FATHY HASSAN e la sua architettura

In relazione alle considerazioni effettuate a riguardo della architettura dell’area mediterranea è certamente fondamentale citare uno dei più importanti architetti egiziani della storia moderna e contemporanea: Fathy Hassan. Le sue architetture si sono sempre basate sullo sfruttamento di materiali a basso costo e sopratutto su sistemi di raffrescamento naturali di derivazione tradizionale.

Nacque il 23 marzo del 1900 ad Alessandria d’Egitto e si occupò per tutta la vità di progettazione architettonica divenendo uno dei riferimenti fondamentali dell’architettura araba del XX secolo in relazione alla qualità delle sue opere. Uno dei capisaldi filosofici di Fathy è sempre stato l’utilizzo di materiali e tecniche costruttive tradizionali con applicazioni tecnologiche moderne e un approccio legato al tema dell’autocostruzione come fondamento di sviluppo e apprendimento delle tecniche manutentive.

In particolare il suo modo di vedere architettura si basava sull’utilizzo massiccio di tecniche di approccio bioclimatico appunto tradizionali, cioè legate proprio a sistemi, operazioni ed elementi che avessero un legame molto forte con i principi e gli strumenti antichi. Sulla base di numerosi studi su tecniche e soluzioni abitative che potremmo definire radicate e convenzionali ha sviluppato i suoi predicati progettuali. Spesso nei suoi progetti sono riconoscibili fortissimi riferimenti alle caratteristiche degli insediamenti tradizionali: possiamo riconoscere infatti tracciati viari stretti e tortuosi, ampi cortili e giardini interni.

Il progetto a New Gourna

Questo concetto di villaggio compatto, che troviamo per esempio nel suo progetto a New Gourna, è certamente interessante perchè sviluppa il concetto di continuità e contiguità dell’edificato proprio per innescare sistemi di protezione climatica reciproca derivati proprio da esperienze precedenti. In relazione a ciò però nel nuovo insediamento la progettazione è non solo finalizzata alla protezione solare realizzabile mediante un avvicinamento reciproco delle facciate ma anche in funzione di parametri di salubrità dell’area e in relazione ai grandi flussi carrabili.

Scorcio del villaggio di New Gourna.

Scorcio del villaggio di New Gourna.

Una delle caratteristiche peculiari, e a mio modo di vedere straordinarie, del progetti residenziali arabi è legato al concetto di spazio privato/pubblico: l’abitante non ama particolarmente avere aperture verso l’esterno e quindi ritrovare nella promiscuità pubblica il suo spazio privato ma ricercarlo nello spazio superiore, cioè nel cielo. E’ infatti molto diffuso l’uso di cortili interni chiusi in posizione centrale per sottolineare l’importanza dello spazio del cielo ma anche in funzione di regimazione della temperatura interna.

Spesso nelle sue architetture ritroviamo come materiale prevalente il mattone in terra cruda. Questo materiale, oltre ad avere costi di realizzazione molto bassi, consente di ottimizzare le caratteristiche in relazione alle prestazioni che deve garantire: difatti i blocchi di terra e paglia consentono una notevole inerzia termica.

Citando proprio le parole dell’architetto infatti “questo consente che le stanze al piano terreno raggiungano la temperatura massima verso le sette di sera, cinque ore dopo la punta più elevata raggiunta dal calore esterno: viceversa alle otto del mattino, quando le stanze superiori cominciano ad essere faticosamente calde, quelle di sotto sono molto fresche. […] il muro, che resta fresco tutta la mattina, immagazzina il caldo della giornata e lo sprigiona in parte nella camera durante la notte; in questo periodo infatti fa molto più caldo dentro una casa di mattoni di fango che fuori”.

In moltissimi progetti di Fathy è possibile individuare uno spazio interno chiuso (dal latino claustrum) delimitato da blocchi di mattoni spesso allineati a spina di pesce che consentono di schermare gli ambienti da guardi indiscreti ma che consentono il passaggio dell’aria proveniente dall’esterno. Il posizionamento tipico di questi elementi nei progetti dell’architetto egiziano è quello in sommità di corridoi o piccole stanze voltate per consentire un miglioramento delle condizioni climatiche degli spazi interessati.

Il villaggio di New Baris

Uno degli esempi di claustrum più importanti è quello relativo al villaggio di New Baris in cui decine di questi claustrum sono affiancati e realizzano il tamponamento di decine di volte nubiane. La superficie forata dunque consente il flusso dell”aria all’interno degli ambienti interni. Queste aperture lavorano sinergicamente con le torri del vento (malqaf) nel processo di ventilazione naturale.

Preparazione di mattoni in fango.

Preparazione di mattoni in fango.

Ovviamente i sistemi di copertura utilizzati normalmente si riferivano a soluzioni cupolari per diversi motivi di cui si è già trattato in approfondimenti precedenti (in relazione al funzionamento climatico di queste soluzioni molto favorevoli rispetto al clima). Ma in realtà esistono anche ragioni fortemente simboliche.

La cupola rappresenta il cielo, e sappiamo quanto sia importante per la cultura araba ciò, che abbraccia la terra circostante. Quindi la cupola rappresenta il punto di unione tra dimensione celeste e dimensione terrena, tra spazio infinito e spazio chiuso. Infatti, proprio in relazione a questa analogia, non è raro trovare cupole e volte fornite di aperture circolari che rappresentano le stelle (che forniscono luce e aria all’ambiente sottostante).

Si è già parlato in precedenza dell’uso delle torri di ventilazione come strumento efficace per la ventilazione naturale degli ambienti, ma Fathy sviluppo moltissimo anche l’apporto benefico fornito dall’uso dell’acqua per il raffrescamento naturale. Sopratutto nelle sue architetture più pregiate, Fathy propose spesso l’utilizzo di fontane e percorsi d’acqua, di alto valore estetico ma anche funzionale. L’utilizzo dell’acqua però è anche molto interessante in accoppiata al funzionamento delle torri del vento.

L’umidificazione dell’aria fu quindi concepita mediante l’utilizzo di giare di terracotta sospese nel cunicolo della torre o attraverso pannelli di carbone vegetale bagnati. In realtà questo sistema di accoppiata tra torre del vento e contenitori d’acqua non fu quasi mai poi realizzata per problemi di agibilità di posizionamento. “ Nelle scuole di Gourna era stato collocato un piatto di metallo inclinato pieno di carbone e legna che si poteva inumidire mediante un rubinetto; l’aria passava attraverso questo meccanismo e veniva raffreddata prima di entrare nel locale. Il sistema ricorda il salsabil che si trova nelle sale e negli iwan delle vecchie case arabe, una lastra di marmo ondulata su cui gocciola l’acqua di una fontana.[…] A Gourma l’impianto portò a un calo della temperatura di 10 gradi all’interno delle aule”.

Attraverso il sapiente utilizzo di tecniche tradizionali unite al sapere progettuale moderno dunque l’architetto Hassan Fathy si è distinto nella storia della architettura araba e mediorientale come uno dei più brillanti e precursori di un certo di tipo di operatività progettuale indirizzata allo sfruttamento delle risorse naturali e dell’approccio bioclimatico.

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