Protezione dal gas RADON negli edifici bioclimatici

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Il radon è un gas altamente radioattivo incolore e volatile prodotto dal decadimento naturale di alcuni elementi presenti nelle rocce della crosta terrestre.

Viene rilasciato sostanzialmente da rocce come lave, tufi, pozzolane quindi da materiali principalmente di origine vulcanica. E’ possibile però trovare tracce anche consistenti di radon in rocce di tipo sedimentario come i marmi.
Questo tipo di sostanza entra in relazione con gli edifici proprio per la capacità di penetrare, sopratutto nelle zone basamentali, all’interno degli ambienti abitati in corrispondenza di alcune situazioni di particolare concentrazione e contatto diretto con le costruzioni.

Normalmente il radon entra attraverso le fessure e piccoli fori presenti nelle cantine e nei piani seminterrati, insinuandosi dunque negli ambienti e creando condizioni di pericolosità per la salubrità degli spazi e per la salute degli occupanti. Non per fare allarmismo gratuito, ma in alcune zone europee l’inalazione di radon sembrerebbe essere la seconda causa di cancro ai polmoni dopo il fumo di sigaretta.

Si tratta dunque di un problema spesso trascurato ma certamente rilevante. La concentrazione di radon negli spazi aperti è molto bassa e normalmente le persone, sopratutto nel nostro continente, passano la maggior parte del tempo in ambienti confinati; questo infatti fa si che l’esposizione e dunque i problemi che può generare l’inalazione di questa sostanza è strettamente correlato alla esposizione all’interno delle abitazioni o degli spazi di lavoro.

Il radon inoltre è solubile in acqua e può essere facilmente trasportato attraverso essa.

Rispetto a un certo contenuto di sostanza nel suolo, la quantità di gas rilasciata varia in relazione alle condizioni del suolo in termini di permeabilità (densità, porosità, ecc…) del suo stato (terreno secco, impregnato d’acqua, gelato, ecc…) e dalle condizioni metereologiche del sito di riferimento.

Normalmente ad altitudini più elevate la concentrazione di radon diminuisce sensibilmente. Ovviamente il contenuto è anche in relazione alle caratteristiche geomorfologiche delle rocce che compongono prevalentemente il substrato territoriale.

gas radon italia

Mappatura concentrazioni di radon medie italiane.

Misure di prevenzione contro il radon

Per quanto riguarda le misure di prevenzione è possibile intervenire a priori nella fase di progettazione mediante alcuni accorgimenti che possono essere fondamentali per il mantenimento di adeguate condizioni di comfort e di salubrità in corrispondenza di terreni che si caratterizzano per concentrazioni di radon importanti.

Esistono in materia diverse disposizioni locali, regionali e nazionali che regolamentano la costruzione e l’utilizzo degli ambienti proprio in misura della presenza di questo gas radioattivo.

In relazione a interventi edilizi passati è possibile intervenire mediante alcune misure correttive che possono differire in relazione al tipo di intervento da eseguire. Questo tipo di intervento è anche commisurato alla destinazione d’uso: i parametri per edifici adibiti ad abitazione o a occupazione permanente sono più severi rispetto ad edifici ad occupazione limitata.

La normativa  sul radon

Per quanto riguarda le normative molte nazioni si sono occupate del problema radon e hanno emanato diverse leggi per cercare di mantenere livelli di concentrazione del gas non superiori a determinati valori.

Nelle abitazioni esistono riferimenti massimi di 200-300 Bq/metro cubo (il Becquerel è l’unità di misura in relazione alla radioattività del radon che indica la trasformazione nucleo atomico al secondo rispetto ad una unità di volume).

Per gli edifici già esistenti sono accettati valori anche di 400 Bq/mc mentre per gli edifici di nuova costruzione sono raccomandati valori non superiori ai 200 Bq/mc.

Per quanto riguarda gli ambienti di lavoro la normativa prevede (Decreto legislativo 26/05/00 n. 241) prevede un tetto massimo di 500 Bq/mc.
In relazione alla presenza di gas radon nell’acqua la Comunità europea ha fissato una soglia minima, dopo la quale vanno effettuati controlli specifici, a 100 Bq/litro.

Il radon nei materiali da costruzione

Molto spesso la provenienza di questo gas non è da imputarsi da una intrusione dall’esterno ma dall’uso di alcuni materiali edilizi. In particolare l’uso di materiali di origine minerale che provengono da cave di sabbia o di origine lapidea introduce negli ambienti una certa quantità di minerali radioattivi.

E’ quindi importante in fase di progettazione selezionare materiali lapidei (se presenti) che presentino basse emissioni di sostanze radioattive o perlomeno garantire una adeguata ventilazione in caso di ambienti confinati.

Il radon nelle acque

Il radon può essere presente, come in precedenza anticipato, anche nelle acque di falda in quantità più o meno elevate in relazione al tipo di rocce presenti. E’ quindi possibile individuare tracce di radon provenienti dalle acque di consumo domestico anche se in quantità quasi sempre molto basse e quindi generalmente trascurabili.

Le quantità certamente più rilevanti di gas radon sono di provenienza ipogea in quanto la migrazione del radon avviene in maniera più efficace in corrispondenza di contatto tra superfici caratterizzate dalla presenza di radon e ambienti confinati che tendono a fare ristagnare questa sostanza.

E’ possibile monitorare questi spazi mediante dispositivi specifici per misurare la concentrazione di gas e di valutare la pericolosità di esposizione.

Sistemi per lo smaltimento del radon

gas radon normativa
Alcuni sistemi per lo smaltimento del radon.

In relazione a quanto detto è possibile prevedere e progettare sistemi in grado di mitigare e rendere quasi insignificante la presenza di radon negli ambienti domestici.

In primo luogo può essere utile provvedere alla sigillatura delle vie di ingresso, ovvero individuare le giunzioni del pavimenti, delle pareti e dei passaggi dei servizi (idrici, termici e impianti) e applicare dei materiali in grado di evitare l’ingresso di sostanze dall’esterno.

Un altro sistema efficace è quello di provvedere in maniera continuativa alla ventilazione naturale o meccanica che consente di diminuire notevolmente la concentrazione del gas, permettendo dunque la dispersione del radon.

Esistono inoltre sistemi in grado di trattare il suolo mediante drenaggi in grado di allontanare le presenze nocive e pericolose di gas e sostanze volatili.

Mediante una parete ventilata, che è costituita da una intercapedine d’aria, è possibile convogliare il radon in modo da disperderlo oppure è possibile installare sistemi creati appositamente, come i pozzi radon, in grado di assorbire naturalmente il gas che poi verrà espulso mediante apposite pompe aspiranti.

Una semplice intercapedine tra suolo ed edificio consentirà anche essa, mediante una ventilazione, di evitare la propagazione interna agli ambienti.

Questi sono solo alcuni accorgimenti che danno la possibilità di rendere e mantenere gli ambienti in condizioni di salubrità migliori. Normalmente sono più efficaci le soluzioni che prevedono l’aspirazione e il trattamento perchè impediscono a monte l’ingresso di quantità pericolose di radon al contrario di soluzioni come la ventilazione che tendono invece a disperdere quantità già presenti all’interno degli ambienti.

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