Un progetto tra uomo e ambiente: Tim and Karen Hixon Visitor Center

Il centro visitatori è un progetto molto interessante realizzato da Lake I Flato di San Antonio, è una struttura didattica legata alla riserva naturale di Government Canyon che promuove la tutela del territorio e dell’ecosistema circostante.  Si trova nel Texas, a Helotes. Questo edificio si caratterizza per la sua semplicità che individua un modello particolare di sostenibilità, attraverso la sobrietà e una ridotta impronta ecologica ma con una buona qualità architettonica.

Caratteristiche climatiche e del sito

L’obiettivo del progetto, come già in precedenza accennato, è quello di valorizzare, far conoscere e tutelare il paesaggio naturale. Si tratta di un sito molto delicato perché ospita la falda acquifera che fornisce acqua alla vicina città di San Antonio. Il clima è caratterizzato da temperature piuttosto elevate con minime a gennaio di circa 10 gradi e massime a luglio che toccano i 30 gradi. La piovosità è piuttosto elevata e le variazioni termiche frequenti e di netta entità. Il centro visitatori si trova vicino all’imbocco di un canyon in una radura erbosa caratterizzata dalla presenza di querce. L’area naturale inoltre presenta una varietà molto vasta di piante autoctone.

Caratteristiche del progetto

Un progetto tra uomo e ambiente

Vista interna del centro visitatori.

Il recupero dell’acqua piovana

Una delle caratteristiche più importanti del progetto per il centro visitatori è l’attenzione verso le tematiche concernenti l’acqua e il suo utilizzo. Questo influisce sulla disposizione degli edifici rispetto al sito, all’inserimento di soluzioni per la raccolta dell’acqua come muri di pietra, la predisposizione di particolari piante che trattengono acqua e ai sistemi di alimentazione delle cisterne per il riuso dell’acqua piovana.  Così come per l’acqua sono state previste soluzioni anche in relazione al vento e al sole.

Il sole è proprio l’elemento fondamentale, insieme all’acqua e alla terra, di relazione tra uomo e ambiente; esso è in grado di governare l’ecosistema. Questo pensiero è proprio alla base della filosofia di progetto.  Il sito è stato studiato in relazione alla presenza e quindi alla tutela della falda acquifera; gli edifici si concentrano in una area non sensibile a valle rispetto alla zona di ricarica della falda.

Il progetto prevede la realizzazione di tre edifici collegati: un padiglione centrale con ali laterali collegate da passaggi. Una corte centrale verde si insinua tra gli edifici creando spazi didattici e concepiti per porre i visitatori a contatto con il contesto.

Gli edifici del centro visitatori sono orientati lungo l’asse nord-est / sud-ovest con un padiglione espositivo al centro, gli uffici e i negozi affiancati a nord-est e aule e servizi igienici ad ovest.  Gli edifici sono caratterizzati da elementi strutturali molto leggeri  che conferiscono leggerezza al manufatto; le coperture sono metalliche ad ampie falde. Il padiglione centrale è uno spazio non climatizzato che è esposto alle variazioni climatiche e termiche stagionali e giornaliere.

Le coperture, pensate per il recupero delle acque meteoriche, sono orientate in diversi modi a seconda dei vari orientamenti solari. Gli edifici sono piuttosto stretti e poco ingombranti e questo ha consentito di ottimizzare la luce indiretta e gli apporti di vento sono controllabili attraverso sistemi e schermature regolabili.  Il riscaldamento è assicurato da sistemi passivi come ad esempio le solette in calcestruzzo poste nelle ali e nelle aule che sono in grado di assorbire calore e diffonderlo all’interno degli ambienti.

Gli sbalzi di temperatura improvvisi hanno obbligato i progettisti a realizzare un sistema molto flessibile in grado di reagire in maniera corretta con le sollecitazioni poste dalle condizioni climatiche esterne.

I materiali utilizzati per i rivestimenti sono molteplici: possiamo trovare muri in pietra calcarea, rivestimenti in legno (in particolare in cedro), schermature in rame, acciaio e metalliche.

Impianti e sistemi tecnologici

Essendo un edificio pensato in funzione dell’ambiente circostante si è puntato a ridurre i consumi energetici , i costi di gestione, la manutenzione, attraverso una strategia che porta al ridimensionamento degli spazi interni, ricollocando alcune funzioni all’esterno.  Facendo ciò è stato possibile riformulare le esigenze energetiche e attraverso una progettazione oculata è stato possibile ad esempio eliminare la climatizzazione interna e ridurre al minimo gli apporti di ventilazione (prodotta da impianti).

La scelta di prediligere la ventilazione naturale, non utilizzando dunque energia, ha consentito una riduzione consistente (oltre il 30 %) dei consumi.

Un sistema di controllo dell’illuminazione attraverso fotocellule, sensori di presenza e una alimentazione da fotovoltaico per il pompaggio dell’acqua proveniente dalle cisterne ha ridotto ulteriormente i consumi. Bob Harris di Lake I Flato Architects spiega a riguardo: “Il punto di partenza è l’inserimento nell’ambiente e nel clima nel modo più passivo possibile. Quindi decidiamo quando deviare dalle zone di comfort orientandoci su sistemi meno onerosi in termini di costi e consumi. I sistemi attivi entrano in gioco se adatti e accessibili. Se l’architettura non riesce a fare stare bene le persone nel posto in cui vivono, non può riuscirci la tecnologia.Questo è un limite e un punto di partenza.

Particolare di un edificio del centro visitatori.

Particolare di un edificio del centro visitatori.

E poi: “ La base ristretta dell’edificio insieme ai portici profondi, alle ampie falde dei tetti, ai vetri ad alte prestazioni e ai tetti riflettenti riducono la richiesta di raffrescamento pur consentendo alla luce di penetrare fino al cuore degli spazi. Barriere radianti, isolamento con schiuma eseguito in sito e gestione diurna riducono ulteriormente i consumi energetici. Il sistema di illuminazione utilizza la luce naturale combinata con apparecchi efficienti e sensori luminosi di presenza. I sensori idrici a cascata, abbinati a pompe idriche ad alimentazione solare, canalizzano l’acqua secondo efficienti tecnologie a energia rinnovabile. Ventilazione naturale, attrezzature efficienti, condotti di tessuto e controlli di facile utilizzo promuovono comfort e garantiscono ulteriori risparmi energetici”.

In relazione alla concezione del  progetto chiosa così il progettista Bob Harris: “Abbiamo formulato una filosofia fatta di natura, luogo, creatività e sobrietà e nel rispetto delle condizioni reali del luogo. Se facciamo troppo danneggiamo la natura, se facciamo troppo poco danneggiamo gli esseri umani.  Vogliamo ridurre il peso dell’edificio nel corso del tempo. Non mi piace iper-progettare anche se le intenzioni sono buone. Cerchiamo di creare qualcosa che si valorizzi nel tempo e che sia flessibile, sviluppandosi in modo da ridurre manutenzione, spese ed energia. Creare più di quanto serve diventa, nel tempo, un peso e un costo sempre maggiore.”

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