La progettazione del verde urbano

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Nel corso del suo lavoro l’architetto progettista spesso si trova a dover progettare gli spazi verdi, che possono essere corollario del proprio progetto di architettura o essere il fondamento del progetto stesso. Gli interventi relativi alla progettazione degli spazi verdi in ambito urbano sono intrinsecamente legati al concetto di qualità urbana e sono spesso lo sviluppo di interventi appunto di riqualificazione di spazi più o meno degradati.

L’idea di qualità urbana attiene al grado di soddisfacimento dei cittadini nei confronti della città quale organismo complesso che soddisfa più o meno efficacemente esigenze di svariato tipo. Il significato di qualità è per definizione legato alle diversità percettive del fruitore ed è variabile nel tempo sulla base dei cambiamenti che attengono alla società nel corso della sua storia.

In particolare la progettazione del verde si costituisce oggi più che mai come componente urbana essenziale finalizzata a soddisfare le esigenze della popolazione; per questo è fondamentale svilupparne l’essenza attraverso principi regolatori ben definiti. Innanzitutto ogni intervento è sistemico, cioè relativo all’uso che ad esso si attribuisce (verde residenziale, verde sociale, verde come filtro ecc) e deve confrontarsi non solo a scala locale ma tendere ad uno sviluppo a scala territoriale; inoltre deve essere un intervento integrato rispetto alle altre componenti che costituiscono l’organismo urbano.

Questi aspetti sono mutuati dall’esperienza riscontrabile nelle nostre città in cui, in passato, la definizione degli spazi verdi trovava uno sviluppo essenziale nelle corti, giardini, orti,parchi che occupavano una superficie decisamente superiore rispetto agli spazi costruiti. Nelle città più grandi, ad esempio Roma, erano previste cinture verdi, ovvero sistemi di spazi aperti che lavoravano su grossa scala in grado di ordinare il sistema urbano esistente e mantenere un ecosistema efficiente.

Tutto ciò fu messo in crisi dopo la rivoluzione industriale in cui i processi di urbanizzazione furono accelerati enormemente anche sotto la spinta dell’evoluzione dei sistemi di trasporto. Il verde perdette dunque il suo contatto con il paesaggio divenendo dapprima uno spazio normalmente caratterizzato da qualità ambientali rilevanti ma circoscritto in aree ben precise per poi, quasi sempre, perdere di qualità con la massiccia e indiscriminata crescita della città moderna. In epoca contemporanea invece si nota una nuova richiesta formalizzata di spazi verdi di qualità e quindi la progettazione di questi ambiti diventa finalmente spunto interessante e centrale del disegno urbano.

Il parco urbano è uno spazio qualitativamente elevato.

Il parco urbano è uno spazio qualitativamente elevato.

Il verde nella città contemporanea

Le nostre città sempre maggiormente accolgono un bacino di utenza caratterizzato da una certa varietà che rispetta cadenze temporali e modalità di fruizione degli spazi sempre più complesse; il compito della progettazione degli spazi pubblici deve dunque rispondere ad esigenze particolari legate ad un aumento progressivo del tempo libero, della mobilità quotidiana, di una multiculturalità evidente, di un aumento della domanda di sicurezza e una urgente rivitalizzazione degli spazi dal punto di vista sociale.

Ciò dunque porta ad una strutturazione mirata del sistema degli spazi pubblici in relazione a questi e molteplici altri aspetti. Fino ad ora si è parlato genericamente di spazi verdi ma è facile comprendere che questa definizione contiene diverse caratterizzazioni di aree, naturalmente o artificialmente, dotate di vegetazione.

Le trasformazioni degli spazi verdi naturali hanno comportato una riconversione in spazi artificialmente ricreati o in una nuova organizzazione dei sistemi spaziali esistenti: possiamo distinguere infatti aree verdi private (a fruizione esclusiva dei proprietari) e aree pubbliche, aree agricole, aree a verde di interesse sovracomunale (come parchi, zone boschive).

Gli spazi verdi possono a loro volta essere classificati in relazione al livello di servizio, alla destinazione d’uso (in relazione al contesto di riferimento) e al valore economico.

Dunque gli spazi verdi si caratterizzano per una certa varietà formale e funzionale e hanno una dignità che spesso è maggiore di quella dello spazio costruito.
E’ importante sottolineare inoltre che la presenza del verde non è solo un momento estetico gradevole ma porta con sè effetti positivi nell’ambito della protezione dagli agenti inquinanti mediante l’interazione tra i vegetali e microclima, di attenuazione di rumori e venti, della regimazione del sistema delle acque e dei terreni e del mantenimento di ecosistemi.

Esempio di verde privato.

Esempio di verde privato.

Le fasi della progettazione del verde

Il primo passo fondamentale nello sviluppo progettuale riguarda la definizione degli obiettivi dell’intervento mediante la schematizzazione delle attività che si debbano svolgere all’interno della nostra area di progetto e dei primi spunti in relazione al sito e alla qualità da trasferire all’ambito su cui lavoriamo.

La triade Vitruviana è sempre applicabile ai nostri sistemi di progetto:

– individuare dunque a cosa serve l’intervento (utilitas),

– quali potrebbero essere soluzioni tecnologico-costruttive soddisfacenti (firmitas),

– e naturalmente gli aspetti formali e percettivi (venustas).

In secondo luogo si parte con una attenta analisi del sito di intervento mediante studi geomorfologici, topografici, idrologici e climatici per studiare le caratteristiche dell’ambito e concepire sistemi in grado di funzionare in maniera corretta rispetto alle indicazioni naturali.

Successivamente integrare analisi relative all’utenza di riferimento cercando di cogliere le complessità dei sistemi contemporanei adeguando dunque le aspettative alla sintesi progettuale e fornendo se possibile nuovi spunti di interesse sociale.

In termini concreti dunque cercare di capire quali siano le esigenze di coloro che abiteranno questi spazi in relazione ai loro interessi e movimenti ma anche in funzione di predisporre ambienti ottimali per il loro utilizzo. Queste sono regole fondamentali applicabili a qualsiasi tipo di intervento architettonico senza entrare nello specifico di una progettazione di spazi aperti; per fare un esempio più pratico con indicazioni più precise possiamo ipotizzare un intervento di riqualificazione di spazi aperti in ambito urbano.

Le variabili da considerare sono molteplici: analizzare i sistemi di parcheggio e della mobilità (capire dunque il bacino di utenza possibile in relazione al nostro intervento), individuare percorsi pedonali esistenti, aree di particolare interesse adiacenti e capire quali siano alcuni punti chiave da enfatizzare nel nostro progetto (anche in relazione alle richieste del nostro committente).

Poi si può passare agli aspetti costruttivi del nostro intervento (durante lo sviluppo del nostro disegno) quindi pensare ad esempio al tipo di pavimentazione ( in relazione alla nostra idea, alla tradizione locale, al tipo di intervento, al clima, alle pendenze, agli aspetti tecnici..) alla illuminazione, alle attrezzature, alla sicurezza, agli aspetti formali e alla qualità degli spazi.

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2 Responses to La progettazione del verde urbano

  1. salve,
    le volevo chiedere se si riesce a prendere un area verde punto di qualità a Roma si può anche costruire e questi terreni sono sprovvisti di cubatura?

    manuele ilari
    23/06/2011 at 00:14
    Rispondi

    • Il fatto che lei possa costruire o meno dipende dal regolamento urbanistico vigente in quell’area. Dovrebbe informarsi presso il comune di Roma per maggiori informazioni.

      Arch. Luca ALBERTINI
      22/09/2011 at 11:03
      Rispondi

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