Foster + Partners un progetto per abitare la luna

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Si è sempre parlato della possibilità di colonizzare altri pianeti del nostro sistema solare, ma forse la possibilità di realizzare qualcosa del genere è davvero ancora troppo remota. Esiste però la possibilità di realizzare un’abitazione sul satellite a noi più vicino, cioè la luna. Ed è proprio di questo progetto che si occuperà lo studio Foster + Partners in consorzio con l’istituto dell’Esa (Agenzia Spaziale Europea).

L’idea è quella di realizzare, utilizzando una stampante 3D, una base lunare grazie all’aiuto di Apple e dell’università d’ingegneria Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa.

Lo studio Foster + Partners (già noto per aver realizzato il futuristico campus di Apple e l’altrettanto futuristico aeroporto per voli spaziali turistici Spaceport America) afferma che la fattibilità di questo progetto esiste, e che i tempi di realizzazione dello stesso non dovrebbero essere troppo lunghi.

La base lunare di Foster + Partners 

Costruire abitazioni sul suolo lunare forse non sarà più solamente materiale fantascientifico. La ricerca condotta da Foster + Partners, in collaborazione con l’Istituto Esa, sta – per prima cosa – valutando la possibilità di utilizzare come materiale da costruzione direttamente del suolo lunare.

Abitare la luna non sarà più fantascienza

Abitare la luna non sarà più fantascienza

Scegliendo il suolo lunare come materia prima si risolverebbe sicuramente uno dei principali problemi riscontrati in un progetto di questo tipo, cioè il difficoltoso trasporto di materiali.

Il progetto in via di elaborazione prevede la realizzazione di una base lunare che potrebbe ospitare quattro persone. L’involucro realizzato dovrà essere in grado di proteggere gli abitanti da eventuali meteoriti, dai raggi gamma e dalle enormi escursioni termiche presenti sul suolo lunare.

Il progetto 

L’ipotesi di progetto sarà una base lunare originata da un modulo tubolare che si suppone possa essere trasportato fino alla luna utilizzando un razzo. Dall’estremità di questo tubolare ci sarà una cupola gonfiabile da utilizzare come struttura di supporto all’intera costruzione. Sopra questa struttura gonfiabile si prevede infatti la sovrapposizione di stati di regolite, un materiale di origine lunare.

La scelta di questo materiale lunare deriva da esperimenti già condotti sulla regolite a partire dagli anni Sessanta e Settanta, ed è proprio da questi studi che è nata l’idea di realizzare una struttura proprio in materiale già presente sul luogo.

Oltre a garantire la totale robustezza della struttura è importante ridurre al minimo la quantità di legante da utilizzare.

L’aspetto più delicato dell’intero progetto riguarda infatti l’utilizzo di materiali in forma liquida; per questo motivo il progetto prevede la realizzazione di un guscio costituito da una struttura cellulare chiusa molto simile ad una schiuma.

Si prevede la realizzazione di questo progetto al polo sud della Luna, in questa posizione è possibile avere una condizione di luce solare continua.

Stampa 3D

Un modello tridimensionale di base lunare

Stampa 3D

La stampa tridimensionale è un campo ancora poco conosciuto ma che sta prendendo sempre più piede.

La realtà ormai supera la fantasia e la possibilità di realizzare e stampare interi palazzi in 3D non è più solo mera fantascienza. Dopo aver constatato che risulta possibile utilizzare del terriccio lunare per realizzare intere strutture sufficientemente resistenti il problema di base potrebbe essere solo di tipo logistico.

Per ora è stato realizzato un modello, in simil polvere lunare, utilizzando una stampa tridimensionale fornita da Monolite, un’azienda con sede nel Regno Unito che ha messo a disposizione la sua D – shape.

Base lunare progettata da Foster  + Partners

Base lunare progettata da Foster + Partners

L’inchiostro utilizzato per la realizzazione di questo modello è del basalto di origine vulcanica dell’Etna, simile per circa il 99,8% alle sabbie presenti sul territorio lunare. In questo modo è stato possibile generare strutture molto simili a sistemi naturali e biologici.

Il modello infatti simula alla perfezione quanto si  può effettivamente trovare sul suolo lunare.

L’azienda Monolite per ora comunica che per realizzare circa due metri di struttura servirà circa un’ora, ma sono possibili sostanziali margini di miglioramento.

L’obiettivo dell’Esa è quello di iniziare con la costruzione di una base su suolo lunare per poi riproporre il medesimo modello in ambienti più estremi ed inospitali, come per esempio il pianeta Marte.

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