Progettare l’illuminazione: il benessere luminoso.

Nei precedenti approfondimenti abbiamo trattato il tema del benessere acustico e termoigrometrico degli ambienti domestici negli aspetti basilari e introdotto alcune riflessioni sul rapporto tra il progetto architettonico e il comfort ambientale. Un ulteriore step consiste nell’individuare un altro parametro che influisce sulla qualità degli spazi in architettura: l’illuminazione.

Nel corso degli ultimi anni grazie allo sviluppo di numerose tecnologie nell’ambito dell’illuminazione artificiale si è perso l’interesse nello studio della luce naturale quale fonte di illuminazione indoor.
L’indirizzo verso politiche legate alla sostenibilità ambientale ha riaperto invece la questione della progettazione della luce naturale finalizzata anche all’accrescimento del benessere fisiologico dell’individuo.
Questo ultimo aspetto è molto significativo poichè la radiazione solare ha effetti consistenti sulle condizioni igienico-sanitarie di uno spazio in quanto esercita un forte potere antibatterico, agisce sull’organismo umano sia fisicamente che psicologicamente.

rapporto aerolluminante

E' importante dimensionare le aperture per una corretta illuminazione.

Una illuminazione buona e costante inoltre contribuisce a non sforzare eccessivamente gli occhi e mantenere un rendimento fisico e intellettuale ottimale. La progettazione dell’illuminazione artificiale deve essere assolutamente curata e in particolare sviluppare uniformità nel tempo, un bilanciamento corretto negli ambienti, un grado di illuminazione adeguato rispetto alle attività svolte ed avere una composizione spettrale simile a quella della luce naturale.

La luce naturale, i cui effetti terapeutici sono noti, costituisce un elemento sostanziale nella progettazione degli spazi abitativi. Esistono parametri per la misurazione dell’illuminamento delle superfici come il Coefficiente di Illuminazione Diurno che esprime il rapporto percentuale tra illuminamento interno in un punto e quello che si ha nelle stesse condizioni di tempo su una superficie esterna orizzontale esposta alla radiazione solare in maniera indiretta. Questo rapporto per legge per le abitazioni non deve essere inferiore al 2%. Quindi sostanzialmente qualsiasi punto dell’ambiente interno dovrebbe mantenere condizioni di illuminazione, sebbene in piccole percentuali, simili a particolari condizioni esterne.

Un altro parametro di legge riguarda i rapporti aeroilluminanti di un locale. Per il regolamento di igiene ogni locale dell’abitazione, per garantire standard qualitativi base, deve avere il rapporto tra la superficie vetrata (che consente quindi l’apertura per la ventilazione e l’ingresso della radiazione solare) e la superficie lorda di pavimento non inferiore a 1/8 o a 1/10 (in base al comune di riferimento). Ad esempio nel comune di Milano questo rapporto è di 1/10 quindi un locale adibito ad abitazione di 100 metri quadri situato a Milano deve per legge avere un totale di superfici vetrate pari a 10 metri quadri per consentire una adeguata illuminazione naturale. Nel caso vi sia la presenza di elementi aggettanti al di sopra della finestra o nel caso in cui fosse arretrata rispetto al filo della facciata il calcolo subisce una variazione; infatti la superficie finestrata minima è calcolata attraverso una formula specifica. Per eventuali approfondimenti procuratevi il regolamento d’igiene del vostro comune che è liberamente scaricabile.

La luce artificiale.

Quando scegliamo di illuminare un ambiente le nostre scelte devono essere riferite alla tipologia dello stesso ma anche in funzione del tipo di luce che il nostro spazio richiede e quindi dobbiamo scegliere la nostra illuminazione secondo parametri ben precisi.Vediamo quali.

L’indice di resa cromatica ad esempio fa riferimento alla capacità di una sorgente luminosa di rendere fedelmente il colore dell’oggetto illuminato; quindi più la sorgente si avvicina alla resa cromatica della radiazione solare migliore sarà la sua tonalità e la qualità dell’illuminazione. Uno spazio espositivo per esempio dovrà avere una illuminazione ad alto indice di resa cromatica.

La temperatura di colore si riferisce invece alla tonalità del colore emesso dalla sorgente. Tralasciando gli aspetti tecnici la scala corrisponde a diversi colori associati ad una temperatura espressa in kelvin: un colore rosso si aggira intorno ai 2000  K per arrivare alla tonalità di blu circa a 17000 K. La luce solare ha temperature di colore circa di 6000 K. Le varie tipologie di lampade hanno diverse temperature di colore che secondo la scala cromatica associata alle temperature corrispondono a diverse colorazioni delle emissioni luminose: in base al tipo di luce da ricreare si adotterà un certo tipo di lampada.

Un altro elemento da valutare è quanta luce è necessaria per svolgere determinate attività e quindi individuare il corretto illuminamento di una superficie. Questo parametro viene espresso in lumen su metro quadro e rappresenta un aspetto molto importante nelle scelte progettuali.

Un angolo cottura dovrà avere un illuminamento molto alto, cosi come la postazione pc, mentre un soggiorno o un corridoio ci si accontenterà di valori decisamente più bassi. Per verificare i valori consultate la norma UNI EN 12464-1 in cui sono stabiliti i livelli di illuminamento dei locali in base alle attività svolte.

Illuminazione artificiale

Illuminazione artificiale in un museo.

L’illuminazione naturale.

La progettazione dell’illuminazione naturale è un aspetto più complesso, in quanto è riferito direttamente le caratteristiche del sito in cui viene realizzato l’edificio.Quindi è necessario un attento studio del contesto di riferimento per quanto riguarda le condizioni meteorologiche che agiscono regolarmente sull’area di progetto (temperatura, precipitazioni, pressione, venti e umidità).

E’ necessario inoltre verificare l’eventuale presenza di ostacoli, di bacini idrici,di altri edifici, l’altitudine rispetto al livello del mare e l’incidenza della radiazione solare.

L’ orientamento dell’edificio inoltre gioca un ruolo determinante al fine di sfruttare le condizioni corrette per ottimizzare l’apporto della luce solare.

Il giusto posizionamento delle aperture consente di sfruttare al meglio la radiazione del sole; una vetrata in posizione zenitale (quindi orizzontale) ottiene il massimo rendimento in termini di quantità di illuminamento di un ambiente.

E’ importante anche verificare la profondità degli ambienti per dimensionare l’ampiezza delle superfici vetrate consentendo dunque alla luce di illuminare anche gli spazi più angusti.

La tipologia dei materiali relativi alle superfici trasparenti (telaio e vetro)infine influisce qualitativamente e quantitativamente sulla illuminazione degli ambienti. Una superficie vetrata particolarmente trasparente e con uno spessore limitato consentirà una maggiore quantità di luce che penetra in uno spazio; la scelta di inserire vetri con speciali film varierà la quantità di illuminazione e consentirà prestazioni differenti in termini di isolamento termico e acustico. E’ importante ricordare le diverse variabili che si attivano nella scelta ad esempio di tipo di vetro, non solo in termini di illuminazione. Il telaio in acciaio consentirà un maggiore sviluppo della superficie vetrata rispetto a profili in alluminio che risultano più leggeri ma più ampi.

La complessità della progettazione della luce naturale in funzione degli ambienti sta proprio nella capacità del progettista di miscelare correttamente le istanze al fine di perseguire le esigenze di benessere luminoso senza tralasciare gli aspetti di benessere acustico, termoigrometrico e di sostenibilità ambientale.

Potrebbero interessarti anche:

    None Found

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Moderazione dei commenti attiva. Il tuo commento non apparirà immediatamente.



Altri articoli di giardinaggio che potrebbero incuriosirti:

Finestre ad energia solare
Il sole è una delle risorse gratuite più grandi di cui il nostro pianeta può usufruire. I consumi dell’uomo hanno portato lentamente ad un degrado ...
Il controllo termico attraverso le pareti opache.
Gli strumenti di controllo termico possono essere attuati mediante una corretta progettazione delle partizioni esterne ed interne. Ecco alcune specifi...
Principi di progettazione bioclimatica: esposizione e microclima
Nel progetto bioclimatico è una parte certamente rilevante quella relativa ad uno sviluppo architettonico virtuoso rispetto alle indicazioni fornite d...
Energie rinnovabili: le CALDAIE a BIOMASSA
Le biomasse rappresentano un notevole investimento per la produzione energetica pulita: cerchiamo di capire il funzionamento di questa tecnologia e le...
Un moderno edificio religioso: Church of Chirst, Tokyo.
La chiesa di Cristo di Tokio, realizzata da Fumihiko Maki è un esempio di architettura religiosa molto interessante. Cerchiamo di capirne le caratteri...
La casa di riposo di Vantaa, Finlandia
Il progetto per la casa di riposo a Vantaa in Finlandia ha caratteri fortemente innovativi rispetto alle tradizionali tipologie edilizie che ospitano ...
Residenze per anziani WoZoCo apartments: una soluzione estrema ad un problema di spazio
Il trattamento della facciata e le scelte spaziali rendono l'edificio di Amsterdam, dello studio MVRDV, un progetto molto interessante.
Gas e luce: record delle bollette più alte in Italia
L'Italia ha il record delle bollette più alte. Questo è quanto emerso dall'analisi effettuata da Facile.it che ha analizzato le tariffe medie riser...