La pietra nel progetto bioclimatico: tipi di rocce nelle costruzioni

La scelta dei materiali nel momento in cui si sviluppa un progetto di architettura è certamente un aspetto fondamentale.

In particolare in un approccio bioclimatico è importante indirizzare la scelta materica verso sistemi in grado di interagire in maniera virtuosa con l’ambiente circostante.

In questa occasione approfondiremo il tema dei materiali lapidei in funzione delle loro proprietà e considerando i molteplici aspetti legati ad essi.

In primo luogo è preferibile utilizzare materiali con caratteristiche coerenti rispetto agli elementi leganti (in questo caso le malte) proprio per conferire al manufatto caratteri di composizione e funzionamento strutturale accettabili. Questo perchè è utile conseguire una progettazione corretta per evitare la formazione di sistemi poco stabili che possano consentire lo sviluppo di problematiche di diverso tipo.

La scelta di materiali lapidei che presentano caratteristiche di traspirabilità è fondamentale per la tenuta coibente del manufatto e per evitare fenomeni di condensa superficiale che possano inficiare il funzionamento globale dell’elemento. In questo caso è preferibile dunque operare una scelta indirizzata verso l’utilizzo di rocce calcaree come le arenarie piuttosto che selezionare rocce di tipo eruttivo.

Le rocce utilizzate negli impianti costruttivi sono sostanzialmente riconducibili a tre grandi gruppi: rocce magmatiche, sedimentarie e metamorfiche.

Rocce magmatiche

Le rocce magmatiche derivano dal raffreddamento di magmi fluidi ad alta temperatura. In questa grande categoria possiamo riconoscere ad esempio i graniti, le sieniti, le diotriti e le peridiotriti.

pietra nel progetto bioclimatico

Il porfido è utilizzato frequentemente nelle pavimentazioni.

Certamente i graniti sono un materiale molto diffuso nell’edilizia tradizionale e si presentano in diverse tipologie cromatiche che vanno dal grigio al rosso.

Il granito è una roccia massiccia, compatta e molto funzionale in regimi di pressione elevati. Spesso è utilizzata nei rivestimenti e nelle pavimentazioni.

Le sieniti invece sono rocce dal colore piuttosto scuro con caratteristiche di resistenza molto elevate.

Le diotriti anch’esse presentano una certa compattezza e resistenza e sono piuttosto diffuse nelle zone del nord Italia.

Queste tipologie di rocce magmatiche sono definite rocce intrusive proprio per la loro derivazione da strati profondi mentre le rocce raffreddatesi nei pressi delle superfici sono denominate rocce effusive e sono sostanzialmente catalogabili in porfidi, porfirie e basalti.

Questo tipo di rocce è prevalentemente usato anch’esso per le pavimentazioni e hanno una diffusione piuttosto massiccia in tutto il nostro paese.

Normalmente i porfidi e i basalti vengono estratti nelle cave del Trentino Alto Adige o del bergamasco.

Rocce sedimentarie

Le rocce sedimentarie invece sono prodotti di accumuli di materiali provenienti dall’erosione di materiali lapidei e di materiali organici. Possiamo individuare tre grandi classi di derivazione come le rocce clastiche, di sedimento organico e di origine chimica. Esistono diversi tipi di rocce clastiche in relazione alla loro composizione.

tipi di rocce

Scale realizzate con rivestimento in travertino.

Tra le varie possiamo indicare i pietrischi, le ghiaie, le sabbie, le argille e per quanto riguarda quelle cementate le brecce, le puddinghe e le arenarie. Tra le rocce di sedimento organico troviamo diversi tipi di rocce da taglio come il Botticino, il Chiampo vicentino, il Giallo di Siena e il Rosso di Verona. Molti palazzi di Venezia e del Veneto sono realizzati con un tipo di roccia sedimentaria denominata pietra d’Istria.

Tra le rocce di origine chimica più conosciute troviamo il Travertino, gli alabastri gessosi e il salgemma (in relazione al tipo di acqua salata o dolce in cui il processo chimico ha avuto compimento).

Rocce metamorfiche

Le rocce metamorfiche invece derivano sia da rocce eruttive che sedimentarie che hanno subito un processo di trasformazione dovuto ad alte temperature e pressioni. Tra queste possiamo citare i celeberrimi marmi (come i Bianchi di Carrara, Candoglia di Novara e il Fior di Pesco Carnico).

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