Pannelli solari autopulenti: novità rivoluzionarie per il futuro prossimo

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L’efficacia dei pannelli fotovoltaici e la loro diffusione crescente anche nel nostro paese sta portando la ricerca a sperimentazioni sul campo, a partire dalle molteplici soluzioni inerenti l’aspetto dei pannelli, come già visto anche precedentemente, allo studio approfondito di migliorie che possano rendere sempre più efficienti gli impianti.

Uno dei principali problemi che portano, a distanza di tempo, ad una drastica riduzione delle prestazioni dei pannelli fotovoltaici è sicuramente causato dal depositarsi di sporcizia e polvere sulle superfici.

Uno dei grandi problemi di manutenzione degli impianti fotovoltaici riguarda la rimozione della polvere e della sporcizia che riducono notevolmente il rendimento degli impianti.

Uno dei grandi problemi di manutenzione degli impianti fotovoltaici riguarda la rimozione della polvere e della sporcizia che riducono notevolmente il rendimento degli impianti.

Si stima addirittura che le prestazioni risultino quasi dimezzate, con una perdita di rendimento molto alta. (Dati derivanti dagli studi realizzati presso l’Università di Boston, calcolati su pannelli rivestiti di un leggerissimo strato di polvere: “Uno strato di polvere di un 4 grammi per meno di un metro quadrato diminuisce la conversione dell’energia solare del 40 per cento”, dice Malay K Mazumder della Boston University. “In Arizona” continua Mazumder, “ogni mese la polvere che si deposita è quattro volte questa quantità. Il tasso di deposito è persino maggiore in Medio Oriente, in Australia e in India”).

E’ facilmente comprensibile come possa essere difficoltoso provvedere ad una periodica pulizia delle lastre, soprattutto se l’impianto è di grandi dimensioni, e non solo composto da pochi elementi, come spesso si possono trovare applicati sui tetti delle residenze.

Fino ad oggi, le uniche soluzioni disponibili erano orientate a rispondere alle esigenze di pulizia dei pannelli di grandissimi impianti, escludendo quelli di pertinenza domestica ed utilizzando, per il loro buon funzionamento, enormi quantità di acqua per il lavaggio delle superfici. (Sistemi di pulizia installati sulla serie di pannelli che possono provvedere al lavaggio automaticamente e settimanalmente dell’impianto).

Quale potrebbe essere quindi la soluzione per combattere questo grave inconveniente del depositarsi della polvere e altre impurità sui pannelli?

I primi a rispondere con una proposta concreta a questo problema sono gli esperti della Nasa; la proposta arriva in un certo senso dallo spazio…

pannelli fotovoltaici autopulenti

Dalla Nasa la proposta di utilizzare un sistema già in uso per i rover spaziali: pannelli autopulenti grazie alla presenza di una sottile membrana plastica trasparente applicata sulle superfici.

Esiste infatti una tecnologia già studiata approfonditamente in passato che fu creata e sviluppata durante il progetto Marte e Luna!

La soluzione potrebbe essere trovata grazie all’utilizzo di pannelli autopulenti, funzionanti tramite uno specifico rivestimento, consistente in una sottile pellicola di plastica trasparente, applicato sulla superficie del pannello (Schermo elettrodinamico – EDS).

Un semplice accorgimento che potrebbe aumentare l’efficienza,riducendo nel contempo i costi di manutenzione necessari per effettuare una pulizia periodica manuale.

La soluzione risulterebbe inoltre applicabile sia agli impianti domestici che alle grandi centrali e non richiederebbe acqua per il suo corretto funzionamento.

Ma come funzionerebbe in pratica il meccanismo autopulente?

Per spiegarlo in maniera semplice, la pellicola plastica trasparente, applicata sulla superficie da proteggere dalla polvere, reagisce ad impulsi elettrici, così, quando dei sensori sapientemente applicati sul pannello rilevano una quantità eccessiva di polvere, una carica elettrica viene inviata alla pellicola che si mette in movimento.

La carica elettrica induce una sorta di movimento ondulatorio alla pellicola che può scrollarsi realmente. via di dosso la polvere accumulata.

Interessante e funzionale. Dagli esperimenti sembrerebbe che in soli due minuti di tempo sarebbe possibile eliminare la quasi totalità di polvere depositata sui pannelli solari.

La soluzione innovativa studiata dalla Nasa porterebbe enormi vantaggi, soprattutto nelle zone desertiche, caratterizzate da forti venti e grandi quantità di polvere.

La soluzione innovativa studiata dalla Nasa porterebbe enormi vantaggi, soprattutto nelle zone desertiche, caratterizzate da forti venti e grandi quantità di polvere.

Impianti solari su larga scala sono attualmente presenti in vaste aree degli Stati Uniti, in Spagna, Germania, India, Medio Oriente, e Australia. Questi impianti sono solitamente ubicati in aree desertiche e molto assolate, dove la forte siccità e la costante azione dei venti sollevano enormi quantità di polvere in aria e le depositano sulle superfici dei pannelli, riducendo la quantità di luce che può essere sfruttata per produrre energia e diminuendo di conseguenza l’elettricità prodotta. In queste zone l’acqua per la pulizia spesso scarseggiano e questo rende molto cospicui i costi di manutenzione dei pannelli solari.

Questa tecnologia potrebbe perciò svolgere un ruolo importante nello sviluppo di mega-impianti fotovoltaici nei deserti, facendo aumentare in maniera considerevole, nel giro di pochi anni, la produzione globale di energia solare.

Ancora riservatezza assoluta su quanto possano essere economicamente vantaggiose queste innovative soluzioni.

Quanto potrà costare una tecnologia espressamente pensata per i robot lanciati su Marte? A quanto pare non eccessivamente dato che il professor Mazumder, dell’Università americana, promette la commercializzazione del prodotto entro un anno.

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