Il padiglione Atlantico o dell’Utopia a Lisbona di Skidmore, Owings & Merrill

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Il padiglione dell’Utopia, o degli sport, è un progetto realizzato a Lisbona frutto della collaborazione tra lo studio statunitense S.O.M e Regino Cruz.

L’immagine dell’edificio richiama la forma dello scafo di una nave, con una copertura metallica con lucernari e grandi travi in legno laminato che sorreggono una lunga campata di 114 metri. Esternamente l’edificio è realizzato con un rivestimento metallico a forma di conchiglia e l’accesso agli spazi interni è stato sviluppato mediante una facciata vetrata.

Situato in un quartiere di nuovo sviluppo di Lisbona, il Padiglione realizza una trasformazione forte dell’ affaccio sul fiume, ed è stato il motore principale per gli eventi speciali in occasione dell’Expo 1998 a Lisbona. L’arena multifunzionale ospita una vasta gamma di attività sportive, tra cui una corsia di 200 metri, utilizzata anche come pista olimpica. Inoltre il padiglione ospita anche una serie di altri eventi, tra cui concerti, conferenze e mostre.

L’edificio è stato completato nel 1998 e si sviluppa su un’area di 41.000 metri quadrati; esso ha ricevuto numerose riconoscenze internazionali tra cui nel 1999 la menzione dell’Istituto degli ingegneri strutturali, nel 2001 il premio per la migliore innovazione strutturale da parte dell’Associazione degli ingegneri strutturali dell’Illinois e la medaglia d’oro dell’Associazione Internazionale degli Sport del Comitato Olimpico internazionale.

Prima della realizzazione del padiglione,alla città mancava una struttura versatile in grado di ospitare concerti, congressi ed eventi sportivi di grande portata. Le strutture esistenti, sia a Lisbona che nel resto del Portogallo , avevano limitata capacità (fino a 4.000 persone), e avevano difficoltà di adattarsi a eventi non convenzionali, come le gare sportive di livello mondiale. Un’altra problematica  era  la mancanza di infrastrutture tecniche ritenute sufficientemente valide per ospitare concerti, musical e altri eventi di spettacolo.

Il paese aveva bisogno di un’ arena per colmare il divario esistente tra piccole sale interne, come il Colosseo di Lisbona, e di grandi strutture come gli stadi. Di conseguenza, il Portogallo non avrebbe mai ospitato i grandi eventi sportivi e i grandi concerti.

La decisione di costruire il Pavilhão Atlântico all’interno del masterplan di Expo 98 ha permesso all’arena di avere un bacino di utenza ben oltre la città di Lisbona. Essendo a pochi passi dalla Gare do Oriente (l’hub più importante dei trasporti pubblici in Portogallo) e molti svincoli autostradali più importanti, permette di attrarre spettatori da ogni parte del Portogallo e non solo.

Skidmore, Owings & Merrill

Particolare del rivestimento esterno.

Dopo la sua realizzazione l’arena ha ospitato diversi eventi di riflesso internazionale come grandi partite di calcio a 5, competizioni di pallacanestro ed eventi musicali importanti come gli MTV Europe Music Awards nel 2005, oltre che diversi concerti di band internazionali.

L’ edificio è stato progettato dall’architetto portoghese Regino Cruz, già progettista di numerosi edifici governativi e per uffici in Brasile e in Portogallo, in associazione con Skidmore, Owings & Merrill (SOM)

 Allo studio statunitense SOM è stato assegnato il primo premio ai concorsi per gli stadi olimpici di Manchester e Berlino, ed è responsabile per la progettazione di molti padiglioni sportivi grandi negli Stati Uniti (Portland, Philadelphia, Minneapolis e Oakland). Lo studio è anche co-progettista della Vasco Da Gama Tower, situata all’estremità settentrionale del Parque das Nações a Lisbona.

Gli obiettivi principali del progetto sono stati quelli di ridurre al minimo l’impatto visivo generato da una struttura così grande, l’uso razionale e virtuoso dell’energia e lo snellimento del flusso di spettatori dentro e fuori l’edificio per evitare problemi di traffico e sovraffollamento delle aree adiacenti alla struttura che avrebbero avuto ricadute pesanti sulla circolazione della capitale lusitana. Queste tre grandi basi di progetto sono state poi declinate come segue.

La facciata principale è orientata verso sud, e questo consente di aumentare l’esposizione al sole durante i mesi invernali più freddi e favorire dunque il riscaldamento passivo, e al tempo stesso, favorire l’accesso di luce diretta del sole, mediata attraverso dispositivi di oscuramento, nei mesi estivi. Questa esposizione permette la riduzione dei costi di riscaldamento e aria condizionata, mentre allo stesso tempo, attraverso il collocamento di prese di ventilazione naturale sulla sommità del palazzo, di provvedere alla circolazione dell’aria e il raffrescamento passivo dell’edificio stesso. Inserendo il piano terra a circa sei metri sotto il livello del suolo ha permesso agli architetti di ridurre l’impronta esterna e riducendo al minimo lo scambio termico (a causa della superficie minore esposta alle intemperie) e di sviluppare una copertura piuttosto alta nonostante esternamente questo sia poco visibile, essendo parte dell’edificio stesso stata interrata. La facciata esterna in vetro è ombreggiata da pannelli sovrastanti che si occupano di fornire una adeguata schermatura, progettati  quindi per consentire l’ingresso della luce del sole solamente durante i mesi invernali. Un sistema di tende esterne in movimento permette comunque alla luce naturale di entrare nel padiglione.

Lo studio americano di architettura e di ingegneria Skidmore, Owings e Merrill

Skidmore, Owings e Merrill LLP (SOM) è uno studio americano di architettura e di ingegneria che si è costituito  a Chicago nel 1936 per volontà di Louis Skidmore e Nathaniel Owings, e a partire dal 1939 è iniziata la collaborazione fissa con John O. Merrill. Hanno aperto la loro prima filiale a New York City, nello stato di New York nel 1937.

SOM è uno dei più grandi studi di architettura al mondo e la loro esperienza progettuale principale è negli edifici commerciali di alta fascia. E’ stata proprio l’architettura promossa da SOM che ha aperto la strada alla diffusione del moderno stile internazionale e del grattacielo.

Hanno costruito alcuni degli edifici più alti del mondo, tra cui il John Hancock Center (1969, secondo più alto del mondo, quando è stato costruito costruito), le Sears Tower (1973, l’edificio più alto nel mondo per oltre venti anni), e Burj Khalifa (2010, l’edificio più alto del mondo attuale).

SOM fornisce diversi servizi in ambito di Architettura, Edilizia, Ingegneria,Grafica, Interior Design, Ingegneria Edile, Ingegneria Civile, Disegno e progettazione sostenibile e pianificazione urbanistica.

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