Pagamento IMU: un vademecum per non sbagliare

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Nonostante abbiano posticipato al 9 luglio le consegne di Unico e degli Studi di Settore rimane fissa la scadenza del 18 giugno per quanto riguarda l’Imposta Municipale Unica (meglio nota a noi tutti con l’acronimo IMU). In questo ultimo periodo abbiamo seguito il susseguirsi di notizie e aggiornamenti che non hanno fatto altro che aumentare la confusione in merito a questo ennesimo “balzello” che ogni proprietario di immobili dovrà allo Stato.

Come per la redazione della Dichiarazione dei Redditi, e di qualsiasi altro tributo, cadere in errori tra codici e “righi” è davvero molto facile.

Cerchiamo di capire come limitare il più possibile i danni ed arrivare sani e salvi, ma soprattutto in regola, a questa fatidica data.

Differenze tra ICI e IMU

L’IMU, come ben saprete, si calcola sugli immobili dei quali si è proprietari. Quindi per prima cosa è importante definire quali siano questi immobili, ognuno di questi avrà infatti un trattamento fiscale diverso che corrisponde, chiaramente, ad adempimenti differenti.

Ovviamente la differenza più grande con la vecchia ICI è che l’IMU va pagata anche sull’abitazione principale. Cogliamo l’occasione per definire in modo inequivocabile cosa si intende per abitazione principale: perché la nostra abitazione venga definita tale è necessario che sia quella dove il proprietario, eventuali comproprietari e figli, hanno la residenza.

Elementi fondamentali per il pagamento dell’IMU

Come calcolare l'IMU

Come calcolare l'IMU

Una volta definito cosa si intende per abitazione principale, cioè quella dove si ha la residenza e si è anche proprietari, è importante capire se questa è dotata anche di pertinenze. Ed ecco uno dei primi tasti dolenti: secondo la circolare 3D/F delle Finanze l’abitazione principale può avere una sola pertinenza per categoria catastale. Le pertinenze possono essere: cantine e soffitte (individuate con la categoria catastale C/2), Box Auto (individuato con categoria catastale C/6) e tettoie (individuate con categoria catastale C/7).

Se la vostra abitazione per esempio è dotata di due pertinenze nella stessa categoria, per esempio due box auto oppure una cantina e una soffitta, si potrà inserire solo una pertinenza per tipologia da dichiarare con l’abitazione principale. Le altre andranno dichiarate a parte e, di conseguenza, con aliquote più alte. Il consiglio è quello di inserire con l’abitazione principale le pertinenze con rendite più alte.

Un altro punto dolente è la comproprietà. Se il vostro immobile è in comproprietà è importante fare molta attenzione alle quote di proprietà: ogni proprietario dovrà quindi presentare il proprio F24 e pagare la porzione di IMU che gli spetta.

Un altro caso particolare è quando solo uno dei comproprietari ha anche la residenza nel medesimo immobile, solo chi risiede ha la possibilità di dichiarare la sua parte di proprietà come abitazione principale, gli altri – se non hanno la residenza presso tale immobile – devono dichiararlo come seconda casa, non avranno quindi la possibilità di applicare aliquote più basse e detrazioni.

Le case affidate in comodato d’uso a parenti e figli non possono essere considerate come abitazioni principali. Un’ultima informazione: due coniugi possono avere abitazioni principali differenti solo se risiedono in comuni diversi.

Come definire il “valore” dell’immobile

Il valore dell’immobile viene definito in base alla rendita dello stesso.

IMU

IMU

Per sapere quale sia la rendita dell’immobile di vostra proprietà avete due strade differenti: la prima consiste nell’andare a cercare l’atto di vendita, lì si trova indicata la rendita dell’immobile.

La seconda strada, quella che consigliamo per evitare di incappare in errori, è quella di verificare la rendita esatta tramite visura catastale.

Per ottenere la visura del proprio immobile è possibile consultare il sito dell’Agenzia del Territorio. Si tratta di un elemento imprescindibile, senza il quale non è possibile procedere con l’iter di pagamento.

Moltiplicatori, aliquote e detrazioni

Definiti gli immobili e le relative rendite si può passare alla fase più delicata, quella che coinvolge i veri e propri calcoli, quella che non deve essere sbagliata.

IMU - prima rata entro il 18 giugno 2012

IMU - prima rata entro il 18 giugno 2012

Una volta capito qual è la rendita del nostro immobile è necessario applicare a questa un correttivo che servirà per rivalutarne il valore. Se si tratta dell’abitazione principale il coefficiente da applicare per aggiornare il valore della rendita catastale è il 5% (andrà quindi moltiplicata per 1,05). Il valore ottenuto andrà a sua volta moltiplicato per 160. Anche le rendite delle pertinenze andranno moltiplicate per gli stessi fattori, e poi sommate tutte insieme con quella dell’abitazione principale.

Una volta ottenuta la rendita catastale “rivalutata” (cioè moltiplicata per 1,05 e per 160) si deve ancora tener conto delle aliquote.

Per il pagamento di giugno si tiene conto di un’unica aliquota nazionale, successivamente le aliquote saranno decise dai comuni di residenza. Per questo primo pagamento le aliquote nazionali sono del 0,4% per le abitazioni e del 0,76% per le altre.

Finalmente possiamo affrontare un capitolo leggermente più piacevole, cioè quello delle detrazioni. Dopo aver aggiornato la rendita, tenendo conto anche delle aliquote, possiamo iniziare a detrarre. Se si tratta di abitazione principale la detrazione è di 200 euro, più 50 euro per ogni figlio con meno di 26 anni. Se i coniugi sono comproprietari le detrazioni si dividono (100 euro e 100 euro).

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