Museo d’Arte Contemporanea di Meier a Barcellona

Nel corso degli anni novanta nella capitale della Catalogna, fu promossa la realizzazione di un nuovo museo di arte contemporanea, che precedentemente trovava posto nei pressi dell’edificio del parlamento catalano, per valorizzare maggiormente il patrimonio storico e artistico della zona.

Per questa ragione nell’aprile del 1988 fu creato il consorzio del museo d’arte contemporanea di Barcellona che aveva come obiettivo la creazione e la gestione di un nuovo museo che potesse divenire rappresentativo delle creazioni di arte contemporanea.

Il museo doveva avere una vocazione internazionale con particolare attenzione proprio all’arte catalana. Per poter permettere ciò fu predisposta la realizzazione di un nuovo centro museale che ospitasse una collezione permanente e un centro ricerche. Fu dunque stabilito che sarebbe stata responsabilità del Generalitat e del consiglio cittadino finanziare la costruzione del nuovo museo.

Fu scelto per la progettazione del nuovo edificio l’architetto statunitense Richard Meier, che con il suo modello di architettura avrebbe rappresentato al meglio gli obiettivi del progetto.

Museo d’Arte Contemporanea di Meier a Barcellona

Vista esterna del Museo d’Arte Contemporanea di Meier a Barcellona

L’architetto Richard Meier 

Richard Meier ha svolto i suoi studi di architettura presso la Cornell University a New York e si laureò nel 1957. Nello stesso anno cominciò a lavorare con Frank Grad e aprì il suo studio personale nel 1963. E’ stato docente presso diverse università americane e i suoi progetti sono stati oggetto di numerose mostre ed esibizioni. Tra le sue opere più importanti possiamo citare diversi edifici residenziali (Casa Smith nel 1967 a Darien, Casa Weinstein a New York, Casa Douglas a Harbor Springs nel Michigan) e una serie di progetti per musei come ad esempio L’High Museum of Art ad Atlanta, il museo di Villa Strozzi di arte Moderna a Firenze (1973), il New Harmony Athenaeum nell’Indiana (1975-1979), il Museo di arti decorative a Francoforte (1979-1984). Proprio per la sua esperienza in ambito museale fu scelto per la realizzazione del nuovo edificio a Barcellona che ospitasse la collezione di arte contemporanea.

Il progetto del Museo d’Arte Contemporanea di Meier

Il progetto di Meier del museo catalano fu concepito con il caratteristico linguaggio architettonico plastico che costituisce la poetica del progettista, basata su un razionalismo pulito che combina curve e linee in un sistema armonico tra spazi interni ed esterni con significativi giochi di luce.

Il progetto si sviluppa su una area di 1500 x 600 metri circa e si caratterizza per la presenza di un grande elemento centrale a pianta circolare che si staglia imponente, creando uno spazio da cui poi si articolano i vari spazi del museo.

luce naturale

Vista interna del museo.

La luce naturale come costante nella progettazione

Una delle costanti, come già in precedenza detto, dei progetti di Meier è l’integrazione e l’uso della luce naturale come elemento caratterizzante del progetto per generare nuovi spazi e percezioni.

In tutti gli spazi del museo la luce naturale il cui ingresso è governato da una sapiente distribuzione di aperture vetrate si costituisce come elemento fondamentale.  Insieme ad esse è stato predisposto inoltre un grande atrio a forma di galleria verticale parallelo alla facciata principale che aiuta a filtrare la luce e a diffonderla nelle varie aree del museo.

Anche gli spazi di circolazione interni si sviluppano intorno a questo elemento attraverso diverse rampe che permettono di raggiungere i diversi piani e mediante un corridoio che consente al visitatore di accedere alle singole stanze. Il grande atrio ha anche la funzione di collegamento tra lo spazio interno e gli spazi esterni in Placa dels Angels. Grazie proprio alla realizzazione del Museo di Arte Contemporanea e al vicino Centro di Cultura Contemporanea quest’area, un tempo caratterizzata da un certo degrado, è diventata in breve tempo il fulcro culturale della città.

Architettura e tecnologia

Il piano posto in sommità dell’edificio è quello che si sviluppa maggiormente in altezza per sfruttare la presenza della luce zenitale e conferire grande spaziosità agli ambienti. Inoltre l’edificio oltre ad avere una straordinaria qualità architettonica possiede le più innovative tecnologie di controllo ambientale (luce, umidità, temperatura) e relative alla sicurezza attraverso un complesso sistema computerizzato che consente di gestire e stabilire un controllo efficace dell’organismo edilizio.

L’edificio inoltre concilia una notevole pulizia formale con una ricca selezione di tecnologie e materiali utilizzati; per quanto riguarda i rivestimenti esterni sono stati realizzati in alluminio laccato (coperture), stucco, granito nero e pavè. Per quanto riguarda invece gli spazi interni è stato utilizzato rivestimento ad intonaco, granito nero, marmo nero e diverse tipologie di materiale ligneo.

Gli ambienti interni sono straordinariamente luminosi e conferiscono all’intero edificio notevole bellezza e leggerezza e fanno del Museo di  arte contemporanea di Barcellona uno dei più significativi interventi architettonici degli anni ’90 del secolo scorso.

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