivo rifiuti zero

Uno degli obiettivi, spesso ambiziosi, citati nei progetti di architettura è la riduzione a zero della produzione di rifiuti.  In relazione a ciò Paul Hawken, giornalista e ambientalista, assegna agli architetti e ai progettisti un ruolo fondamentale: “ Oggi, la creazione di una società a rifiuti zero è un movimento globale sostenuto da migliaia di organizzazioni. La finalità evidente è istituire sistemi ciclici pensati per eliminare i rifiuti, non per gestirli a fine ciclo.” (Paul Hawken, Blessed Unrest: How the Largest Movement in the World Came into Being and Why No One Saw It Coming, Penguin Group, New York,2007).

rifiuti riciclabili

Produrre solo rifiuti riciclabili è un obiettivo importante per la sostenibilità ambientale.

Con questi riferimenti dunque è possibile stilare un sistema di sviluppo coerente con un’etica del limite. E’ necessaria dunque sobrietà nella concezione progettuale a tutte le scale, senza però sminuire o rendere qualitativamente più bassa l’esperienza architettonica. 

In pratica stabilire e conservare uno stile di vita alto essendo consapevoli dei limiti delle risorse non limitate.

Lo studio degli spazi, delle occupazioni, delle abitudini degli abitanti e l’ottimizzazione di ciò è fondamentale per individuare un comparto sostenibile.

Entrare nell’ottica che la Terra non è di nostra proprietà e nemmeno siamo gli unici ad trarne frutto: il nostro pianeta è un sistema condiviso da diversi miliardi di persone e l’impronta della azione individuale è comunque di grande effetto e molto rilevante per l’intera comunità.

L’architettura può dunque incarnare questa idea di sviluppo sostenibile attraverso il suo modo di esprimersi e di rendersi abitabile.

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