La Metropolitana di Napoli firmata Karim Rashid

Un’altra opera assolutamente strabiliante progettata dal designer Karim Rashid.

Come sempre l’opera è assolutamente riconoscibile per l’estetica, la stravaganza e l’aspetto futuristico e irreale che solo Karim Rashid sa dare.

Solitamente parlo di lui nell’ambito del design d’interni, dove mostro come il designer cerchi sempre di risolvere le esigenze della società in un modo assolutamente particolare ed affascinante.

La cosa che colpisce del designer è la ricerca meticolosa di rispondere alla funzionalità, senza rinunciare in alcun modo alla bellezza del prodotto.

Spesso infatti, questi tipo di designers, dimenticano l’aspetto funzionale, per dare maggiore spazio all’impatto sensoriale che il prodotto deve offrire al fruitore. Il che porta ad una diminuzione progressiva della qualità.

Karim Rashid invece non rinuncia a nulla, realizzando oggetti studiati a 360° che colpiscono lo sguardo, lasciando tutti a bocca aperta, anche chi li critica.

Oggi voglio parlarvi di una delle sue “ultime creazioni”, di fattezza tutta italiana.

Metropolitana di Napoli

Metropolitana di Napoli: scale mobili e collegamenti per lo smistamento dei passanti

Si tratta della “Stazione dell’Arte” della metropolitana di Napoli. Un’opera impensabile fino a quando non la si vede.

Si tratta di un ambiente composto da pareti curve, colori glossy ed elementi appartenenti al design più estremo. Un ambiente futuristico nato per catturare l’attenzione, ricercato per dare un significato inequivocabile della parola “Arte” e per accompagnare il passante, sempre di fretta, in un viaggio sensoriale nuovo, fatto di colori e forme.

Non si può definire né un’opera di design, né un’opera architettonica, penso che si tratti più che altro di un grande quadro tridimensionale da osservare da diversi punti di vista.

Il progetto delle Stazioni dell’Arte

La costruzione di questa stazione è nata dall’esigenza da parte della città di Napoli, di costruire alcune linee metropolitane; proprio per questo la città partenopea ha dato vita al progetto delle “Stazioni dell’Arte”, che consiste nell’abbellire le differenti fermate della metropolitana, con ambienti aventi forti richiami artistici, scultorei e decorativi.

Il progetto delle “Stazioni dell’Arte” cerca di portare l’arte alla portata di tutti. Un evento pubblico che deve essere visitabile da chiunque; ammirare l’arte senza tanti problemi e senza bisogno di molto tempo, giusto quello di una fermata!

La stazione studiata da Karim Rashid è assolutamente da vedere per poter meglio comprendere ciò che egli ha realizzato. Si tratta della fermata tra Corso Umberto I e la via Marina, una zona molto frequentata anche dai turisti.

Karim Rashid con altri grandi nomi dell’architettura e dell’arte, ha preso spunto dalla nuova generazione, cercando di concepire un progetto innovativo, vicino alle nuove tendenze digitali, virtuali e multiface.

L’intento è quindi di portare l’astratto in un ambiente reale, vivibile.

Dall'atrio ai treni per un viaggio basato sull'ingegno

Il progetto segue un percorso logico che, ovviamente si concentra sul normale percorso che il fruitore fa, quando utilizza la metropolitana.

Arrivando sulla banchina di stallo la struttura è razionale; solo quando si accede all’atrio è possibile iniziare a godere di uno spettacolo di colori vivaci e accesi. L’ambiente comincia a trasformarsi anche nelle forme, non si tratta più di seguire le regole imposte da una società sempre più frenetica; diventa a questo punto importante seguire la fantasia, ammorbidendo le forme in modo sinuoso e curvilineo.

Karim Rashid cerca nelle forme di riproporre l’ingegno tra sinapsi e scatti nervosi.

Una struttura completamente assurda che si scompone attraverso la presenza di panchine ed elementi utili per la corretta fruizione degli ambienti.

Attraversato l’atrio si arriva alla fermata vera e propria della metropolitana che si concentra maggiormente sull’aspetto dell’immagine. L’ambiente è più calmo, le luci sono più tenue ed una serie di opere digitali, più o meno famose, intrattiene il passante durante la sua breve attesa.

Ogni panchina è diversa dall’altra in modo da continuare la stimolazione sensoriale del fruitore.

Ogni ambiente ha grafiche e materiali di impatto, come la plastica lenticolare, le immagini digitali 2D e 3D e le parole led.

La stazione è concepita come un viaggio da compiere, proprio come l’utilizzatore che ogni giorno compie un percorso specifico per recarsi nei luoghi prestabiliti.

Il concetto ovviamente viene riformulato in modo eccessivo, cool, estremamente forte, non solo da vedere, ma soprattutto da vivere.

Si tratta di un’opera contemporanea che raggruppa l’arte, l’architettura ed il design secondo un unico grande schema astratto, che può essere concepito in migliaia di modi.

Ogni persona infatti, può dare un significato, può concepire idee differenti ed essere stimolato in moltissimi modi diversi, il tutto in un unico grande spazio.

Penso che quest’opera sia la conclusione di un connubio riuscito tra mondi molto diversi che vanno dal razionale più estremo all’astratto più assurdo!

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