I falsi miti sull’eolico sfatati dall’Aper

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energia eolica in italia

L'energia eolica in italia riuscirebbe a soddisfare il fabbisogno di energia di 3 milioni di famiglie. Ma ha tanti oppositori.

E’ recente la diatriba tra Sgarbi e Vendola, governatore della regione Puglia che dichiara di produrre un eccesso di energia pari al 70 % in più rispetto al proprio fabbisogno.  Presto dalla questione culturale si è approdati  sulla “faccenda” dell’impatto ambientale dei campi eolici.

Di passaggio attraverso la campagna foggiana, Sgarbi è rimasto “ferito”, così dice egli stesso,  nello scontro a vento con i campi eolici dauni.

A tal proposito mi viene in mente una pubblicazione vecchia di due mesi, ma, mi pare, attualissima e perfettamente reperibile. Si tratta di un opuscoletto, dal titolo inequivocabile: Windbook.

E’ un lavoro a cura della sezione Aper GranEolico, gruppo afferente all’associazione di produttori di energia da fonti rinnovabili.

Il pamphlet sferra il contrattacco su dubbi e dicerie, consolidate e non, sul tema dell’energia eolica. Senza alcuna remore, questa è l’impressione, mette la penna sui punti caldi della questione: vediamone alcuni.

Eolico e inquinamento acustico

Una critica si può avanzare, si deve forse, ma solo dati alla mano. L’aper GranEolico li ha raccolti. E così emerge che le critiche mosse in ambito di inquinamento acustico sono un po’ vaghe.

Prendiamo un impianto standard, dieci dispositivi da 2MW l’uno, con una interdistanza di 300m l’uno dall’altro. Apprendiamo dall’opuscoletto che a soli tre metri dalla pala si hanno 54db, che sarebbero inferiori a quelli che ci giungerebbero da un’auto in corsa a 100 metri di distanza.

Sono superiori di circa il dieci percento rispetto al rumore della pioggia battente, circa uguali a quelli prodotti da una conversazione a un metro. Certo di non si tratta di un usignolo, ma a conti fatti forse non è una presenza insostenibile come si crede (o come taluni ritengono).

I costi dell’eolico

Anche qui, secondo l’Aper, casca l’asino. L’associazione calcola che per una spesa pari a 34 milioni, parliamo sempre dell’impianto standard di cui sopra, provoca una ricaduta sulle economie locali pari a 7 milioni tra cantierizzazione e esercizio, tra investimenti diretti ed indiretti.

Produzione energetica

Ma quanto è efficiente un impianto eolico? In italia in questo momento il vento elargisce 5850MW l’anno. Parliamo di tre milioni di famiglie italiane (in totale sono circa 22 milioni in totale, ISTAT febbraio 2010) servite esclusivamente da questa fonte energetica. Una risorsa cospicua, dunque, quella in questione.

Ma cosa ne pensano gli italiani?

Sgarbi è un italiano, certamente. Bisogna dargli atto del suo dissenso certo. D’altronde non c’è sondaggio che regga che non tenga conto di parte e controparte. Ma il suo punto di vista sembra essere  in netta controtendenza rispetto all’opinione pubblica. Un sondaggio condotto dall’Ispo stima, infatti, una massiccia fetta di italiani bendisposti verso i “giganti a vento”.

Vediamo come si dispone la popolazione dinanzi ai campi eolici.

In una stima generale vediamo come l’80% delle persone sia favorevole allo sviluppo degli impianti eolici, percentuale che cala per raggiungere il 71% tra chi già vive nei pressi di un impianto.

Alla domanda “l’eolico è un modo valido di convertire un’area abbandonata?” risponde favorevolmente il 65% degli intervistati (57% tra residenti limitrofi ai campi).

Ed anche sulla questione più accesa, l’impatto visivo di un campo eolico,  l’italia ha le idee chiare: Il 68% non ha dubbi e dice di no, un impianto eolico non disturba il paesaggio.

Questi ed altri i punti affrontati nella piccola pubblicazione dell’Aper.

Pale eoliche: i numeri

Quanto è grande una pala eolica? Le altezze variano dai due metri dei microimpianti ad uso privato e i cinquanta delle più grandi tra le pale tradizionali. Quanto produce? I microimpianti hanno dispositivi che possono produrre anche potenze dell’ordine dei KW. Gli impianti tradizionali vanno invece dagli 1,5 ai 3 MW.

Signore e signori: anzitutto, se vi interessa, richiedete on line l’opuscoletto. E poi, se l’eolico vi interessa sappiate che non è necessario  disporre esattamente della piana di Gioiatauro ma è anzi possibile installare un piccolo impianto domestico sul proprio tetto. Come? Fatevi un giro tra gli articoli di AXA.


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