Il problema amianto: una minaccia per la salute ancora estesa

Il problema dell’amianto grava sul territorio nazionale in modo ancora evidente.

Per anni e ancora oggi, una politica soprattutto rivolta verso gli edifici di tipo pubblico, ha cercato di ridimensionare il problema, garantendo bonifiche, rimozioni di massa e trattamenti in grado di contenere il problema.

Ciò che ha riportato nuovamente in prima linea il problema, è una processo che entrerà nella storia: si tratta della sentenza definitiva emanata a Torino sull’ex stabilimento Eternit di Casale Monferrato che ha causato la morte di migliaia di persone e che, ancora oggi, provoca morte e malattia.

L’amianto ha infatti un periodo di latenza lunghissimo dall’esposizione alla comparsa delle pericolose patologie; può infatti arrivare, in media, a 45 anni di incubazione.

Ed è da qui che sorge il problema di attribuire l’eventuale malatti al materiale usato.

Amianto: caratteristiche e problemi correlati

 fibre di amianto

Struttura fibrosa dell'amianto

L’amianto è una materiale di natura minerale a struttura microcristallina e di aspetto fibroso.

Decine di anni fa veniva considerato un materiale vantaggioso sia industrialmente che economicamente, in quanto provvisto di caratteristiche fisiche e prestazionali di alto livello.

Si tratta infatti di un materiale resistente al fuoco e al calore, all’abrasione e all’usura.

Il problema è che dopo l’uso massiccio, soprattutto in ambito industriale ed edile, ci si è resi conto della pericolosità del materiale stesso per la salute dell’uomo.

L’amianto è cancerogeno. L’inalazione delle fibre di amianto può provocare malattie, quali il mesotelioma pleuirico, l’asbetosi e molte altre.

Un altro aspetto grave, che ha obbligato a non prendere sotto gamba il problema, è quello riguardante l’aspetto della fibra, un piccolo filamento della dimensione di micron, che può definirsi 16.000 volte più piccolo di un capello umano. E’ la fibra d’amianto ad entrare in contatto con gli organi umani interni e a provocare le differenti patologie.

L’amianto poi si differenzia per pericolosità dovuta soprattutto dalla sua struttura, friabile o compatta.

La struttura friabile, che prevede un movimento di fibre maggiore e costante, è la più pericolosa, in quanto smuove le fibre e provoca un’inalazione costante e immediata.

Per quanto riguarda le strutture compatte, come il cemento-amianto, conosciuto ai più come eternit, la storia è un po’ diversa. Il rilascio delle fibre di amianto è più difficile, in quanto avviene per rottura, sgretolamento o deterioramento del materiale, solitamente tutto questo avviene per natura meccanica e non naturale (anche se può deteriorasi a causa delle ormai sempre più frequenti piogge acide), come nel caso dei materiali friabili che si sbriciolano al contatto.

La legge sull’amianto

lastra in cemento-amianto

Esempio di lastra in cemento-amianto presente nell'edilizia per coperture e rivestimenti perimetrali

Nel 1992 venne vietata l’esportazione, l’estrazione, l’importazione, la commercializzazione e la produzione di amianto o di prodotti contenenti amianto, con l’emanazione della legge n.257 del 27 marzo 1992 .

Attualmente sono molto ferree tutte quelle norme nazionali ed europee che identificano e classificano i rischi dall’inalazione d’amianto, soprattutto per chi ancora oggi, entra a far parte del ciclo produttivo.

Oggi sono solo le persone che lavorano nell’ambito del trattamento, dello smaltimento e della bonifica ad averne a che fare. Si tratta di persone specializzate che seguono specifiche molto particolari prima di entrare in contatto con il prodotto.

La legislatura non parla però chiaramente del contatto aereo subito dalle persone che non fanno parte del ciclo produttivo. Nessuno nega la pericolosità del materiale, ma poiché non si riesce a definire il livello al di sotto del quale si possano escludere rischi per la salute, è quanto meno necessario in ambito edilizio e non, osservare tutti quei possibili accorgimenti in grado di eliminare l’esposizione agli agenti cancerogeni o mutageni.

Riconoscere l’amianto

Negli edifici sono moltissimi i materiali che possono contenere amianto; proprio per questo è necessario saperlo riconoscere ed eventualmente richiedere un consulto alle autorità competenti (Asl e ARPA).

Elementi di copertura, intonaci, pareti, controsoffittature, linoleum, tubi e vasche di edifici datati, possono contenere, in percentuale differente, amianto.

Le strutture friabili devono necessariamente, per legge, essere bonificate, secondo i differenti criteri messi a disposizione dalla normativa.

Solitamente siamo comunque abituati ad osservare e riconoscere le lastre in cemento-amianto, in quanto rivestono ancora molti edifici industriali e residenziali del nostro Paese.

Stalattiti d'amianto

L’architetto, l’ingegnere ma anche le persone comuni, devono riconoscere l’eternit deteriorato in modo da aiutare i Comuni e le Regioni a prendere provvedimenti celeri ed adeguati.

Una lastra cemento-amianto, soprattutto utilizzata per copertura, di per sé non provoca danni, purchè non subisca percosse, rotture e degrado causato da piogge acide o altre condizioni meccaniche. In quel caso l’esposizione aerea può avvenire provocando danni e problemi gravi.

E’ quindi importante in ambito edilizio attenersi alla normativa di riferimento (D.M 6 settembre 1994 e successivi) che applica regole e strumenti per il riconoscimento, l’analisi ed il trattamento delle strutture edilizie ad uso civile, industriale o commerciale che hanno un utilizzazione di tipo collettivo.

Dopodichè chi ritiene di aver a che fare con soluzioni limite, deve rivolgersi all’ asl, e solo dopo un’attenta analisi, a problema conclamato, verranno iniziate le procedure di intervento da parte di ditte specializzate che devono essere iscritte all’Albo nazionale dei gestori ambientali e che, altrettanto, seguono regole ferree di sicurezza.

Attualmente le norme vigenti non obbligano la rimozione delle coperture e dei rivestimenti in amianto se non ci sono i presupposti legati al reale pericolo della diffusione spontanea di fibre nell’aria.

Se però ci si rende conto di sfaldamenti, polveri, affioramenti di fibre, allora diventa necessario preoccuparsene per la salute di se stessi e di chi si trova nell’intorno.

Attualmente sono molte le persone che dichiarano di essersi ammalate con patologie associabili all’amianto, pur non avendo mai lavorato in luoghi che prevedano il lavoro del materiale tossico.

Probabilmente negli anni si riuscirà a capire il valore minimo di esposizione all’amianto che comporta pericolo per la salute, ma attualmente ciò che bisogna fare è saper riconoscere il problema, facendo poi di tutto per eliminarlo!

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