Rendimento energetico in edilizia: Italia deferita alla Corte di giustizia Europea

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La decisione è del 26 aprile 2012: la Commissione Europea ha deciso di deferire l’Italia. Il procedimento di infrazione in questione riguarda la Direttiva europea  2002/91/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 dicembre 2002, sul rendimento energetico in edilizia (GU L1 del 4.1.2003).

Il Rendimento Energetico in Italia

Il procedimento di infrazione risale al 2006. L’Italia non aveva infatti recepito in maniera completa e completamente corretta la direttiva in merito al rendimento energetico.

Certificazione energetica

Certificazione energetica

Gli avvertimenti da parte della Corte di giustizia Europea erano già arrivati più volte alle autorità italiane, ma la normativa ha continuato a non essere conforme alla direttiva CE: la metodologia di calcolo del rendimento energetico di tutti i tipi deve essere recepita alla stessa maniera e applicata da tutti gli Stati membri.

In più gli Stati devono assicurare la certificazione del rendimento energetico e prevedere ispezioni periodiche sia di caldaie che di sistemi di aerazione.

Recepimento da parte dell’Italia

Naturalmente l’Italia è stata bocciata, e i presupposti per essere in mora c’erano davvero tutti. Il Comitato Termico Italiano (CTI) aveva già rilevato il problema normativo nella relazione annuale sull’attuazione delle Certificazione Energetica degli Edifici.

Per quanto riguarda il recepimento della Direttiva Europea l’Italia l’aveva attuata mediante il Decreto del Ministero dello Sviluppo Economico 26 giugno 2009 recante “Linee guida nazionali per la certificazione energetica degli edifici”. In tale decreto, al paragrafo A, si prevede che per gli edifici di superficie utile minore o uguale a 100 metri quadri il proprietario possa avere la possibilità di scegliere di ottemperare agli obblighi di legge scegliendo la strada di una dichiarazione che afferma direttamente che l’edificio ricade in classe energetica G, conseguenza di ciò i costi di gestione energetica molto alti.

Nelle regioni dove non esiste l’obbligatorietà di certificazione energetica ovviamente ogni edificio, grazia alla possibilità dell’autocertificazione, è automaticamente finito in classe energetica G in ogni tipo di compravendita. In questo modo l’originaria motivazione della certificazione energetica (intervenire sul valore degli immobili) è completamente svanita, anche perché quasi tutti gli edifici ormai ricadono in classe G.

In più la normativa comunitaria prevede che l’attestato di certificazione energetica venga allegato ad ogni compravendita, ma anche ad ogni contratto di locazione. In Italia tutto ciò è stato applicato come al solito “ a modo nostro”: l’obbligatorietà viene infatti richiesta in caso di edifici di nuova costruzione. Ecco un’altra semplice scappatoia per aggirare quello che ci chiede la comunità europea.

Naturalmente anche l’obbligatorietà delle ispezioni per caldaie e impianti di aerazione in Italia è in attesa di regolamentazione. Siamo in attesa che qualcuno legiferi in merito. Anche per questo la Comunità Europea ci ha – giustamente – sanzionati.

A cosa serve la Certificazione Energetica

Attestato di certificazione energetica

Attestato di certificazione energetica

Visto che anche l’ambito delle Certificazioni Energetiche è abbastanza nebuloso nel nostro paese è opportuno cercare di capire a che cosa serve questo attestato e perché è necessario redigerlo. Molte persone, forse giustamente, forse ci marciano un po’ troppo, non ne comprendono l’utilità e sono sempre reticenti quando gli viene comunicato che devono dotarsene. Di solito sono ancora più reticenti nel pagare il professionista che deve occuparsene, anche perché – data la confusione creata su questo argomento – tendono a considerarlo l’ennesimo pezzo di carta inutile e costoso. Ma facciamo chiarezza.

La Certificazione Energetica, se fatta in maniera consona – con comprensivo sopralluogo del professionista che se ne deve occupare e reperimento delle informazioni relative all’immobile e all’impianto di riscaldamento e di produzione di acqua calda sanitaria – dovrebbe stabilire il consumo dell’immobile dal punto di vista energetico.

Se l’immobile consuma poco, perché ben isolato e dotato dei giusti infissi e giusti impianti, ricadrà di sicuro in una classe energetica alta, ciò ha delle importanti ricadute sul prezzo di mercato dell’immobile stesso: minori sono i consumi, maggiore può essere il valore di mercato.

Naturalmente i buchi normativi italiani hanno reso vano questo tentativo di dare un prezzo congruo ad ogni immobile. Ecco perché è necessario dotarsi di una Certificazione Energetica, ed ecco perché non si tratta dell’ennesimo pezzo di carta.

Un’altra pessima figura per il nostro paese di fronte alla Comunità Europea.

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