Fotovoltaico galleggiante: acqua e sole per produrre energia

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Il problema delle energie rinnovabili

Tocchiamo oggi, seppur sfiorandoli, argomenti caldissimi dell’attualità: le energie rinnovabili, la scarsa disponibilità di spazi (a costi, peraltro, crescenti) e la terra d’Israele.

La produzione energetica tramite fotovoltaico sembra essere la forma “più amata dagli italiani”: tra controversie, incentivi e decreti sta di fatto che parte della superficie del territorio italiano è stata destinata all’impianto di pannelli fotovoltaici. Qualche voce si è levata per riflettere sull’efficienza di queste strutture e, forse soprattutto, sulla reversibilità della destinazione d’uso della superficie interessata.

Altra fonte oggetto di controversie, oltre all’eolico, è la biomassa e l’impiego di terreni coltivabili per la produzione di biofuel.

Si riflette sull’eticità di una coltivazione destinata alla produzione di energia per i paesi sviluppati quando vi sono territori che necessitano di colture alimentari. Io, dal canto mio, mi domando: non basta guardare nei nostri traboccanti cassonetti per rendersi conto che forse il problema non è la produzione ma, azzardo, nella distribuzione?

La compagnia punta ad una produzione energetica sui 320 MW, paragonabile dunque ad una piccola turbina a gas naturale.

Un impianto fotovoltaico su piattaforma galleggiante a Israele

energie rinnovabili, Veniamo ora al terzo punto: la terra é Israele. La Solaris Synergy, azienda israeliana operante da un anno nel campo delle rinnovabili, ha brevettato un sistema fotovoltaico galleggiante. Progetto consistente già di per se’, decisivo se si considera il tremendo problema “spazio” per quel che riguarda quell’area della terra (e le aree ad essa contigue).

Un impianto fotovoltaico su piattaforma galleggiante, oltretutto munito di sistema autonomo di raffreddamento, sembra aver risolto il problema

Il sistema esoergonico è stato brevettato su corsi d’acqua dislocati in diversi punti adiacenti i territori Israeliani. Si tratta di corsi d’acque reflue bonificate e, tiene a sottolineare il CEO Yossi Fisher, la tipologia di acqua non influisce in alcun modo sulle prestazioni finale dell’apparato.L’azienda si è così sottratta alla rigida regolamentazione della Israel Lands Administration, afferendo così direttamente alle autorità locali.

La strategia dichiarata dalla Solaris Synergy è quella di affermarsi in territorio israeliano per poi ampliare il proprio mercato nel mondo certa, com’è, che oltre a se’ stessa vi siano poche realtà in grado, al momento, di raggiungere e sviluppare progetti similari, di pari entità e portata. Vedremo.

Un nodo focale della tecnologia è il sistema di raffreddamento a evaporazione: il sistema, autonomo e autoalimentante, consente un raffreddamento costante ed a costo di esercizio pari a zero, funzionante 24 ore al giorno.

La temperatura costante è molto vantaggiosa per questo tipo di impianti. In primis l’innalzamento della temperatura delle celle determina una caduta delle prestazioni, e poi, eliminando il ciclo quotidiano delle temperature fluttuanti si riduce considerevolmente lo stress dei materili di cui i semiconduttori dei pannelli sono costituiti. Inoltre la possibilità di controllare la temperatura consente l’impiego di pannelli siliconici, i meno costosi sul mercato, a detta di Fisher.

La disposizione a filo d’acqua consentirebbe, inoltre, un sistema semplificato di inseguimento del sole: la piattaforma necessita solo di un inseguitore solare capace di esporla alla radiazione diretta tutto il giorno.

I sostenitori per ora si contano sulle dita di una mano: si tratta del governo nazionale, che ha elargito a inizio anno una borsa di studio di ricerca al progetto, ed una ditta privata negli Stati Uniti. L’azienda è alla ricerca di nuovi finanziamenti esterni.

Fotovoltaico galleggiante

Fotovoltaico galleggiante

Obiettivo finale sarebbe quello di raggiungere, in tal modo, i costi sul mercato dell’ energia da combustibili fossili. Al momento i costi di capitale si aggirano sui 5$ per Watt e si mira a dividerli per 5 entro il 2013.

Intanto la giovanissima azienda si è posizionata al secondo posto nel Clean Tech Open Ideas Competition. In cima al podio è andato un progetto danese inerente i materiali da costruzioni superleggeri.

Adesso,cari lettori, rivolgo il mio invito a tutti affinchè vi sia una informazione il più diffusa possibile per ciò che riguarda tutte le forme di produzione di energia. D’altronde a Giugno ci attende l’espressione di un parere referendario in materia anche energetica. E’ bene, in questi casi, esprimere la propria volontà nella maniera più consapevole possibile.

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2 Responses to Fotovoltaico galleggiante: acqua e sole per produrre energia

  1. Non occorre andare all’estero per vedere un impianto fotovoltaico galleggiante..anzi! il più grande d’europa se non al mondo lo abbiamo proprio in italia, frutto di tecnologie e materiali interamente italiani!!
    guardate qua:
    http://www.ipannellifotovoltaici.com/impianti_fotovoltaici_pontili_galleggianti.htm

    sembra un’astronave!

    mauro
    04/05/2011 at 00:30
    Rispondi

    • si ha ragione, il sistema messo a punto in Israele però differisce per la tecnologia dei materiali utilizzati ed inoltre per il sistema “liquid cooler” a costo zero!

      Ing. Paola DAluisio
      09/05/2011 at 09:15
      Rispondi

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