Riforma del Condominio: un’attesa lunga 70 anni

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Dopo circa 70 anni finalmente è stata approvata dalla Camera la riforma del condominio. Le novità sono molte e vale la pena dare uno sguardo più approfondito al provvedimento.

Per prima cosa è importante dar peso a questa notizia perché si tratta di una rivoluzione che investirà circa 30 milioni di italiani, è infatti questa la cifra stimata di quanti attualmente abitano in un condominio, che sia questo di piccole o di grandi dimensioni.

Inoltre l’importanza di questa riforma è data da uno snellimento, almeno auspicato, di una materia fatta di tantissime regole ed eccezioni

Riforma del condominio

Riforma del condominio

davvero difficili da gestire, anche a causa di un ambiente decisamente conflittuale come quello del condominio.

Norme obsolete

La necessità di una riforma complessiva di tale materia si auspicava già da anni, principalmente a causa dell’obsolescenza della stessa, che infatti mal si accorda con gli attuali cambiamenti sia sociali che tecnologici che hanno inevitabilmente toccato ogni sfera della nostra società.

La trafila è stata lunga ma dopo circa due anni i tempi erano finalmente maturi, ed ecco che il 17 settembre 2012 finalmente un provvedimento di riforma del condominio ha faticosamente raggiunto la Camera.

I 32 articoli previsti vogliono riformare la materia in diversi ambiti che vanno dalle tanto odiate assemblee, alle delibere, ma anche alla gestione finanziaria del condominio stesso e a questioni pratiche come l’utilizzo del segnale televisivo o la presenza di animali domestici in casa.

Molte novità a livello gestionale

Amministratore di condominio

Amministratore di condominio

Per cercare di orientarsi un po’ meglio all’interno delle molte novità possiamo iniziare a dare un’occhiata più puntuale a quanto appena proposto.

Molto spesso ciò che demoralizza in sede di assemblee è la lungaggine e la complicazione delle procedure decisionali. Una grande novità proposta dalla riforma appena presentata vede l’abbassamento del quorum (cioè il numero legale necessario per rendere valide le assemblee di condominio).

Inoltre il quorum potrà essere ulteriormente abbassato in caso di decisioni importanti, ma soprattutto di urgenza rilevante (in particolare per tutto quello che riguarda la sicurezza e la salubrità del condominio).

Finalmente sarà possibile deliberare con più semplicità in caso di introduzione di innovazioni all’interno del condominio: basterà la maggioranza degli intervenuti (che rappresentino comunque almeno la metà dei millesimi) per decidere di barriere architettoniche, di parcheggi, pannelli solari e tanto discussi impianti televisivi.

Per quanto riguarda le deleghe anche queste subiranno modifiche sostanziali. In più tutte le violazioni del regolamento di condominio potranno essere sanzionate con multe che andranno dai 100 ai 1000 euro. In caso di condomini morosi per più di 6 mesi questi perderanno ogni tipo di diritto di voto in assemblea.

La figura dell’amministratore

Le modifiche non verteranno semplicemente nell’ambito delle procedure, molte interesseranno infatti la figura dell’amministratore. Per prima cosa il mandato diventa biennale: per rimanere in carica l’amministratore dovrà avere specifici requisiti di formazione, almeno il diploma di maturità, e dovrà aver frequentato un corso specifico. In più vengono introdotte regole di trasparenza per quanto concerne sia la sua professione che per quanto riguarda la gestione finanziaria del condominio. Nello specifico ogni condomino avrà la possibilità di prendere visione di tale gestione finanziaria. Aumenta il numero di circostante che potrebbero portare alla revoca del mandato e non potrà più percepire compensi per lavori straordinari. L’amministratore potrà essere licenziato prima della scadenza del mandato solo in caso di gravi irregolarità fiscali o in caso non abbia aperto o utilizzato uno specifico conto corrente condominiale.

Con il nuovo regolamento i condomini possono anche chiedere di stipulare una polizza rischi legati all’operato dell’amministratore stesso.

Un’altra importante novità coinvolgerà anche l’Agenzia del Territorio: nasce il repertorio dei condomini e il registro degli amministratori di condominio.

Impianto di riscaldamento

Un’altra questione importante trattata dalla nuova riforma del condominio riguarda la gestione degli impianti di riscaldamento.

Regolamento di condominio

Regolamento di condominio

Se un condomino vuole passare dal riscaldamento centralizzato a quello autonomo è necessario che sussistano insieme due specifiche condizioni: per prima cosa è necessario che il riscaldamento centralizzato non basti a riscaldare l’abitazione e tale problema non venga risolto nell’arco di una stagione, in più è fondamentale che tale passaggio non comporti sostanziali squilibri nell’erogazione del riscaldamento per gli altri condomini. Se esiste un’eventuale squilibrio o aumento di spesa causato da tale cambiamento anche chi passa al riscaldamento autonomo dovrà sobbarcarsi le spese straordinarie per la manutenzione dell’impianto condominiale.

Convocare assemblee di condominio, animali domestici e siti internet

Altri piccoli cambiamenti riguardano le assemblee, sarà infatti vietato convocarle nei giorni di festività religiose relative a tutte le religioni che hanno siglato il protocollo di intesa con lo Stato. Si tratta di una piccola conquista civile in linea con le composizione sempre più multietnica della popolazione italiana.

Un’importante novità riguarderà anche gli animali domestici. Sarà infatti vietato inserire norme, all’interno del regolamento di condominio, che proibiscano la presenza di animali domestici all’interno degli appartamenti. Di contro si applica una maggiore severità per chi arreca danni o disturba.

Un’ultima novità riguarda la possibilità di creare siti internet condominiali dove inserire atti pubblici e rendiconti. Naturalmente l’accesso a tali siti sarà privato e consentito solamente ai condomini tramite password personali. Tali siti dovranno essere creati e curati dall’amministratore e naturalmente spesati dai condomini.

Quando?

Un ultimo dubbio da sciogliere riguarda l’entrata in vigore di tali modifiche. Dopo il passaggio in Senato vengono dati sei mesi per l’effettiva entrata in vigore della norma stessa, soprattutto per il fatto che molte modifiche rappresentano degli inediti veri e propri.

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