Un museo per Jean Cocteu

Novembre 2011 è stato un mese importante per la città di Mentone in quanto ha visto l’inaugurazione del nuovo e grande museo dedicato all’artista poliedrico Jean Cocteau.

La struttura futurista si può considerare un vero e proprio omaggio all’artista in quanto Jean Cocteau si ricorda proprio per la sua grande personalità sfaccettata.

Il nuovo museo è stato progettato dall’architetto Rudy Ricciotti con l’aiuto, per quanto riguarda la parte museografica, di Elizabeth De Portzo.

La struttura è stata realizzata dopo soli tre anni dalla vincita del concorso indetto per la creazione di questo nuovo polo museale.

Il museo com’è oggi, entra a far parte di un triangolo dedicato all’artista, infatti si trova dov’è presente il bastione di Mentone, donato dal sindaco della città a Jean Cocteau, come ringraziamento per l’affresco realizzato nella sala dei matrimoni del municipio.

Vista a volo d'uccello Museo Jean Cocteau

Il bastione diventò nel 1966 un piccolo museo dedicato a Jean Cocteu e oggi, anche dopo l’apertura ufficiale di questo grande progetto, resta il primo luogo-memoria dell’artista.

L’architetto Ricciotti per la creazione della sua grande opera ha ritenuto molto importante conservare il rapporto molto forte tra la città e il contesto, generando sì un elemento di rottura, ma che comunque potesse allo stesso tempo rappresentare un edificio appartenente alla comunità insediata.

Proprio per conservare un aspetto “mediterraneo” l’involucro esterno del museo ricorda un serie di tentacoli in grado di proteggere e conservare l’interno.

Il guscio infatti, è uno degli aspetti più curiosi dell’intero progetto sia per la forma che per il significato.

La struttura, di pianta trapezoidale, si snoda attraverso 42 insenature che proteggono e avvolgono la struttura perimetrale realizzata in vetro oscurato.

Inoltre i “tentacoli” che si aprono a partire dal piano della copertura, scendono verso terra trasformandosi nei pilastri che scandiscono un gioco di vuoti e pieni molto interessante.

Per creare questa soluzione, l’architetto si è dovuto far produrre una serie di stampi in polistirolo espanso, un materiale conosciuto per la sua indeformabilità e per la sua resistenza alle sollecitazioni.

Si tratta di una grande opera architettonica che si contraddistingue per il gioco di tre importanti materiali: l’acciaio, il cemento e il vetro.

Una struttura che, per quanto risulti moderna e contemporanea, cerca di rimandare a tempi antecedenti. Un contrasto che genera forza rappresentativa.

Il progetto di Rudy Ricciotti

Particolare costruttivo struttura involucro esterno

Il progetto realizzato in tre anni, è costato circa 14 milioni di euro, una cifra sicuramente non contenuta.

Si tratta di un complesso che attualmente occupa una superficie di 2700 mq e si snoda su due piani differenti.

Al primo livello è stata predisposta la collezione permanenete con più di 1800 quadri tra cui 990 di Jean Cocteau e i restanti di importanti artisti del calibro di Modigliani, Picasso, De Chirico e Mirò.

La superficie pensata per la collezione permanente si aggira intorno ai 700 mq mentre la restante è stata progettata per ospitare espozioni temporanee, caffetteria e bookshop.

Interno del Museo di Jean Cocteau

L’altro livello, al piano interrato ospita un archivio consultabile, uffici e l’atelier pedagogico.

Per il resto le sale e le esposizioni si snodano attraverso un’organizzazione labirintica, proprio come la personalità sfaccettata dell’artista.

Un altro gioco di forma molto importante è proprio quello riguardante le 42 insenature che consentono al visitatore di alzare lo sguardo e vedere costantemente il cielo e l’intorno.

In questo modo il fruitore dello spazio, si sente turista di un luogo e non solo di un museo.

Inoltre a Sud la luce intensa spezza l’involucro protettivo, grazie ad un gioco chiaroscurale che attraversa la materia per entrare in contatto con le opere.

Un’altra scelta non di minore importanza riguarda l’altezza dell’edificio ridotto rispetto al contesto. L’intento dell’architetto Ricciotti è quello di cercare di conservare un equilibrio urbanistico, fungendo anche da elemento di ricucitura con l’intorno!

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