Nuove detrazioni fiscali, 50% per le opere di ristrutturazione

Finalmente una buona notizia per chi vuole intraprendere lavori di ristrutturazione, sarà infatti possibile ottenere maggiori sgravi fiscali e il raddoppio della soglia massima di spese detraibili. Queste novità sono tra le più importanti da segnalare all’interno del nuovo decreto incentivi proposto dal ministero delle Infrastutture pochi giorni fa.

Sgravi fiscali per muovere l’economia

Questa nuova proposta si inserisce all’interno dei provvedimenti auspicabili dal nuovo governo per cercare di far muovere l’economia nel nostro Paese. Come sempre si cerca si partire dall’unico bene al quale ogni italiano non vuole rinunciare, cioè la propria abitazione.

Ministero infrastrutture e trasporti

Ministero infrastrutture e trasporti

In base alla bozza del decreto appena presentato pare che le norme relative agli sgravi fiscali del 55% saranno mantenute, rinnovate, e fortunatamente rese permanenti.

Modifiche sostanziali anche per gli sgravi fiscali del 36%. In questo caso si cerca di fare un ulteriore passo avanti potenziando l’aliquota dal 36% fino al 50%. In ultimo si prevede anche un sostanziale rinnovamento per quanto riguarda il tetto di spesa, la cifra sarà addirittura raddoppiata: dai 48 mila euro attuali si passerà addirittura ai 96 mila euro.

Incentivare la ripresa

L’intento del ministero nel proporre questa importante modifica è volto a favorire gli interventi di ristrutturazione edilizia nella speranza, speriamo esatta, di incentivare il più velocemente possibile la ripresa del mercato. Visto che comunque l’edilizia è da sempre considerato un settore di punta per la crescita del Prodotto Interno Lordo Nazionale.

Nuove detrazioni fiscali

Nuove detrazioni fiscali

Dando un primo sguardo alla bozza del decreto proposto, e alla relazione tecnica allegata allo stesso, pare che le novità non si esauriscano con gli incentivi fiscali appena descritti.

La ripresa auspicata infatti non dovrà coinvolgere solamente il cittadino che decide la ristrutturazione, tra i settori coinvolti nelle ricadute positive ci saranno infatti a industriali e costruttori, questo grazie all’elaborazione di norme ad hoc. Sarà per esempio eliminato il limite di età per le S.r.l. semplificate. Nella proposta del decreto incentivi c’è anche la volontà di attirare capitali privati per la realizzazione di grandi opere e infrastrutture grazie soprattutto a tassazioni agevolate su questo tipo di investimenti e strumenti più sofisticati come i project bond.

Incentivi per l’efficienza energetica con la detrazione IRPEF al 55%

Come abbiamo già sottolineato in precedenza per quanto riguarda il sostegno all’efficienza energetica il decreto incentivi propone la riconferma del bonus di detrazione IRPEF pari al 55%. Per quanto riguarda il tetto massimo di spesa questo cambia a seconda della tipologia di lavori sostenuti. Per gli impianti di condizionamento il tetto di spesa sarà di 100 mila euro, per gli infissi 60 mila euro, così come per i pannelli solari e fotovoltaici, per le caldaie a condensazione il tetto massimo sarà invece di 30 mila euro.

Una boccata d’ossigeno per il mercato immobiliare

Un atro settore toccato da questo decreto incentivi sarà quello dei mutui. Nella bozza di decreto si può leggere infatti la proposta di esentare al 100% le spese che derivano dagli interessi passivi pagati sui mutui per l’acquisto della prima casa, unico limite è che tale valore non superi i 200.000 euro.

Ristrutturare casa

Ristrutturare casa

Sempre nella volontà di ridare aria al mercato immobiliare, purtroppo fermo da tempo a causa della crisi, ci sarebbe anche all’esame una norma specifica che darebbe la possibilità della detrazione delle imposte di registro derivate dalle compravendite immobiliari. Anche in questo caso si prevede comunque un tetto di spesa massimo di 200.000 euro.

Naturalmente in questo decreto si affronta anche il punto più spinoso: cioè il calcolo dell’IMU. Pare che tra le proposte ci sia anche quella di garantire l’esenzione del pagamento dell’IMU per un periodo di due anni per tutti gli immobili catalogati come prime case e con un valore inferiore ai 200.000 euro (valutati all’atto del trasferimento).

Ultima nota interessante: pare stiano valutando la possibilità di inserire l’esenzione dal pagamento dell’IMU anche per i costruttori per quanto riguarda gli immobili invenduti. Questa esenzione avrà un periodo limitato di tre anni.

Al primo sguardo piuttosto superficiale l’introduzione di questo nuovo decreto incentivi prevede molte novità che, se applicate nella giusta misura, potrebbero davvero ridare lo slancio a questo paese ormai fermo da troppo tempo.

Si tratta più che altro di misure per far si che gli italiani ritrovino la sicurezza per ritornare ad investire sulla casa. In più crediamo sia davvero necessario, quando la proposta arriverà alla conclusione, una campagna di informazione puntuale. Spesso infatti non si conoscono tutti gli incentivi disponibili, e forse è anche questa cattiva informazione che ha reso per troppo tempo il nostro mercato immobiliare (inteso in senso completo) stagnante e inattivo. Noi confidiamo nella ripresa e nella voglia di ricominciare proprio dal mattone.

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