La qualità dell’aria negli ambienti confinati.

La formazione di agenti inquinanti provenienti dagli ambienti interni è sicuramente una situazione da evitare attraverso una scelta oculata dei materiali e garantendo la salubrità dell’aria. Occupiamoci in particolare del secondo aspetto.

Per il mantenimento di condizioni di benessere ambientale in spazi confinati è opportuno in prima istanza effettuare abitualmente ricambi d’aria in funzione degli occupanti, dell’attività fisica svolta e dell’età degli stessi, per evitare ad esempio una concentrazione eccessiva di anidride carbonica (superiore dell’1 per 1000). In una stanza di circa 35 mc con una persona che svolge attività sedentaria è consigliato effettuare un ricambio d’aria all’ora per mantenere condizioni ottimali di salubrità.
Altri parametri importanti riguardano la temperatura dell’aria, il calore radiante, l’umidità e la velocità dell’aria. Si tratta di elementi collegati tra di loro quindi con la variazione di uno si associa la variazione degli altri fattori e la loro percezione è strettamente legata alle condizioni della persona, ovvero l’abbigliamento, l’attività fisica svolta, l’età e alla percezione soggettiva.

La temperatura dell’aria è una condizione importante per la determinazione del benessere: un uomo mantiene le sue condizioni vitali tra temperature di -60 e 60 gradi ma le condizioni ideali sono relative ad uno spettro decisamente più ristretto, ovvero tra i 15 e i 30 gradi.
Il calore radiante è legato al sistema di interscambio energetico di un individuo che è variabile sulla base delle indicazioni date precedentemente (condizioni soggettive, abbigliamento…). Si basa dunque su trasmissioni per convezione (nell’aria mediante il riscaldamento degli strati), conduzione (contatto tra due corpi) e irraggiamento (attraverso radiazioni elettromagnetiche).

Il corpo umano permane in condizioni termiche piuttosto stabili che si aggirano sui 36 gradi circa, mediamente; tale sistema di termoregolazione comporta dunque un continuo scambio uomo-ambiente detto bilancio termico che è costituito da una serie di componenti (calore di produzione metabolica, calore assorbito mediante conduzione e/o convezione, calore assorbito o sottratto per irraggiamento e calore ceduto tramite evaporazione).

comfort ambiente domestico

E' importante garantire il comfort di ambienti confinati.

I fattori di determinazione del benessere.

Le superfici e la temperatura radiante all’interno degli ambienti influiscono anch’essi sul bilancio termico e sul benessere indoor. Uno strumento di valutazione del comfort microclimatico alternativo alla temperatura dell’aria è difatti la temperatura media operativa, che è data dalla media tra temperatura dell’aria e la temperatura media radiante delle pareti interne.

Un altro parametro è l’umidità relativa costituita dalla percentuale di acqua che si trova sottoforma di vapore nell’aria ed è strettamente legato ai valori di temperatura. L’umidità relativa si può dunque definire come il rapporto tra umidità assoluta (quantità di vapore acqueo presente) e umidità massima (massima quantità di acqua che si può sciogliere in un metro cubo d’aria ad una certa temperatura). La quantità elevata di persone all’interno può produrre valori elevati di umidità, così come l’utilizzo di cucine o servizi igienici.

Le condizioni di umidità ideali in un ambiente interno oscillano tra il 50 e il 60 % di umidità relativa. In situazioni di umidità inferiori al 20 % le condizioni ambientali sono caratterizzate da presenza eccessiva di polveri e batteri, così come in condizioni di umidità eccessive, oltre quindi il 60 % senza ricambi d’aria, è favorita la proliferazione di germi e muffe.

E’ importante dunque in ambienti particolarmente umidi, come bagno e cucina, predisporre soluzioni isolanti come barriere al vapore per evitare la trasmissione di umidità ai locali attigui e la formazione di condensa.

Un ulteriore elemento da considerare è la ventilazione. Il movimento dell’aria in ambienti esterni è originato da valori di pressione e temperature differenti tra zone diverse dell’atmosfera: avverranno spostamenti d’aria da zone di alta pressione a zone di bassa pressione in quantità variabili. Così avviene anche negli ambienti interni in cui gli spostamenti d’aria saranno altresì determinati da condizioni di temperature e pressioni differenti e dall’azione eventuale di mezzi meccanici di ventilazione.

E’ importante dunque controllare i movimenti d’aria al fine di ottimizzare le risorse energetiche e mantenere livelli adeguati di benessere; è utile contenere la velocità degli spostamenti d’aria a valori inferiori a 1,50 metri al secondo all’interno degli ambienti per evitare che diventino fastidiosi.

Si prediligono dunque in inverno parametri di umidità più bassi (mai inferiori al 40 %) e velocità dell’aria ridottissime per tollerare invece condizioni di umidità più alte (mai superiori al 60%) e velocità dell’aria maggiori in estate.
Per quanto riguarda la temperatura dell’aria le condizioni ideali interne sono di circa 20 gradi in inverno e 25 gradi in estate.

Gli strumenti di valutazione.

Nella fase di controllo della qualità del benessere di un ambiente esistono diversi parametri per verificare il grado di confortevolezza dello stesso, che riguardano non valori misurabili da strumenti ma relativi al rapporto tra l’uomo e il sistema in termini di scambi termici.

Uno strumento efficace è il voto medio previsto ovvero una scala di percezione in relazione alle condizioni climatiche interne, che parte da -3 con situazione percepita di molto freddo per attestarsi su O in condizioni di comfort e arrivare a +3 in condizioni di molto caldo. Esiste un altro metodo che consiste la verifica della percentuale degli insoddisfatti in relazione a parametri climatici ben precisi (temperatura, umidità e velocità del vento). Questi sono i due parametri più diffusi per la verifica delle condizioni di benessere di ambienti confinati.

umidità genera condensa

Eccessiva umidità può generare condensa.

In realtà abbiamo visto che le condizioni di benessere percepito possono variare in funzione della variazione di un singolo fattore che le costituisce: ad esempio esistono pari sensazioni percepite variando temperature, velocità dell’aria e umidità. Questo significa che il benessere non è determinato da un singolo parametro ma dalla armonizzazione di diversi parametri.

Nella fase progettuale è dunque importante valutare le condizioni ambientali e predisporre soluzioni in grado di gestire e ottimizzare le risorse per garantire condizioni favorevoli.

Curare l’esposizione ai venti ,alle radiazioni solari e cercare di sfruttare gli apporti positivi, calmierare gli effetti negativi sulla salubrità dell’aria, individuare soluzioni tecniche in grado di generare sistemi virtuosi di gestione della qualità degli ambienti confinati sono prerogative importanti per il corretto funzionamento di un edificio.

Spesso si tende a trascurare questo aspetto relegando soltanto agli impianti di condizionamento e di riscaldamento il compito di occuparsi in grande parte di intervenire al fine di mantenere standard qualitativi sufficienti. Ma in un’ottica di una progettazione consapevole in funzione della sostenibilità e dello sviluppo tecnologico è fondamentale stabilire condizioni che possano fare interagire al massimo, in termini di qualità, l’edificio e l’ambiente.

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