Ristorante dell’Opéra Garnier di Parigi, progetto di ODILE DECQ

Il 27 giugno verrà inaugurato in Francia, a Parigi, il nuovo Ristorante dell’Opera progettato dall’architetto di fama mondiale francese, Odile Decq.

Il nuovo ristorante dell’Opera permetterà di continuare la grande storia del Palais Garnier, partendo dal progetto del 1875 di Charles Garnier.

Nel corso dei secoli già due volte si provò a portare in vita il ristorante, sia nel 1973 che nel 1992, ma solo grazie ad Odile Decq, si vedrà il compimento dell’opera.

Nel 2009 il progetto venne approvato dalla Commission Nationale des Monuments Historiques, dopo lunghi e accuratissimi controlli, a causa dell’enorme valenza storica dell’edificio.

L'Opéra Garnier di Parigi

Anche se tutelato da vincoli precisi, l’architetto Odile Decq, conosciuto nel mondo anche per la sua stravaganza progettuale, è riuscita a donare un aspetto contemporaneo ed accattivante all’intero progetto, confluendo in modo dirompente all’interno dell’edificio storico.

I vincoli ovviamente non consentivano di toccare la struttura, i muri portanti, la facciata e tutto ciò che caratterizza l’edificio stesso e proprio per questo motivo, l’architetto ha deciso di realizzare un’opera innovativa nel totale rispetto del passato.

La geometria a disposizione ha permesso di compiere un’operazione fantasiosa che ha reso il ristorante lussuoso, moderno e assolutamente di classe.

Per il progetto del ristorante dell’Opera è stato compiuto un investimento di 6.000.000 di euro da parte dei committenti.

Il progetto del ristorante dell’architetto ODILE DECQ

All’esterno la grande facciata invita ad entrare. Le grandi arcate non potevano essere toccate, ovviamente per la tutela del bene, ma vista la necessità di un ambiente al coperto, sono state chiuse attraverso grandi vetrate semicilindriche, totalmente autonome e che non gravano sulla struttura preesistente.

Entrando all’interno del ristorante si può osservare una delle caratteristiche principali del progetto, una cupola rovesciata delle dimensioni uguali alla cupola principale, trattata come superficie riflettente in modo da stupire il visitatore.

L’interno è stata studiato per essere completamente riflettente attraverso l’uso di specchi ed acciaio inox.

La struttura poi prevede all’interno attrezzature e soppalchi sinuosi e curvilinei che si integrano perfettamente all’interno dell’edificio senza assolutamente toccare le pietre esistenti e storiche.

L’intero progetto si fonda sull’intento dell’architetto di non toccare il preesistente, e quindi tutto ciò che è stato realizzato, è sostenuto da una lama d’acciaio, realizzando quasi una magia sospesa.

I proprietari, Jean Philippe e Pierre Francois, hanno dichiarato che Odile Decq ha creato una nuvola bianca sospesa che passa al di sopra del bar e della sala da pranzo in tutta eleganza.

Inoltre l’architetto ha pensato ad ogni mixage e ad ogni attrezzatura da inserire all’interno per la creazione dell’arredamento del ristorante.

I divanetti sono di un rosso brillante, molto trendy ed i tavoli e le sedie sono eleganti ed allo stesso tempo, moderni e alla moda.

Una struttura tutta curve, che si divide per percorsi, dislivelli e ambienti, crea un ambiente surreale, quasi fantastico.

Inoltre la presenza di grandi pannelli bianchi in vetro ondulati che permettono di diffondere l’illuminazione, consentono di aumentare la grande suggestione scenografica che si ha entrando all’interno del ristorante.

Il ristorante dell’Opera potrà ospitare 170 coperti e si disporrà su due livelli, senza contare degli altri 180 posti, a disposizione sulla grande terrazza.

Chi avrà la fortuna di imbattersi in questo meraviglioso ristorante che finalmente sorgerà e aprirà i battenti lunedì 27 giugno, dopo ben 136 anni di attesa dal primo progetto, avrà la possibilità di vivere un momento unico e magico, sicuramente un emozione unica.

Questa opera architettonica è un esempio ben riuscito di incontro tra passato e presente.

E’ la prova che non è sempre uno scempio il moderno che si affianca al bene storico architettonico.

Spesso l’evidente contemporaneità dei progetti, permette di distinguere in maniera evidente ciò che è passato e ciò che è presente, potendo in questo modo, godersi l’intera storia dell’edificio, dal passato al futuro.

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