Le opere d’arte nelle chiese: principi per la conservazione

Le chiese, sopratutto nel nostro paese, costituiscono un patrimonio incredibile e inestimabile di oggetti sacri, reliquie, opere d’arte, manufatti e decorazioni di pari valore rispetto a ciò che è contenuto nei musei e nei palazzi d’arte. Questa considerazione ci porta a fare una riflessione su quelle che sono le condizioni in cui questi elementi sono conservati in ambienti spesso non definibili protetti, come invece accade più frequentemente in edifici museali.

I beni culturali sono molto sensibili alla temperatura e ai tassi di umidità e nel corso degli anni (spesso le chiese sono molto antiche) si sono adattati a condizioni climatiche ben precise e stabili, ai microclimi locali e alla loro variabilità.

Il riscaldamento nelle chiese, fattore di degrado

Nel corso degli ultimi decenni però con l’avvento dei sistemi tecnologici queste condizioni hanno subito delle variazioni anche importanti che spesso hanno portato al deterioramento dei reperti storici e artistici. Ad esempio per molti secoli le chiese sono rimaste al freddo e molte delle opere in esse contenute si sono conservate molto bene; con l’avvento dei sistemi di riscaldamento (ma anche l’illuminazione in parte) il loro stato di conservazione ha subito un pesante contraccolpo.

Per quanto riguarda le strategie di riscaldamento di un ambiente come la chiesa è possibile agire in due modi: o si prevede un riscaldamento generale che quindi riscalda in maniera diffusa cose e persone oppure un sistema che consente di mantenere l’ambiente freddo ma agisce in maniera puntuale nelle zone in cui sono localizzate le persone.

opere d'arte nelle chiese

Le chiese hanno un patrimonio storico e artistico inestimabile.

Il sistema di riscaldamento generale consente di utilizzare tecniche tradizionali e permette di mantenere livelli di comfort per coloro che frequentano le chiese; d’altro canto però è proprio questo tipo di sistema che consente di sviluppare problemi di conservazione delle opere e, non da sottovalutare, di realizzare spesso degli sprechi energetici consistenti.

Nel riscaldamento di tipo localizzato invece l’utilizzo mirato delle fonti di calore consente bassi consumi energetici e il mantenimento di condizioni microclimatiche quasi imperturbate quindi limitando al minimo i rischi per la conservazione.

Questo sistema però è in grado di fornire un livello di comfort interno di qualità minore.

La scelta del tipo di impianto termico è molto importante ai fini della conservazione di un patrimonio artistico importantissimo come quello degli edifici religiosi: piuttosto che installare un impianto sbagliato, che non consente l’adeguata conservazione delle opere, è meglio non installarne alcuno.

I sistemi di riscaldamento possibili sono vari è la loro installazione dipense da esigenze di diversa natura: il tipo di rito religioso effettuato, le scelte personali dei soggetti coinvolti, le tradizioni locali, i costi, il risparmio energetico, il comfort termico, l’impatto visivo e ambientale. Tutte queste variabili sono decisive in relazione al peso che viene dato loro: è certo però che il problema della scelta del tipo di impianto è di carattere multidisciplinare e va affrontato con molta attenzione.

Anche perchè un impianto di riscaldamento va sostituito periodicamente: ogni trenta anni sarebbe meglio sostituire il vecchio impianto con nuove installazioni.

Questo pone il problema dell’impatto del sistema su antichi manufatti che spesso presentano negli elementi costruttivi le opere artistiche e storiche più rilevanti: per esempio il riscaldamento a pavimento di tipo radiante richiede la rimozione dell’intero pavimento (che spesso ospita lapidi, intarsi, incisioni o pavimentazioni storicamente rilevanti).

I sistemi invece di immissione di aria calda prevedono ampi fori e canalizzazioni per il convoglio e l’estrazione dell’aria che possono interessare porzioni di muratura caratterizzate dalla presenza di decorazioni o pitture. E quindi decisivo inoltre stabilire condizioni di reversibilità degli interventi in caso di rimozione e quindi individuare sistemi poco invasivi per l’installazione dei riscaldamenti.

Per quanto riguarda l’integrità delle opere invece l’utilizzo di questi impianti, come già accennato, può provocare danni, in termini di deposito di sostanze sulle superfici interessate, annerimento delle stesse, condensazione di vapore e degrado di tipo biologico.

Le variazioni d’umidità danneggiano le opere d’arte

Molti materiali utilizzati nella realizzazione delle opere sono sensibili ai cambiamenti di temperatura e di umidità relativa. Le condizioni termiche di una superficie dipendono dall’equilibrio raggiunto tra la temperatura dell’aria e la radiazione infrarossa. Nei manufatti generalmente la temperatura interna e quella superficiale sono diverse dalla temperatura dell’aria.

Quando l’umidità relativa di un ambiente aumenta il materiale assorbe acqua e si gonfia: nel caso invece di abbassamento dei valori di umidità il materiale si ritira.

Questo avviene spesso con i materiali lignei che subiscono dunque sforzi importanti a livello delle fibre e che possono portare allo snervamento plastico e alla formazione di crepe. I valori di temperatura e umidità relativa sono strettamente collegati: ma attraverso accurati test di laboratorio è stato stabilito che sono più dannose le variazioni di umidità (con temperatura costante) che quelle di temperatura (con umidità costante). Nella realtà poi questi valori subiscono entrambi variazioni in maniera simultanea.

degrado opere d'arte

Il degrado può rovinare opere importantissime.

Le variazioni di umidità dunque sono dannose non solo per i materiali lignei ma anche per le tele dei quadri.

Questi materiali sottoposti alle variazioni dei livelli di umidità rispondono afflosciandosi o stringendosi determinando dunque delle sollecitazioni che con l’andare del tempo contribuiscono a rovinare l’integrita dei materiali e dei manufatti.

Questo avviene anche per le decorazioni, le dorature, le pitture. Queste sollecitazioni dipendono dal tipo di variazione che si caratterizza per: ampiezza degli sbalzi di umidità, durata e frequenza.

Le condizioni microclimatiche possono aumentare la velocità con cui le sostanze inquinanti si depositano sui materiali determinando l’ammaloramento degli stessi.

Questi depositi dunque sono accelerati da squilibri termici tra le temperature delle superfici e la temperatura dell’aria che generano moti convettivi in grado di innescare processi di deposizione di fumi e polveri. Le condensazioni e gli eccessi di vapore, relativi sopratutto alle regioni più fredde, sono altre cause di degrado per superfici e manufatti. La condensazione dipende dal contenuto igrometrico dell’aria e la temperatura delle superfici.

Per evitare la condensazione è necessario ricambiare frequentemente l’aria, deumidificarla attraverso apparecchi specifici e riscaldare le strutture della chiesa per permettere l’innalzamento delle temperature superficiali. Il deposito di acqua favorisce la comparsa e la proliferazione di specie vegetali che contribuiscono al degrado di materiali e superfici. Nelle chiese il degrado biologico è connesso sopratutto allo sviluppo di funghi e batteri eterotrofi.

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