Il FOTOVOLTAICO del futuro si spalma e si ricicla

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Costanti novità dal mondo del fotovoltaico: le news arrivano dall'Italia e dagli U.S.A.

Siamo in un momento decisivo per il nostro paese (e forse anche oltre). Il pannello sul tetto che scotta desta l’attenzione di tecnici e ricercatori, e desta anche quella dei cittadini, attenti a capire se e come è opportuno investire in Energia.

Visto che parte delle nostre bollette va destinato alle energie “rinnovabili e nucleari” è indispensabile avere le idee chiare, come cittadini e come nazione.

Intanto da più parti l’impegno su tutti i fronti del fotovoltaico galoppa. A Torino uno start up universitario sostenuto dal comune di Settimo Torinese studia da anni i meccanismi della fotosintesi clorofilliana.

Il risultato è una applicazione tecnica per la produzione di energia: si tratta di pannelli organici e colorati.

Pannelli fotovoltaici colorati

I ritrovati, infatti,per la produzione di energia non utilizzano il silicio, ma elettrodi di pasta di biossido di titanio nanometrico intrisa con un colorante organico foto sigillato con due superfici in vetro conduttore.

I colori saranno determinati da additivi diversi: vetri azzurri o verdi avranno al loro interno coloranti a base di mirtillo, l’argilla colorerà invece i pannelli gialli.

Oltre a queste simpatiche declinazioni, i vantaggi sostanziali ci sono. Ma, ahinoi, anche qualche, speriamo superabile, svantaggio.

Produzione e smaltimento dei pannelli fotovoltaici

Si prevede che la produzione del nuovo pannello sarà avvantaggiata dalla facilità nel reperire le materie prime. Abbattimento dei costi di produzione, quindi, dettata dalla sostituzione sopra citata.

Gli studiosi parlano di costi di smaltimento irrisori, ma su questo punto aspettiamo i dettagli.

Efficienza del fotovoltaico del futuro

I nuovi pannelli fotovoltaici sono in grado di funzionare sia a luce diretta che soffusa. Questo riduce notevolmente la caduta delle prestazioni dovuta al surriscaldamento.

Però i rendimenti rimangono al di sotto di quelli del pannello tradizionale: se alla luce diretta possiamo avere circa 40w per metro quadro (cioè circa il 30/40% rispetto ai pannelli al silicio), quando operano a luce soffusa scendono sul 30/35%.

I vantaggi sono comunque molteplici. I dispositivi potranno anche essere applicati su supporti flessibili e questo consentirebbe una possibilità d’impiego molto vasta.

Il punto dunque sarà mettere sul piatto della bilancia aspetti vantaggiosi e non.

Comunque avremo presto delle risposte dal momento che i primi prototipi saranno installati già da quest’anno, per passare alle installazioni definitive previste per il 2013.

Buone nuove dagli USA

Alla University of Texas, ad Austin. Si lavora ad un progetto “stravagante” (anche se stravagante, quando si parla di ricerca, forse è un termine improprio).

Grazie a ricerche condotte su un polimero, il diseleniuro di rame, indio e gallio (CGIS ne è acronimo inglese) al traguardo si vede una vernice fotovoltaica.

Alcuni impieghi sono facili da immaginare, se pensiamo che la vernice è applicabile su vetro, plastica ma anche tessuto (peno alle tende, per esempio). In questo modo a progetto ultimato il mercato vanterà un prodotto con un costo di installazione nettamente inferiore al tradizionale.

Prestazioni del fotovoltaico spray

FOTOVOLTAICO SPRAY

Tra le componenti dei pannelli "organici" anche coloranti estratti dal mirtillo.

Siamo ormai abituati all’idea che in molti casi nel campo fotovoltaico  i nuovi progetti lascino a desiderare quanto a  rendimenti.

Purtroppo anche questa volta devo confermare la difficoltà di questo studio a raggiungere efficienze paragonabili alle tradizionali installazioni.

Pensate che in questo caso l’efficienza raggiunta è pari al 3%, e si ambisce a raggiungere nel breve periodo solo il 10.

Va sottolineato che il gruppo di ricerca fa capo a Brian Korgel, chimico dei nanomateriali. E infatti in tal senso va letto lo studio.

Prima di arrivare al prodotto finito ci vorranno ancora anni e, come sempre accade in questi casi, si attueranno collaborazioni tra gruppi di diverse competenze atte a portare “in scena” un prodotto ultimo con buone prestazioni sotto più punti di vista.

Nel frattempo permettetemi di compiacermi: nel nostro paese, e anche fuori, la crisi economica attraversata ha portato una riduzione massiva delle risorse destinate alla ricerca. Non è di questo che mi compiaccio, è ovvio, ma di questi ed altri esempi che, probabilmente tra mille difficoltà, navigano in direzione contraria.

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