La mobilità sostenibile: un obiettivo perseguibile

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Lo sviluppo tecnologico che ha caratterizzato il XX secolo ha provocato il rapido diffondersi dell’automobile e la conseguente trasformazione della struttura delle città, queste hanno avuto la necessità di dotarsi delle infrastrutture e dei servizi indispensabile a sostenere il traffico in continuo aumento (parcheggi, aree di sosta, carreggiate più larghe, ecc.) sacrificando aree verdi, piste ciclabili e servizi per ciclisti e pedoni.

Verso una città sostenibile

Con l’aumento del prezzo del petrolio e dei costi delle assicurazioni delle automobili, ed anche grazie alla sempre maggiore sensibilizzazione da parte dei mezzi di informazione sulla necessità di creare un sistema sostenibile che riduca l’inquinamento per assicurare un futuro alle prossime generazioni, nelle maggiori città italiane si è riscontrato un notevole incremento dell’utilizzo della bicicletta, soprattutto per quanto riguarda il percorso casa-lavoro e per i brevi spostamenti urbani; per la prima volta infatti, dopo oltre 50 anni, gli anni 2011 e 2012 hanno segnato una significativa inversione di tendenza: le biciclette vendute hanno infatti superato il numero delle automobili di oltre 2.000 unità.

Parcheggio multipiano per biciclette nel centro di Amsterdam

Parcheggio multipiano per biciclette nel centro di Amsterdam

Questo trend dovrà provocare una metamorfosi delle città, queste dovranno adeguarsi alle esigenze di chi ha scelto la bici come mezzo di trasporto.

Mobilità sostenibile

Nel rapporto redatto da Legambiente, presentato nel 2010 a Padova, emerge come l’Italia sia uno degli stati europei più arretrati sulla questione della mobilità ciclo-pedonale. In tutto il nostro paese sono finora stati realizzati poco più di 3000 km di piste ciclabili, dato ancora molto distante da quelli che sono gli esempi europei più virtuosi, quali Olanda e Danimarca, nelle cui rispettive capitali la rete ciclabile ha raggiunto rispettivamente la quota di 400 e 320 km; ad oggi la più diffusa rete ciclabile realizzata in Italia appartiene a Torino con 175 km di percorsi riservati seguita da Roma con appena 115 km.

La città si trasforma: gli interventi concreti

Per effettuare una trasformazione di successo è indispensabile che le amministrazioni comunali intervengano in modo concreto ponendosi alcuni obiettivi, che puntino a incentivare l’utilizzo di mezzi di trasporto pulito, quali:

      • Realizzazione di parcheggi ed infrastrutture idonee. La rete di piste ciclabili deve essere continua all’interno del tessuto urbano, al contrario di ciò che accade oggi dove i ciclisti devono imbattersi in continue interruzioni, molte volte pericolose; realizzare, ove sia possibile, percorsi ciclabili separati dai percorsi veicolari per mezzo di “barriere” in modo tale da garantire la sicurezza di entrambe le categorie di utilizzatori della strada senza il rischio di invasione da parte delle automobili; realizzare, come già accade in molti stati del nord europa, intersezioni a precedenza ciclabile o creando in prossimità degli incroci più pericolosi sovrappassi o sottopassi; incrementare e realizzare nuove zone di sosta; creare delle reti ciclabili intercomunali e turistiche; mantenere puliti ed in efficienza per mezzo di un costante monitoraggio i percorsi, programmando inoltre una periodica manutenzione.
        Esempio di pista ciclabile senza barriere di separazione col traffico veicolare

        Esempio di pista ciclabile senza barriere di separazione col traffico veicolare

         

      •  Diffondere e promuovere iniziative e campagne di sensibilizzazione educative (soprattutto nelle scuole) per insegnare il codice della strada ed i vantaggi dell’utilizzo diffuso della bicicletta come mezzo di trasporto.
      • realizzare dei nodi di interscambio in cui sia possibile sia depositare la propria bicicletta in luogo sicuro, in prossimità delle fermate o delle stazioni, per utilizzare il trasporto pubblico sia dotando i mezzi pubblici (bus, treni, metro, ecc.) di spazi o vagoni in cui sia possibile trasportare con sé  il proprio veicolo a due ruote.
      • Favorire la diffusione capillare del bike-sharing, a cui hanno già aderito oltre 150 comuni italiani con circa duecentomila utenti e seimila bici messe a disposizione dell’utenza. Questo sistema consente, anche a chi non possiede un mezzo proprio, lo spostamento all’interno del territorio urbano 24 h su 24, con la bicicletta che viene prelevata da una delle postazioni cittadine di deposito e lasciata in qualsiasi altro deposito della città a tariffe convenienti (a Torino sono attualmente attive 116 postazioni ed il prezzo è di 1 euro ogni mezzora di utilizzo).
Mobilità sostenibile

Esempio di buona prassi per la realizzazione di piste ciclabili separate dal traffico veicolare

      • Disincentivare la mobilità motorizzata privata, con la creazione di vere e proprie “isole” ciclo-pedonali, diffondendo le “zone 30” nei centri urbani riducendo la velocità massima di percorrenza, impedendo l’ingresso in alcune zone della città per le automobili (ZTL, pedaggi di ingresso, ecc.).

Con una politica comunale e sovra comunale realmente impegnata alla creazione di una mobilità sostenibile si potrebbe raggiungere anche in Italia il livello già raggiunto da numerose città Europee in tempi contenuti, riducendo in modo significativo l’inquinamento ambientale e migliorando, conseguentemente, la qualità della vita quotidiana.

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