Riscaldamento nelle chiese: caratteristiche e accorgimenti. Parte prima

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Dopo avere individuato le caratteristiche principali degli ambienti, stabilito alcune tipologie di degrado più diffuse e compreso dunque alcune problematiche annesse al riscaldamento delle chiese è necessario chiedersi, dal punto di vista conservativo, quale sia la soluzione migliore. E’ meglio scaldare o mantenere le condizioni naturali e consigliare ai fedeli di dotarsi di grossi indumenti durante i periodi invernali?

Riscaldare in base alle condizioni climatiche

Non esiste una risposta univoca ma dipende dalle condizioni e dalle caratteristiche climatiche della regione e dallo stato conservativo delle opere. Perchè può darsi benissimo che il livello di umidità relativa che naturalmente è presente (anche senza impianto di riscaldamento) sia dannoso per le opere stesse e che quindi sia necessario intervenire per modificarlo. Lo stato di conservazione delle opere prima di ogni intervento è assolutamente significativo ai fini di verificare se le condizioni interne sono favorevoli o meno alla formazione di fenomeni di degrado.

Umidità di risalita e efflorescenze su una colonna.

Umidità di risalita e efflorescenze su una colonna.

Ad esempio nel caso le opere fossero in ottime condizioni può essere pericoloso alternare le caratteristiche climatiche originali; nel caso in cui ci sia una umidità troppo alta (e quindi sui materiali e sulle superfici possiamo riconoscere muffe e altro degrado) è buona cosa procedere con un riscaldamento continuo e molto basso che possa consentire di abbassare l’umidità aumentando la temperatura. Questo può essere vero per climi in cui durante l’inverno l’umidità è piuttosto elevata ma può essere controproducente in caso di inverni freddi e secchi.

Normalmente per i beni culturali le condizioni di freddo portano benefici alle opere e consentono una conservazione quasi sempre ottimale dei manufatti.

Nei climi freddi e secchi in inverno i valori di umidità sono certamente bassi: se noi riscaldiamo gli ambienti i valori di umidità, con l’aumento della temperatura, scenderanno ulteriormente arrivando a parametri troppo ridotti che sono dannosi sopratutto per le sostanze organiche come il legno. Inoltre l’aria troppo secca accelera i processi di deposito di fumo, polvere e materiali inquinanti.

Anche aumentando l’umidità e immettendo vapore è una soluzione pericolosa perchè incontrando superfici fredde il vapore tenderebbe a depositarsi e a danneggiare i materiali.

Meglio isolare che riscaldare

Normalmente sarebbe meglio agire passivamente cercando di isolare gli edifici dove possibile invece che agire attivamente con sorgenti di calore; sappiamo però che negli edifici storici è sempre piuttosto difficile intervenire con questi sistemi. Attraverso queste considerazioni è possibile arrivare a dire che nel caso in cui il riscaldamento sia finalizzato solo ed esclusivamente al miglioramento del comfort termico delle persone la soluzione migliore è quella di non riscaldare gli ambienti per garantire una adeguata conservazione delle opere.

Riscaldamento localizzato se l’inverno è freddo

In caso di condizioni climatiche ostili (freddo durante l’inverno) è consigliabile utilizzare un riscaldamento localizzato che consente di ridurre sprechi e garantire il mantenimento del microclima originario in gran parte della chiesa.

Considerazioni da fare se l’inverno è umido

Nelle regioni invece caratterizzate da forte umidità durante i periodi invernali è necessario invece abbassare questi valori per evitare la proliferazione di muffe. Piuttosto che usare deumidificatori è meglio utilizzare sistemi di riscaldamento; in questo caso infatti la soluzione di riscaldare gli ambienti può essere certamente efficace.

La soluzione ideale sarebbe quella di adottare due tipi di riscaldamento: un riscaldamento generale e continuo che mantenga un livello termico minimo al fine di mitigare le condizioni di freddo o di umidità elevata e un sistema di riscaldamento localizzato che possa essere utilizzato per permettere ai fedeli di sostare in condizioni climatiche accettabili.

E’ importante poi distinguere quelle che sono le cause dei livelli di umidità elevati per predisporre soluzioni ancora più mirate: nel caso di umidità per condensazione è utile riscaldare le superfici per rendere i materiali meno vulnerabili al deterioramento mentre in caso di risalita capillare o infiltrazione la deumidificazione attraverso il riscaldamento e la ventilazione è dannosa perchè provoca la formazione e lo sviluppo di sali in superficie.

E’ importante dunque avere a disposizione tutta una serie di informazioni sulle condizioni climatiche dell’ambiente, le esigenze, le caratteristiche delle opere per predisporre sistemi intelligenti in grado di interagire correttamente con il sistema ambiente per realizzare una adeguata conservazione dell’immenso patrimonio artistico che le chiese possiedono.

Utilizzare modalità di riscaldamento fai-da-te senza il parere e l’ausilio di esperti può provocare ingenti danni alle opere; spesso troviamo infatti ad esempio i Fan Coil che vengono installati per emotivi di semplicità. Questi apparecchi emettono aria calda che provoca pericolosi sbalzi termo-igrometrici che danneggiano il legno e deposizione dei fumi e delle polveri sospese. Inoltre la potenza elettrica superiore richiesta potrebbe non essere supportata dall’impianto esistente con rischi di cortocircuito e incendi.

Un esempio di Fan coil.

Un esempio di Fan coil, non particolarmente adatto per il riscaldamento nelle chiede

Anche l’utilizzo di impianti di riscaldamento tramite emissione di aria calda (spesso vediamo bocchettoni, griglie su muri e pavimenti) possono portare a problemi di tipo conservativo: l’aria calda emessa tende a salire lontano dalle persone riscaldando le parti superiori danneggiando così soffitti e porzioni sommitali. I moti convettivi inoltre favoriscono il deposito di polveri e fumi. Con questo sistema sono particolarmente a rischio gli organi, i soffitti cassettonati, le statue e i manufatti lignei, i tessuti, i libri e i dipinti.

Le sorgenti radianti ad alta temperatura sono degli apparecchi in grado di scaldare le persone tramite la radiazione infrarossa emessa da sorgenti scaldanti ad alta temperatura.

Si tratta di apparecchi fissati a parete o sospesi al soffitto che trasferiscono calore sulle superfici assorbenti lasciando inalterata la temperatura dell’aria. E’ un sistema che consente un riscaldamento rapido e possiede bassi costi di esercizio.

E’ importante però garantire che le opere d’arte non siano colpite dalla radiazione infrarossa (diretta o riflessa). Lo squilibrio termico tra le parti colpite e non genera dei moti convettivi e dei depositi superficiali (sopratutto in corrispondenza della zona superiore della sorgente termica).

Una esposizione eccessiva può portare a malessere nelle persone come cefalee e disidratazione cutanea.

Il riscaldamento tramite la combustione di gas genera inquinamento producendo sostanze tossiche che non solo sono nocive in parte per coloro che frequentano gli ambienti ma anche per le opere. Il vapore prodotto dalla combustione, inoltre, si deposita sulle superfici fredde o viene assorbito dai materiali igroscopici. Infine la presenza di gas infiammabili può dare luogo ad incendi ed esplosioni ed è quindi una tecnologia da evitare ai fini di provocare gravi danneggiamenti all’edificio.

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