Riciclare l’acqua: quando la pioggia non è più un problema

L’acqua, si sa è un bene prezioso. Quella che scende dal cielo è un bene di tutti, quindi perché non approfittarne soprattutto se facendolo si risparmia su quella potabile ormai sempre più cara? Faranno al caso nostro cisterne e impianti di riciclo.

L'acqua è un bene prezioso

Risparmiare acqua vuol dire risparmiare denaro

Si stima che in Europa il consumo medio giornaliero di acqua potabile oscilli tra i 110 e i 200 litri procapite. Questo valore, che non supera i 40 litri nei continenti come l’Africa e l’Asia, potrebbe essere significativamente ridotto solamente raccogliendo e riutilizzando l’acqua piovana per usi sanitari.

Raccogliere acqua piovana per innaffiare piante, aiuole e orti risparmiando su una risorsa il cui costo diventa sempre più caro è una soluzione che può alleggerire il bilancio familiare anche del 50% sui consumi di acqua potabile di normale approvvigionamento.

Tale sistema è ulteriormente positivo per ambiente poiché limita l’impoverimento delle falde.

L’utilizzo di un vero e proprio impianto di recupero e riciclo dell’acqua per usi domestici (quali lavatrice, lavastoviglie, scarichi dei servizi) apporterebbe un risparmio ancora più elevato.

A seconda della piovosità e della superficie di raccolta disponibile e non in ultimo dalla possibilità di spesa si può optare per un vero impianto di recupero o, in alternativa, si possono utilizzare semplici contenitori di raccolta dell’acqua.

Ci sono ma non si vedono

Per i grandi utilizzi si consiglia l’uso di vasche in calcestruzzo o polipropilene, disponibili in vari modelli dai volumi diversi.

Recupero e riutilizzo dell'acqua piovana

Recupero e riutilizzo dell'acqua piovana

Le vasche in calcestruzzo variano dai 1.000 ai 50.000 litri.

Si può optare per diverse soluzioni per le coperture: da pedonali, carrabili, all’utilizzo di chiusini zincati o in ghisa.

I volumi delle vasche in polipropilene, realizzabili solo con copertura carrabile, arrivano ad un massimo di 6.500 litri.

Un’interessante tecnologia applicata a questo tipo di vasche permette l’utilizzo dell’acqua a seconda delle esigenze specifiche.

Si può realizzare un impianto destinato solo all’utilizzo per irrigazione esterna o in alternativa si potrà utilizzare l’acqua piovana anche all’interno.

Ovviamente per rendere utilizzabile l’acqua si dovrà integrare un sistema di filtraggio che potrà essere esterno o interno alla vasca stessa.

Una volta esaurita l’acqua di raccolta presente nella vasca l’unità di controllo della centralina passerà automaticamente alla rete idrica senza nessun tipo di interruzione dell’afflusso di acqua.

Quando l’acqua serve solo per l’esterno

Se la vostra esigenza è quella di irrigare solo orti e giardini esterni è possibile utilizzare serbatoi interrati che sfruttano una pompa sommergibile inserita all’interno del serbatoio; questa è collegata mediante un pressostato al livello del terreno. Grazie ad un rubinetto esterno è possibile regolare manualmente l’irrigazione.

 recupero dell'acqua piovana Sistemi a colonna

Sistemi a colonna per il recupero dell'acqua piovana

Esistono anche soluzioni più semplici che non comportano l’interramento del serbatoio. La capienza di tali serbatoi è nettamente minore ma si tratta senza dubbio di un sistema meno invasivo del precedente.

Se ne possono trovare di due tipi: a colonna e a vaso.

Sono esteticamente gradevoli ma non di design (almeno per ora). Lo svantaggio di tale sistema è senza dubbio l’ingombro. Inoltre in caso di gelo  andranno completamente svuotati.

Anche per questi sistemi è presente un filtro “cattura pioggia” che si occupa del filtraggio al 90%. La manutenzione è ridotta al minimo e il montaggio è piuttosto rapido. Unico neo: per adesso tale filtro lo si può trovare solo nei colori grigio o marrone.

In molti stati occidentali degli Stati Uniti, inclusi Utah, Washington e Colorado hanno vietato la raccolta di acqua piovana nelle loro stesse proprietà, perché ufficialmente “appartiene a qualcun altro”.

In Italia speriamo non si arrivi mai a eccessi di questo tipo ma non esiste una normativa unitaria e specifica che regolamenti la progettazione e l’installazione di sistemi di recupero e riutilizzo dell’acqua piovana.

L’utilizzo, la diffusione e lo sviluppo di tali mezzi è affidata al buon senso dei cittadini.

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