Residenze per anziani WoZoCo apartments: una soluzione estrema ad un problema di spazio

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Wozoco’s Apartments for elderly people è un edificio residenziale situato ad Amsterdam-Osdorp progettato dallo studio olandese MVRDV composto da Winy Maas, Jacob van Rijs e Natale de Vries.

I progettisti

Il gruppo di progettisti, dopo essersi lauteati presso l’università di Tecnologia di Delft nel 1990, hanno cominciato a collaborare con vari studi di architettura europei e nel 1991 partecipano insieme al concorso di architettura Europan 2, con un intervento di riqualificazione di un quartiere della città di Berlino, vincendo il concorso.

Nel corso della loro carriera partecipano alla progettazione e realizzazione di numerosi progetti di architettura in giro per il mondo tra cui: l’edificio per VPRO in Hilversum, Olanda (1993–1997), Wozoco housing, Amsterdam (1994–1997),il Dutch Pavilion all’ Hannover World Exhibition Expo 2000 (1997–2000),The Silodamm Housing complex ad Amsterdam, il Matsudai Cultural Centre in Japan, l’ Unterföhring office campus vicino a Monaco, il Lloyd Hotel in Amsterdam, un progetto urbano residenziale a The Hague Ypenburg, il progetto per la nuova copertura Didden Village in Rotterdam, il Centre De Effenaar in Eindhoven, la boutique Gyre in Tokyo, Veldhoven’s Maxima Medical Centre l’iconic Mirador housing estate a Madrid.

WoZoCo apartments

WoZoCo apartments: vista dell'edificio: è possibile notare i balconi e le differenti configurazioni cromatiche e dimensionali.

Il progetto: delle residenze per anziani

edifici a sbalzo

Vista degli elementi aggettanti che ospitano appartamenti.

L’edificio che verrà trattato dunque è un sistema residenziale dedicato a persone oltre i 55 anni di età.

E’ localizzato lungo l’asse nord sud nel quartiere Osdorp ad Amsterdam.

L’idea di progetto è sempre stata quella di realizzare un edificio con tipologia a ballatoio che ospitasse cento unità familiari ma il piano vigente non consentiva ciò senza privare gli edifici che sorgevano nelle vicinanze della corretta esposizione solare e quindi in queste condizioni era possibile realizzare solamente 87 appartamenti.

Una soluzione proposta fu quella di realizzare due edifici ma così facendo si sottraeva ulteriormente terreno da un’area verde che invece si mirava a preservare.

Una soluzione estrema e molto originale

Non potendo aumentare la profondità del corpo di fabbrica fu adottata una soluzione estrema: realizzare le 13 unità abitative rimanenti totalmente a sbalzo lungo la parete nord dove sono collocati i ballatoi attraverso un complesso sistema reticolare di travi che permettesse il sostegno dei pesanti volumi.

Inoltre le facciate sono state trattate con una diversificazione cromatica dei parapetti dei balconi e attraverso un movimento nella disposizione delle finestre.

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