Principi di progettazione bioclimatica

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La progettazione bioclimatica si basa sulla concezione di uno sviluppo del progetto di architettura in chiave di sostenibilità ambientale. In relazione a ciò è fondamentale durante lo sforzo progettuale tenere in considerazione diversi parametri. In primo luogo è molto importante la scelta del sito di costruzione attraverso una serie di indagini finalizzate alla comprensione delle specificità del luogo scelto, o alla ricerca di un luogo adatto per individuare una nuova costruzione.

Progettazione bioclimatica e indagine preliminare del sito

Questa fase conoscitiva e di indagine è utile per individuare eventuali presenze nocive nel terreno, asperità, presenza di acque sotterranee, campi elettromagnetici dannosi, vicinanza a siti ad elevata pericolosità per l’ambiente.

Poi vanno analizzate le condizioni climatiche che caratterizzano il sito: se è battuto da venti di una certa violenza, se è eventualmente poco soleggiato, se esistono ristagni d’acqua nelle vicinanze, se può essere investito da inquinamento proveniente da strade e/o industrie. Sono tutte considerazioni che determinano in maniera preliminare la progettazione per potere operare consapevolmente su un territorio ed eventualmente, se fosse possibile, decidere di spostarsi altrove.

Rapporto tra acqua e suolo

acqua e suolo

Prima di costruire è necessaria un'indagine per valutare lo stato igrometrico in riferimento al contenuto di acqua di un terreno.

In questo tipo di analisi è molto importante verificare il rapporto tra suolo e acqua al fine di determinare le condizioni del suolo su cui si svilupperà la costruzione. E’ necessaria dunque un indagine per valutare lo stato igrometrico in riferimento al contenuto di acqua di un terreno. Normalmente in un terreno caratterizzato da infiltrazioni d’acqua meteorica è possibile individuare diverse zone, denominate zone di evaporazione, di passaggio e di capillarità.

La zona di evaporazione

La zona di evaporazione è sostanzialmente la parte superficiale e comprende lo strato di terreno in cui l’acqua penetrata nel suolo può evaporare nell’atmosfera. Nei nostri climi è possibile individuarla nel primo metro di profondità. Questo parametro è altamente influenzato dalle condizioni di temperatura, velocità dell’aria e umidità che determineranno differenti capacità di evaporazione. E’ altresi vero che anche i parametri definibili intrinsechi, ovvero le caratteristiche proprie del terreno, influiscono moltissimo sull’azione evaporativa: maggiore sarà la capacità di assorbire acqua maggiore sarà la sua evaporazione; se il terreno è massicciamente occupato da costruzioni, pavimentazioni e folta vegetazione (che non consentono una adeguata insolazione) l’evaporazione sarà di tenore minore.

Questa zona di evaporazione ha un ruolo fondamentale per gli studi e i sistemi bioclimatici: una eccessiva evaporazione può consentire infatti di provocare (sopratutto in terreni prevalentemente argillosi) fessurazioni che mettono in forte comunicazione gli strati profondi con l’ambiente esterno spesso caratterizzato da presenze inquinanti. Questo può volere dire terreni meno equilibrati dal punto di vista ambientale che possono portare alla formazione di ambienti poco salubri.

La zona di passaggio

progettazione bioclimatica

L'umidità nel terreno può provocare danni alle murature.

La zona di passaggio è invece una zona intermedia tra zona di evaporazione già citata e la zona di capillarità; avrà uno spessore che può variare in relazione alla distanza dalla falda d’acqua sotterranea.

Anche questa zona riveste una certa importanza poichè a seconda del contenuto d’acqua essa può influire in maniera certamente decisiva sulla stabilità della costruzione, in particolare su fondazioni, murature e strutture a contatto con gli strati sotterranei.

La zona di capillarità

La zona di capillarità infine è relativa a quella parte degli strati in cui per azione capillare viene tenuta sospesa l’acqua della falda freatica; questo può avvenire in diversi modi che dipendono dalle caratteristiche proprie del terreno.

Anch’essa svolge un ruolo importante negli studi del suolo del progetto bioclimatico perchè in caso di vicinanza stretta con gli strati superficiali del terreno può renderli umidi a contatto con l’esterno e con le fondazioni contribuendo a rendere più umido tutto il sistema di riferimento.

Sotto la zona di capillarità invece scorre la falda idrica che passa su uno strato di terreno impermeabilizzato come l’argilla; l’acqua sotterranea di falda riempe per un certo spessore il terreno stesso, spostandosi in senso verticale e orizzontale.

Altri parametri per una progettazione bioclimatica

Il percorso del progetto bioclimatico, dopo avere analizzato le condizioni del sito di riferimento sul quale realizzare la costruzione, deve concentrarsi su ulteriori parametri per un’adeguato sviluppo: risparmio delle risorse energetiche, minimizzazione di utilizzo di risorse inquinanti, gestione virtuosa del ciclo di vita del prodotto, ottimi livelli di comfort ambientale per migliorare la qualità della vita, aumento dell’uso di fonti energetiche alternative, rinnovabili e pulite, utilizzo di materiali ecocompatibili.

Risparmio delle risorse energetiche

risorse energetiche

E' importante utilizzare materiali e tecnologie ecocompatibili.

Il risparmio delle risorse energetiche può essere attuato mediante una progettazione consapevole di tutti gli apparati costruttivi che dovranno essere concepiti al fine di diminuire al minimo le dispersioni di calore durante il periodo invernale e favorire il raffrescamento durante i periodi estivi.

A questo poi dovrà essere affiancato l’utilizzo di sistemi di generazione energetica da fonti rinnovabili (come pannelli fotovoltaici, solare termico, ecc..) per evitare l’utilizzo e l’emissione di sostanze inquinanti. Inoltre dovranno essere predisposti sistemi costruttivi realizzati con materiali ecosostenibili e soluzioni architettoniche finalizzate allo sviluppo di adeguati di livelli di comfort ambientale degli spazi abitati.

Infine, parte certamente non irrilevante, è necessario stabilire criteri di gestione dell’intero ciclo di vita del prodotto costruzione (quindi dalla progettazione allo smaltimento) per conseguire uno sviluppo sostenibile.

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